Il catalogo accompagna la mostra omonima allestita nel Museo Nazionale Slovacco a Bratislava nel giugno 2026, promossa dall'Istituto Italiano di Cultura. Curato da Marino Petracco, il volume ripercorre la storia del caffè in Italia, con focus sulle innovazioni tecnologiche e sociali legate alla bevanda.
Il documento è il catalogo della mostra "Il caffè? … italiano!" tenutasi presso il Museo Nazionale Slovacco a Bratislava nel giugno 2026, promossa dall'Istituto Italiano di Cultura e curata dall'Associazione Museo del Caffè di Trieste. Il testo, in italiano, funge da supporto scientifico-divulgativo per illustrare i passaggi tecnologici che hanno perfezionato il modo di preparare il caffè in Italia nell'ultimo secolo.
La pubblicazione si apre con la prefazione del fondatore Gianni Pistrini, che racconta la nascita del Museo del Caffè a Trieste, e con i saluti del direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Bratislava, Fabrizio Iurlano. Viene poi presentata la genesi della mostra da parte del curatore Marino Petracco, che spiega come l'idea sia nata da una richiesta del Ministro italiano dell'agricoltura e si sia sviluppata attorno a tre metodi di preparazione tipici: la caffettiera Napoletana, la Moka e…
Il catalogo dedica ampio spazio alla città di Trieste, definita "la città del caffè" per il suo ruolo storico di porto franco dell'impero austro-ungarico e di principale scalo per il commercio dei chicchi. Vengono descritti l'evoluzione del porto, l'arrivo delle merci dal Levante e dal Sud America, la nascita delle torrefazioni (Hausbrandt, Illy) e delle compagnie assicurative (Generali, Lloyd, RAS).
Un capitolo è dedicato ai caffè storici triestini, luoghi di ritrovo per nobili, artisti e intellettuali, dove si sviluppò un lessico specifico per ordinare il caffè (nero, capo in bi, goccia). Viene inoltre raccontata la figura dello scaricatore portuale (el fachin de porto), la sua organizzazione sindacale e il gergo usato per comunicare.
Il catalogo illustra infine gli utensili utilizzati dai portuali per maneggiare e preparare il caffè: la zata de gato, el subio, el ago storto, el brustolin da campo, el masinin. Viene spiegata l'origine del capo in bi, caffè servito in bicchiere di vetro con latte, nato dalle abitudini dei lavoratori del porto che tostavano e bevevano il caffè nei goti (bicchieri da vino).