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BRIXIENSIA I giornata di studiSabato 13 giugno 2026
La giornata di studi “BRIXIENSIA” si propone di ap- profondire alcuni degli aspetti più significativi della storia e della cultura di Brescia e del suo territo- rio. Pur muovendo da differenti approcci disciplinari, gli interventi sono accomunati dall’intendere la storia locale non come uno sterile esercizio di erudizione applicato ad angusti limiti geografici, bensì come u- na prospettiva privilegiata dalla quale cogliere sfu- mature e significati della realtà. organizzata da in collaborazione con
Oratorio di San Faustino (sala Piamarta) Via San Faustino, 70 - Brescia 10:00 Saluti Nicolangelo D’Acunto 10:15 Così vestivano. La moda a Brescia nel Cinquecento Barbara D’Attoma modera Antonio Manco 11:15 Frammenti di uno spazio perduto. Pitture trecentesche in Sant’Eufemia a Nigoline Roberta Castelnovo Bruno Romeda. Il lascito del forgiatore «del vuoto» alla città di Brescia Elena Scuri Le coniche di Apollonio nei Principia di Newton. Uno sguardo alla Biblioteca “Viganò” di Brescia Chiara Botticchio modera Barbara D’AttomaProgrammais.gd/MlJ49X
Programma15:30 Brescia pseudo-mistica. Il soprannaturale nel secondo dopoguerra Leonardo Rossi L’Eurafrica di Lodovico Montini Federico Perini Le produzioni brechtiane del CTB negli anni Sessanta e Settanta Maria Francesca Lipari modera Paolo Terzi 17:00 Conclusioni Enrico Frosio14:00 Brixia nell’età augustea Laura Giovanelli Marco Nonio Macrino. Vita, carriera e fortuna di un senatore bresciano tra Adriano e Marco Aurelio Francesco Cerato Oltre Albertano. Giudici e società a Brescia in età comunale Sara Paderno modera Marco Zanelli
Chiara Botticchio nei Principia di Newton. Uno sguardo alla Biblioteca “Viganò” di Brescia LE CONICHE DI APOLLONIO Si intendono illustrare alcune proprietà delle coniche di Apolloni- o riprese nei Principia di Isaac Newton, valorizzando parallela- mente le preziose edizioni conservate presso la Biblioteca di Storia delle Scienze “Carlo Viganò”. A differenza della teoria precedente, l’opera di Apollonio (le Coniche) dimostra che tutte e tre le curve sono sezioni di uno stesso cono e se ne studiano i relativi symptómata (equazioni). In Viganò ne è custodita la pri- ma edizione a stampa dei primi quattro libri (Venezia, 1537). Si analizzano dunque alcune proposizioni scelte dei Principia in cui emerge la versione sintetica apolloniana, seguendo da vicino la seconda e la terza edizione del capolavoro newtoniano nella Vi- ganò (Londra, 1687 e Cambridge, 1713).
Roberta Castelnovo Pitture trecentesche in Sant’Eufemia a Nigoline FRAMMENTI DI UNO SPAZIO PERDUTO La chiesa di Sant’Eufemia a Nigoline custodisce la testimonianza di un ciclo trecentesco, parte della decorazione dell’antica ab- side, rimasta a lungo celata da strati di scialbo. Riscoperti nel Novecento, gli affreschi raffigurano una Maiestas Domini con Te- tramorfo e gli Apostoli che, nonostante il precario stato di con- servazione e le sovrapposizioni quattrocentesche, consentono oggi di ricostruire la memoria di uno spazio sacro perduto. Il contributo intende ripercorrere i restauri passati e l’analisi stilis- tica, favorendone l’inserimento all’interno del contesto della pit- tura bresciana del XIV secolo, con particolare riguardo ai con- fronti che si istituiscono con altre pitture del territorio.
Francesco Cerato Vita, carriera e fortuna di un senatore bresciano tra Adriano e Marco Aurelio MARCO NONIO MACRINO Il contributo ricostruisce la vita e il cursus honorum di Marco No- nio Macrino, senatore bresciano attivo nell’età degli Antonini, sulla base di tre iscrizioni fondamentali: la base onoraria di Bre- scia, la dedica efesina del sofista Flavio Damiano e l’iscrizione del mausoleo sulla via Flaminia scoperto nel 2008. L’analisi af- fronta i principali nodi storiografici: l’identificazione della legio- ne del secondo tribunato militare; la corretta collocazione della curatela del Tevere tra le cariche consolari; il titolo di σωτήρ τῆς ἐπαρχείας conferito al proconsole d’Asia, ricondotto alla repressione dell’invasione dei Bastarni attraverso la testimonian- za della πρᾶξις Βαστερνική di Thyateira; il ruolo eccezionale di comes et legatus di Marco Aurelio; e il governatorato straordina- rio della Hispania Citerior contro i Mauri (172/173 d.C.). Sono dis- cusse altresì la questione dell’identità della moglie e la genealo- gia dei Nonii Arrii.
Barbara D’Attoma La moda a Brescia nel Cinquecento COSÌ VESTIVANO Come l’architettura gotica rincorre il cielo con i suoi volumi leg- geri, le guglie e gli archi rampanti, quella rinascimentale si fonda sull’equilibrio delle forme geometriche, arrotondate, massicce. I tre ‘titani’ della pittura del Cinquecento bresciano, Moretto, Ro- manino e Savoldo, saranno in questa occasione le guide per in- terpretare il contesto storico, artistico e socio-economico di un’epoca e di una città in cui la produzione serica venne ufficial- mente ammessa dalla Serenissima nel 1562.
Laura Giovanelli BRIXIA NELL’ETÀ AUGUSTEA Il contributo analizza il rapporto tra Augusto e Brixia nel quadro dei processi di romanizzazione dell’Italia settentrionale tra I se- colo a.C. e I secolo d.C. L’analisi evidenzia il ruolo della città nella politica di integrazione dell’Italia settentrionale avviata da Cesare e consolidata da Augusto. Particolare attenzione è de- dicata alla funzione strategica e militare di Brescia, al suo sviluppo urbanistico e al valore ideologico dei monumenti, che ri- flettono l’inserimento della città nel nuovo assetto politico impe- riale.
Maria Francesca Lipari tra gli anni Sessanta e Settanta: una storia di successi e divieti LE PRODUZIONI BRECHTIANE DEL CTB Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, Brescia vive un fervore indus- triale e culturale che trova nella Compagnia della Loggetta (19- 60) il suo fulcro sperimentale. Nata come cooperativa, la com- pagnia promuove un dialogo sociale e artistico innovativo che ne determinerà, nel 1975, l’istituzionalizzazione nel Centro Teatrale Bresciano. Il presente contributo analizza l’evoluzione del gruppo attraverso tre regie brechtiane cruciali tra il 1963 e il 1976: due versioni di Un uomo è un uomo (Mezzadri e Castri) e L’accordo (Castri). L'obiettivo è indagare come la drammaturgia di Brecht abbia rappresentato un punto di svolta per la Compagnia, influ- enzando profondamente le dinamiche culturali bresciane e na- zionali.
Sara Paderno Giudici e società a Brescia in età comunale OLTRE ALBERTANO Quando per la Brescia di età comunale si pensa alla giustizia e agli uomini che l’amministravano è quasi automatico il nome di Albertano di Sant’Agata. Eppure, le ricerche hanno spesso mo- strato come, al netto dell’enorme importanza della sua opera in- tellettuale, della vita e dell’attività giudiziaria del famoso causi- dicus sappiamo poco. Allo stesso modo, nonostante il comune di Brescia rivesta un ruolo politico centrale tra XII e XII secolo, il suo sviluppo e l’articolazione delle sue strutture governative restano un tema ancora tutto da indagare. L’intervento si pone come un primo contributo in tal senso, provando a verificare l’esistenza di un gruppo di iudices bresciani oltre al famoso Albertano, analiz- zandone le capacità d’azione, ma soprattutto discutendone, alla luce di alcuni recenti modelli interpretativi, il profilo sociale e l’i- dentità collettiva.
Federico Perini L’EURAFRICA DI LODOVICO MONTINI Il contributo esamina il ruolo di Lodovico Montini nell’elaborazio- ne e nell’attuazione di una politica eurafricana tale da realizzare un orizzonte di solidarietà sociale nei rapporti tra i popoli. Depu- tato democristiano e presidente dell’ Amministrazione per le At- tività Assistenziali Italiane e Internazionali (AAI), Montini operò su più piani (parlamentare, assistenziale e multilaterale) per decli- nare il cattolicesimo sociale bresciano in una visione universalis- ta che includeva il continente africano. Lavorando con l’ONU e il Consiglio d’Europa contribuì ad elaborare un modello europeo di cooperazione con i nuovi Stati indipendenti africani fondato non sul vincolo coloniale, ma su una prospettiva condivisa e negozia- ta di sviluppo sociale.
Leonardo Rossi Il soprannaturale nel secondo dopoguerra BRESCIA PSEUDO-MISTICA Maurilio Lovatti definì l’episcopato di mons. Tredici segnato da ‘anni difficili’, attraversati da fascismo, guerra, crisi socioecono- miche e forti tensioni ideologiche. In tale contesto si colloca un fenomeno ancora poco indagato: la proliferazione di manifesta- zioni pseudomistiche e soprannaturali (apparizioni mariane, sta- tue lacrimanti, presunti ‘santi viventi’). Se il caso di Pierina Gilli è il più noto, recenti ricerche presso l’Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede (ex Sant’Uffizio) e l’Archivio diocesano di Brescia documentano una casistica assai più ampia. Il contributo esamina tali fenomeni negli anni ‘40 e ‘50 — con particolare at- tenzione alle apparizioni di Cossirano — interpretandoli come forme di ’santità spontanea’ radicate nel contesto storico-socia- le locale.
Elena Scuri Il lascito del forgiatore «del vuoto» alla città di Brescia BRUNO ROMEDA Bruno Romeda fonda il proprio linguaggio scultoreo nella memo- ria del territorio bresciano: si ispira alle incisioni rupestri e alla tradizione metallurgica per elaborare un alfabeto geometrico essenziale e riconoscibile. Dall’incontro con il tardo informale di Baldaccini alla svolta minimalista di Judd, la sua ricerca approda a una scultura della sottrazione, in cui il vuoto diventa struttura e misura dello spazio. L’intervento restituisce il valore del suo du- plice lascito a Brescia: il contributo decisivo al rinnovamento del rapporto tra scultura e spazio e la donazione a Fondazione Bre- scia Musei, gesto strategico a sostegno del contemporaneo e dell’identità culturale della città.
Coordinamento scientifico Beatrice Caterina Bodini Enrico Frosio Antonio Manco Paolo Terzi Marco Zanelli