Rivista LIFE/1
Rivista LIFE/2 ATTINGIAMO insieme alla fonte del CARISMA “Ogni sorella e ogni fratello che riceve il carisma è chiamato a farlo vivere in sé, perché non resti qualcosa da conservare in modo statico, ma diventi piuttosto una forza vitale, che scorre creativamente e liberamente. Come ricordava Papa Francesco «si tratta di rimanere fedeli alla fonte originaria, sforzandosi di ripensarla ed esprimerla in dialogo con le nuove situazioni sociali e culturali». Ogni Istituto è «un corpo vivo in cui l’energia carismatica attraversa ogni cellula e ogni membro, che a loro volta ne sono portatori e la esprimono. È questa energia che deve animare la missione che svolgete e illuminare il cammino da percorrere, per essere poi consegnata come eredità viva alle future generazioni, chiamate a loro volta a innamorarsene e a farne la sorgente del loro servizio. Papa Leone XIV°-29 Gennaio 2026
LIFE magazine/3 Carissime suore, Carissimi amici ed amiche, nel cuore di ogni persona esiste un desiderio insopprimibile: il desiderio di una vita piena, una vita che valga la pena di essere vissuta. È da questo desiderio che nascono le nostre scelte ed è per questo stesso desiderio che a volte soffriamo perché non lo vediamo realizzato, lo vediamo ferito, lo ritroviamo in una realtà diversa da come l’immaginavamo per le complesse vicende della vita o per i limiti che tutti noi ci portiamo dentro. Nel vangelo di Giovanni c’è un episodio che ci porta a confrontarci con la massima vulnerabilità umana dove questo desiderio di vita sembra infrangersi senza speranza: la morte dell’amico Lazzaro. Di fronte a questo doloroso evento Gesù si commuove profondamente e piange. Vediamo anche la disperazione di Marta: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto…”, vediamo il dolore dei familiari e della gente. Ma possiamo vedere anche la forza interiore di Gesù riguardo la sua identità: “Io sono la Resurrezione e la Vita…Credi tu questo?”. Marta si fida, si affida alla Parola di Gesù. E Lazzaro tornerà in vita grazie a Lui. (cfr Gv 11, 1-45) CREDI TU QUESTO? Fin dalle origini il nostro Carisma si è radicato nella forza del mistero pasquale, un mistero di morte e resurrezione. È a partire da questo Carisma vivo che le prime suore hanno ringraziato Dio per tutto il bene operato attraverso l’educazione cristiana, nonostante i sacrifici, la povertà, le incomprensioni e l’andare contro corrente. È attingendo a questo carisma che tante sorelle hanno lasciato la propria patria, hanno attraversato oceani ed hanno affrontato le sfide non facili di inculturazione e missione in mentalità completamente diverse. È grazie a questo carisma che tante sorelle ancora oggi continuano la loro missione di testimonianza del Vangelo, nonostante le “persecuzioni” religiose o ideologiche, nonostante il diminuire dei numeri, delle forze e delle certezze. Nonostante tutto, esse credono nella forza della vita e della fede in Gesù, generando Speranza con la collaborazione creativa di tanti laici. Dentro il nostro Carisma, come in ogni Carisma, scorre una vitalità inesauribile. C’è la fiducia profonda nel valore di ogni persona e nel suo potenziale. Aiutare chi incontriamo a scoprire la bellezza della fede cristiana, la preziosità della vita umana e dei valori del Vangelo è una chiamata stupenda, di cui innamorarci e per cui dare tutto. Cristo è la Speranza “contro ogni speranza”, una Speranza da accogliere e comunicare. Crediamo noi questo? Insieme con voi, alla fonte del nostro Carisma di Speranza Viva…. Superiora Generale
LIFE magazine/4 CONTENUTI DELLA RIVISTA IN ASCOLTO DELLA PAROLA CONDIVISIONE DI ESPERIENZE NUOVI ORIZZONTI DI MISSIONE SINODALITÁ & SPERANZA Che cosa la Parola di Dio ci dice riguardo il Carisma? Ascoltiamo e meditiamo questo passo della Scrittura per attingere a quella Sapienza che viene da Dio, per esserne illuminati e trasformati Pag 6-8 Pag 10-50 Pag 51-57 Pag 58-61 Le nostre Province/Case ci offrono la possibilità di conoscere, attraverso il ministero di alcune sorelle, come il nostro Carisma continua a generare Speranza nel mondo di oggi Il ruolo delle donne consacrate ha un valore prezioso nella Chiesa e nella società. Nuovi orizzonti di missione e di riflessione si stanno aprendo, anche nel far rifiorire gli spazi inutilizzati delle nostre case. La Speranza apre cammini… Esperienze di Sinodalità inter-provinciale nelle nostre Province/Casa/Continenti. È un cammino prezioso: generare insieme nuova vita e speranza, attingendo al Carisma comune
LIFE magazine/5 CARISMA CHE CREA STORIA PRESENZA CREATIVA DEI LAICI CAMMINARE CON LA CHIESA NOTE & RINGRAZIAMENTI Pag 62-63 Pag 64-70 Pag 71-74 Pag 75 Centoventicinque anni fa quattro suore europee sbarcavano sulle coste del Cile, esattamente nella città di Rio Bueno. Il coraggio, ancorato alla bellezza del nostro Carisma, ha fatto fiorire tanta vita La nostra missione in ogni Continente è possibile solo grazie alla collaborazione e alla competenza di laici che sanno aiutarci a rendere più attuale ed efficace il nostro servizio nella società attuale Come Suore della Santa Croce siamo chiamate ad essere attente al cammino della Chiesa, partecipando attivamente ai percorsi da essa intrapresi. Le Consigliere Generali ce ne parlano. La Rivista “LIFE” è uno strumento prezioso di comunicazione, condivisione e formazione per tutta la Congregazione e per chi collabora con noi. Tutto questo è possibile grazie al contributo prezioso di tante persone «Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica» Papa Leone, 24 gennaio 2026
LIFE magazine/6 CARISMI DI ISRAELE. FIGURE CHIAVE DELL'ANTICO TESTAMENTO TRA COMUNIONE E MISSIONE L'Antico Testamento costituisce il fondamento dei doni dello Spirito. In esso, l'azione di Dio non è una forza astratta, ma tocca da vicino persone concrete per realizzare precisi progetti nella storia. Il concetto di "carisma" — inteso nella Bibbia come l'azione dello Spirito di Dio, chiamato in ebraico Ruah — dona a una persona capacità straordinarie per due scopi fondamentali: edificare la comunione nel popolo e diffondere nel mondo la salvezza. Osservando alcuni grandi personaggi biblici, scopriamo che un talento o una vocazione speciale non è mai un privilegio personale. Al contrario, è una responsabilità verso gli altri, finalizzata a radunare la comunità e a orientarla verso il disegno di salvezza universale. Mosè: Il carisma della guida e la strutturazione della comunione La figura di Mosè rappresenta l'archetipo del leader carismatico del Primo Testamento. Il suo carisma non risiede in un'abilità innata — come egli stesso dice di essere «impacciato di bocca e lento di lingua» (Esodo 4,10) — ma dalla totale presenza dello Spirito che lo trasforma in mediatore dell'alleanza. Il carisma di Mosè si esprime principalmente in due direzioni: • La dimensione missionaria si esprime nell'impegno di liberazione del popolo dalla schiavitù egiziana. Mosè affronta il Faraone non per ambizione personale, ma come messaggero divino per riscattare gli oppressi. La sua missione è quella di capovolgere le logiche umane del potere per fare spazio alla giustizia e alla signoria di Dio nella storia. • La dimensione di comunione diventa evidente e fondamentale durante il difficile viaggio nel deserto. Di fronte ai continui malcontenti e alle ribellioni del popolo, Mosè agisce come guida spirituale e mediatore. Egli si pone come l’elemento di coesione e riesce a tenere unita la comunità, evitando che si disgreghi nei momenti di crisi. Un racconto chiave per capire come le diverse capacità e i doni spirituali si completino a vicenda, anziché escludersi, si trova nel libro dei Numeri 11,24-29. Schiacciato dal peso del governo, Mosè riceve l'ordine di radunare settanta anziani. Dio «tolse parte dello Spirito» che era su di lui e lo pose sui settanta, i quali iniziarono a profetizzare. Quando Giosuè esprime gelosia per questo allargamento del dono, Mosè risponde con parole profetiche: «Fossero tutti profeti nel popolo del Signore!». IN ASCOLTO DELLA PAROLA
LIFE magazine/7 Il carisma personale di Mosè non genera accentramento, ma si fraziona per favorire una comunione corresponsabile, anticipando la struttura del corpo comunitario. Debora: Il carisma profetico e la coesione delle diversità Nel Libro dei Giudici, l'azione dello Spirito si manifesta in contesti di profonda frammentazione sociale e politica. In un'epoca in cui «non vi era re in Israele e ognuno faceva quanto gli parea bene» (Giudici 21,25), la figura di Debora spicca come esempio di carisma marcatamente orientato alla comunione e al riscatto nazionale (Giudici 4-5). Nel racconto biblico, Debora è una profetessa e giudice. Il suo carisma non è legato alla forza delle armi, ma ad una profonda saggezza spirituale e a parole capaci di smuovere le coscienze. • È portatrice di pace e unione. Sotto la sua palma, Rama e Betel, le tribù d'Israele divise e disperse, trovano un punto di riferimento. Con i suoi consigli, Debora placa gli animi e risolve i conflitti interni, unendo il popolo prima ancora di affrontare le minacce esterne. • È guida verso una missione comune. Quando è necessario liberare il popolo dal giogo del re di Canaan, il suo carisma profetico scuote i leader pigri o timorosi. Chiama in causa Barak, stimola i diversi gruppi a pensare meno a se stessi e a coalizzarsi fra loro per una missione comune. Il noto Cantico di Debora (Giudici 5) celebra esattamente questo momento: il carisma di una singola persona riesce a ispirare un'intera comunità. Laddove i singoli gruppi esitavano, le parole carismatiche di Debora risvegliano l'identità di un popolo unito sotto un’unica fede e un’unica missione. Elia: Il carisma della verità e il raduno del popolo Nel contesto della monarchia divisa, il carisma profetico assume i tratti della contestazione del potere corrotto e del richiamo radicale all'identità originaria. Elia il Tisbita incarna il carisma dello zelo per il Dio vivente in un momento di totale apostasia, organizzata dal re Acab e dalla regina Gezabel (1Re 17-19). Il carisma di Elia agisce in vista della comunione del popolo d'Israele, che si era allontanato dal vero Dio per seguire i culti pagani di Baal: • La drammatica riconciliazione sul Monte Carmelo [1Re 18]. Davanti a un popolo diviso e incerto, che «zoppica con i due piedi», Elia non cerca il proprio successo, ma desidera solo riportare il popolo a Dio. Ricostruendo l'altare del Signore che era stato demolito, utilizzando proprio dodici pietre «secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe» (1Re 18,31), il profeta compie un gesto di unità. Usa il suo dono per ricostruire simbolicamente la comunione perduta delle dodici tribù di Israele attorno all'unico culto autentico.
LIFE magazine/8 • Una missione oltre i confini. Il carisma di Elia non si limita al solo popolo d'Israele. Andando dalla vedova di Sarepta di Sidone (1Re 17), dimostra che la sua missione è aperta a tutti. Il miracolo della farina e dell'olio che non finiscono mai è un segno di speranza universale: la benedizione divina è destinata a dare vita e salvezza a tutti i popoli, anche alle nazioni pagane. L’intreccio delle vicende di Mosè, Debora ed Elia è un percorso progressivo e affascinante, capace di legare il carisma individuale al destino collettivo. Ciascuno di loro, infatti, ha svolto una specifica missione che parte da una chiamata personale per trasformarsi in un’azione di salvezza per l’intera comunità. • Mosè: guida e intercessore. Uomo di legge e guida spirituale, Mosè ha il grande merito di non accentrare il potere. Un esempio straordinario di questo aspetto è quando trasmette parte del suo spirito ai settanta anziani d'Israele, creando una comunità responsabile e unita. La sua missione più grande resta quella di liberare il suo popolo dalla schiavitù e guidarlo verso la Terra Promessa. • Debora: sapienza e riconciliazione. Profetessa e donna di grande intelligenza, Debora si distingue per il suo equilibrio e la sua saggezza. Il suo contributo più prezioso è stato favorire l’unione e la riconciliazione delle tribù divise, ponendo le basi per un'identità comune. Il suo obiettivo storico e spirituale era riscattare la sua gente dall'oppressione dei Cananei. • Elia: purificazione e zelo profetico. Animato da un grande amore per Dio, si batte con tutte le forze per difendere la vera fede. Per la comunità, Elia ricostruisce l'altare con le dodici pietre, un gesto simbolico che ricorda a tutti l’unità e l'alleanza ritrovata. La sua missione mira ad estirpare l'idolatria e ad annunciare alle genti la verità. In sintesi, l'itinerario spirituale proposto da queste tre figure si sviluppa in tre tappe fondamentali: la liberazione e fondazione guidata da Mosè, la coesione e riconciliazione operata da Debora, e la purificazione della fede realizzata da Elia. Dall'esame di questi profili emerge che nel Primo Testamento il carisma non eleva mai l'individuo sopra la comunità, ma lo spinge dentro la dinamica della salvezza del popolo. Mosè deve rinunciare al monopolio del dono; Debora agisce solo attivando il braccio operativo di Barak; Elia sperimenta nel silenzio dell'Oreb che l'opera di Dio prosegue attraverso il resto fedele e la consacrazione del suo successore Eliseo. Conclusione I carismi personali nell'Antico Testamento hanno aiutato a guidare la storia della salvezza. Sono serviti a superare le regole troppo rigide e a dare nuova energia alle comunità che si erano adagiate. Il vero valore di questi doni non si misura con l’autoaffermazione del singolo, ma dalla capacità di rigenerare legami, di unire le persone e di spingere tutti verso una missione universale. In questo modo, l'Antico Testamento prepara il terreno alla rivelazione neotestamentaria, dove la multiforme grazia di Dio si manifesterà nella pienezza dei carismi dello Spirito Santo, distribuiti a ciascuno per il bene di tutti e per diffondere il Vangelo fino agli estremi confini della terra. Sr Giuseppina Donati Esperta in Sacra Scrittura-Casa Italia IN ASCOLTO DELLA PAROLA
LIFE magazine/9 «Ogni CARISMA nasce per offrire SPERANZA al mondo e per rendere VISIBILE un volto particolare del VANGELO» card. Timothy Radcliffe
LIFE magazine/10 INTRODUZIONE Desideriamo metterci in ascolto delle nostre sorelle presenti nei vari continenti che a nome della loro Provincia/Casa ci presentano la loro esperienza di missione. È una missione ispirata dalla novità sempre fresca del nostro Carisma, che si incarna nelle diverse culture e società, generando Speranza. « Credo che per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme…I racconti ci segnano, plasmano le nostre convinzioni e i nostri comportamenti; possono aiutarci a capire e a dire chi siamo ». Papa Francesco, 24 Gennaio 2020 Giornata Mondiale delle Comunicazioni
LIFE magazine/11 INCORAGGIANTI SEGNALI di SPERANZA Notizie dalla Provincia del Nord India La Chiesa e la società nell'India del Nord e Nord-Orientale, la regione in cui si trova la Provincia dell'India del Nord, presentano un quadro complesso, caratterizzato da sfide significative e da incoraggianti segnali di speranza. La regione è socialmente, culturalmente e religiosamente diversificata, con il cristianesimo che rappresenta meno del 2% della popolazione nella maggior parte degli stati settentrionali e la maggioranza in diversi stati nord- orientali. Questa diversità crea opportunità uniche di testimonianza, dialogo e servizio, ma presenta anche sfide sociali, politiche e pastorali. La Chiesa è principalmente impegnata in: • Istruzione attraverso scuole e università. • Servizi sanitari, soprattutto nelle comunità rurali e marginalizzate. • Sviluppo sociale, emancipazione femminile e cura dei gruppi marginalizzati. • Dialogo interreligioso e costruzione della pace. • Identità tribale e preservazione culturale nel Nord-Est • Formazione della leadership e organizzazione comunitaria Le principali sfide per la Chiesa sono: • Polarizzazione religiosa • Leggi anti-conversione • Violenza e persecuzione • Conflitti etnici e politici nel Nord-Est • Sfide giovanili come disoccupazione, migrazione, tossicodipendenza e dipendenza digitale • Disuguaglianza economica • Problemi ambientali Nonostante le sfide che la Chiesa sta affrontando, ci sono segnali sostanziali di speranza. La vivace partecipazione giovanile, la leadership indigena impegnata, la collaborazione ecumenica, i ministeri sociali efficaci e gli sforzi continui per la pace e la riconciliazione dimostrano la resilienza della Chiesa. Rimanendo fedele al servizio compassionevole, al dialogo, alla giustizia e allo sviluppo umano olistico, la Chiesa è ben posizionata per continuare a dare un contributo costruttivo sia alla regione che alla nazione. Guidate dalla Speranza, trasformiamo le vite attraverso il ministero dell’educazione e della salute NORD INDIA
LIFE magazine/12 Crediamo che il vero cambiamento sociale inizi con la trasformazione personale. L'educazione è il nostro strumento più potente, perché forma i bambini affinché diventino cittadini responsabili, capaci di costruire la nazione e vivere con dignità. Serviamo una popolazione eterogenea, caratterizzata da diverse origini religiose, divisioni politiche e disparità economiche. Nelle zone in cui alcuni bambini non hanno mai visto un'aula scolastica, le Suore della Provincia dell'India del Nord intervengono con speranza, mantenendo vivo il sogno di Madre Bernarda. Il nostro cammino è iniziato nel 1979 a Piplera, un villaggio remoto e sottosviluppato, afflitto da un'analfabetismo diffuso. Da questi umili inizi, la nostra presenza è cresciuta fino a diventare una scuola superiore a tutti gli effetti. Riconoscendo che "il bisogno del tempo è la volontà di Dio", il Centro Comunitario Jeevan Jyothi di Khairabad ha avviato un'attività di educazione non formale per integrare gli emarginati in una vita dignitosa, e ora è fiorito in un istituto scolastico formale. Per Madre Bernarda, l'istruzione è un dono di felicità, offerto senza aspettarsi nulla in cambio. "Nei momenti di bisogno imparammo a confidare maggiormente in Dio." Madre Bernarda La nostra fede è stata messa a dura prova a Kaleeth, nel Jammu e Kashmir, un villaggio a soli 8 km dal confine con il Pakistan, dove la popolazione vive sotto la costante minaccia di guerra e terrorismo. Condividendo le ansie della gente, siamo rimaste al loro fianco. Durante il conflitto del maggio 2025, abbiamo avuto la fortuna di partecipare all'Operazione Sindhoor. Abbiamo aperto le porte della nostra scuola e i nostri cuori, sperimentando la grazia e la divina provvidenza di Dio, portando speranza in una situazione disperata attraverso ogni atto di servizio. Riaccendiamo costantemente la fiamma della Speranza che non delude mai NORD INDIA
LIFE magazine/13 La Missione Sanitaria della nostra Provincia opera in due realtà profondamente diverse, bilanciando i fertili campi del Nord-Est con le difficili sfide dell'India settentrionale. Nel Nord, essere minoranza comporta enormi difficoltà. Le nostre istituzioni affrontano problemi critici di sostenibilità finanziaria e operativa a lungo termine. L'intero ecosistema sanitario è profondamente compromesso dalla diffusa presenza e dalle pratiche cliniche di operatori non qualificati, che rovinano gli standard sanitari della comunità. Di conseguenza, attrarre e trattenere medici e professionisti sanitari qualificati, nonché personale dedicato e orientato al paziente, per i nostri centri remoti e guidati dalla missione, rimane una battaglia costante e ardua. Al contrario, il nostro ministero nel Nord-Est offre un ambiente molto più favorevole, dove l'apertura della comunità permette ai nostri servizi di prosperare in modo più naturale. Nonostante questi profondi ostacoli sistemici, luminosi segnali di speranza ci sostengono. La profonda fiducia che i pazienti emarginati ripongono nelle nostre sorelle rimane incrollabile. Le nostre cliniche fungono da santuari vitali di cure autentiche e di qualità e di armonia interreligiosa, abbattendo le barriere sociali. La resilienza di coloro che curiamo, unita all'impatto duraturo della nostra presenza tra i più vulnerabili, dimostra che la compassione di Cristo trascende ogni limitazione dei sistemi, riaccendendo costantemente una fiamma di speranza che non delude mai. Srs.Hema & Victoria Kavungal NORD INDIA
LIFE magazine/14 CARISMA A FAVORE DELLA VITA Una MISSIONE PROFETICA di SPERANZA tra i più poveri e coloro che sono emarginati Esperienze di Missione nella Provincia dell’India Centrale «I bisogni del tempo sono la volontà di Dio». Queste parole del nostro fondatore, Padre Teodosio Florentini, continuano a guidarci come Suore della Santa Croce, chiamandoci a lasciare da parte le comodità e a camminare con coloro che sono dimenticati, esclusi e privati di opportunità. Ispirate da questo carisma, abbiamo abbracciato la missione a Hussenpuram e nei villaggi circostanti di Srikakulam, nell'Andhra Pradesh. Riconosciamo con gratitudine la leadership visionaria della nostra Superiora Provinciale, Suor Shiny Jose, il cui coraggio di intraprendere la "strada meno battuta" ci ha permesso di diventare una presenza compassionevole tra gli emarginati, vivendo con le persone e condividendo le loro gioie e le loro difficoltà. Ogni giorno incontriamo bambini che hanno abbandonato la scuola, donne vulnerabili, famiglie di migranti, anziani trascurati e giovani ragazze che desiderano ardentemente l'istruzione e la dignità. Nei loro volti riconosciamo la sofferenza e la speranza di Cristo. La nostra risposta è di accompagnamento e sostegno. INDIA CENTRALE
LIFE magazine/15 Attraverso corsi di recupero, aiutiamo i bambini a tornare a scuola. I programmi di sartoria permettono alle donne di raggiungere l'indipendenza economica, mentre i corsi di informatica, soprattutto per le ragazze, aprono le porte all'istruzione, al lavoro e all'auto-stima. La cura pastorale attraverso visite familiari, preghiera, catechesi e formazione alla fede rimane il cuore del nostro ministero, offrendo speranza e conforto a coloro che sono oppressi dalle difficoltà della vita. La nostra missione si estende allo sviluppo olistico della comunità attraverso campi medici, distribuzione di vestiti e capre alle famiglie povere e programmi di sensibilizzazione su salute, istruzione, diritti costituzionali, tutela dell'ambiente e protezione dell'infanzia. Ci impegniamo in particolare a prevenire la tratta di esseri umani educando le comunità, promuovendo la migrazione sicura e proteggendo donne e bambini vulnerabili. Assistere alla trasformazione delle vite – dai bambini che tornano a scuola alle donne che riacquistano fiducia in se stesse e alle famiglie che riscoprono la speranza – rafforza la nostra convinzione che la Croce sia segno non solo di sacrificio, ma anche di risurrezione. Sostenute dalla preghiera, dalla vita comunitaria e dalla spiritualità della Santa Croce, proseguiamo il nostro cammino con fede e coraggio. Come ci ricorda Robert Frost, "Ho promesse da mantenere e molta strada da fare prima di dormire". A Hussenpuram, il nostro carisma non viene solo proclamato, ma vissuto, portando la speranza, la dignità e l'amore compassionevole di Cristo a coloro che vivono ai margini della società. Sr. Archana, Sr Inna M. and Sr Maria INDIA CENTRALE “Nei loro volti riconosciamo la sofferenza e la speranza di Cristo. La nostra risposta è di accompagnamento e sostegno…”
LIFE magazine/16 INDIA CENTRALE Come insegnante, ho compreso che l'istruzione è molto più che completare un programma di studi o preparare i bambini agli esami. Per me, l'insegnamento è un ministero di speranza. Ogni bambino che entra nella mia classe porta con sé una storia unica, diverse capacità e un potenziale nascosto. La mia vocazione è quella di nutrire ognuno di loro attraverso un approccio olistico che tocchi non solo la mente, ma anche il cuore, il carattere e lo spirito. Negli ultimi 4 anni ho visto come una semplice parola di incoraggiamento possa restituire fiducia a un bambino, come una guida paziente possa trasformare il fallimento in determinazione e come una classe accogliente possa diventare un luogo in cui i bambini si sentano al sicuro, apprezzati e amati. Questi momenti mi ricordano che l'istruzione consiste nel trasformare le vite, non semplicemente nel trasmettere conoscenze. Come disse saggiamente Nelson Mandela: "L'educazione è l'arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo". Queste parole mi ricordano che ogni lezione impartita con pazienza e amore ha il potere di trasformare le vite. L'incoraggiamento di un insegnante può sostituire la paura con la fiducia, il fallimento con la determinazione e il dubbio con la fede nelle proprie capacità. Come educatori, il nostro più grande successo non si misura con i voti degli esami, ma con le vite che plasmiamo e i valori che instilliamo. Ogni bambino che lascia l'aula con fiducia, integrità e il desiderio di servire l'umanità porta avanti la luce della speranza. In effetti, l'educazione non si limita a preparare i bambini per una carriera; li prepara per una vita significativa e per un mondo migliore. Ogni sorriso di comprensione, ogni atto di gentilezza e ogni passo avanti che vedo nei miei studenti rafforza la mia convinzione che l'educazione sia il più potente strumento di speranza. Come insegnanti, potremmo non conoscere mai appieno l'impatto dei semi che seminiamo, ma continuiamo a piantarli con fede e amore. Per me, l'educazione non è semplicemente una professione, è una vocazione attraverso la quale ho il privilegio di accendere la lampada della speranza nei giovani cuori, un bambino alla volta. Sr Prasanna Manchu EDUCAZIONE: Accendere la fiaccola della SPERANZA
LIFE magazine/17 COSTRUIRE COMUNITÀ RADICATE NEL VANGELO SUD INDIA La Chiesa in questi stati continua ad essere un faro di speranza attraverso i suoi ministeri pastorali, le istituzioni educative, i servizi sanitari, l'assistenza sociale e i programmi di formazione alla fede. Sacerdoti, religiosi e collaboratori laici lavorano insieme con dedizione, sforzandosi di costruire comunità radicate nel Vangelo e sensibili ai bisogni del nostro tempo. Tuttavia, la società sta attraversando rapidi cambiamenti sociali e culturali. Molte famiglie e i giovani si trovano ad affrontare difficoltà come la disoccupazione, l'insicurezza finanziaria, la migrazione, la tossicodipendenza, i problemi di salute mentale e l'indebolimento dei legami familiari. La Chiesa si impegna a coltivare una fede più profonda tra le giovani generazioni e assiste a un allarmante declino delle vocazioni religiose. In mezzo a queste realtà, riconosciamo molti segni di speranza. Le famiglie continuano a custodire la propria fede, i giovani partecipano generosamente alle iniziative di volontariato e i fedeli laici collaborano attivamente alla missione della Chiesa. Attraverso i nostri ministeri in ambito sanitario, educativo, sociale, pastorale e di assistenza ai poveri e agli emarginati, le Suore della Santa Croce si sforzano di essere compagne compassionevoli. Troviamo speranza nel crescente spirito di sinodalità, in cui religiosi, clero e laici camminano insieme nel dialogo, nella partecipazione e nella responsabilità condivisa per la missione della Chiesa. Ispirate dal nostro carisma congregazionale e dal messaggio del nostro Capitolo Generale rimaniamo impegnate a mostrare l'amore compassionevole di Dio attraverso un servizio umile. Come Suore della Santa Croce, proseguiamo con gioia la nostra missione di promuovere la speranza, fiduciose che "la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo" (Romani 5,5). Sr Melveena Chempakasseril La Provincia del Sud India che comprende gli stati del Kerala e del Tamil Nadu, si trova in una regione ricca di fede, diversità culturale e una forte eredità cristiana. Questi due stati sono molto diversi per lingua, cultura e costumi.
LIFE magazine/18 "Io confido nella tua bontà; il mio cuore gioirà per la tua salvezza" (Salmo 13,5) Prendermi cura delle nostre sorelle anziane e inferme è diventata una delle esperienze più significative della mia vita religiosa. Il carisma della nostra Congregazione ci invita a riconoscere la dignità di ogni persona, specialmente la dignità di coloro che sono vulnerabili e hanno bisogno degli altri. Accompagnando le nostre sorelle anziane, ho compreso che la speranza spesso non si comunica attraverso azioni straordinarie, ma attraverso una presenza fedele, un ascolto paziente, una cura delicata e una compagnia amorevole. Ogni giorno queste sorelle mi ricordano che una vita vissuta per Dio rimane bella, feconda e piena di speranza anche nella debolezza. Molte delle nostre sorelle anziane portano il peso del dolore fisico, della solitudine e dei limiti dell'invecchiamento. Trascorrere del tempo con loro mi ha insegnato che i piccoli gesti spesso parlano più forte. Prepararle per la Santa Messa, pregare insieme, condividere i pasti, cantare inni, festeggiare i compleanni o semplicemente ascoltare i loro ricordi mi ha regalato momenti di gioia incommensurabili. La loro gratitudine per queste semplici espressioni d'amore riaccende continuamente in me la fiamma del nostro carisma. Attraverso di loro, ho scoperto che il vero ministero inizia con l'essere pienamente presenti per l'altro: questo genera speranza nella sua disperazione e gioia nelle sue delusioni. Forse il dono più grande di questo ministero è stato camminare al fianco delle nostre sorelle mentre si preparano alla vita eterna. Molte conversazioni ruotano attorno all'amore incrollabile di Dio, al perdono e alla promessa della risurrezione. Le sorelle anziane che accompagno sono diventate anche le mie maestre. La loro perseveranza, i loro sacrifici, la loro fedeltà e la loro gioiosa accettazione del viaggio finale della vita mi sfidano continuamente ad approfondire la mia vocazione. Attraverso questo ministero, ho imparato che la speranza fiorisce ovunque l'amore rimane fedele. Nel camminare con le nostre sorelle anziane nella fase finale della loro vita, incontro il Cristo vivente e scopro di nuovo che il nostro carisma congregazionale continua a risplendere come una dolce luce di speranza per coloro che si preparano ad incontrare il Signore. Sr Vinaya Plasanal Compagne di speranza nel crepuscolo della vita Attraverso questo ministero, ho imparato che la speranza fiorisce ovunque l'amore rimane fedele. SUD INDIA
LIFE magazine/19 Ispirata dal nostro carisma: restituire speranza agli emarginati Il carisma della nostra Congregazione ci chiama a diventare segni dell'amore compassionevole di Dio tra coloro che si sentono dimenticati, rifiutati e feriti dalla vita. Nel mio ministero tra i bambini vulnerabili, ho compreso che la speranza spesso inizia quando una persona sperimenta l’accoglienza senza giudizio: scopre di essere apprezzata e amata. Ogni persona che entra nella nostra Casa porta con sé una storia unica di dolore, perdita e sogni infranti. Questi incontri mi ricordano continuamente che l'amore di Dio raggiunge le persone esattamente dove si trovano e le guida dolcemente verso la guarigione ed una nuova vita. Una giovane ragazza, in particolare, ha trasformato la mia comprensione di questa missione. Avendo perso entrambi i genitori per suicidio in tenera età, è cresciuta senza l'amore e la sicurezza che ogni bambino merita. In seguito, è stata abbandonata dopo essere rimasta incinta e ha sentito che il suo futuro era completamente finito. Quando è arrivata alla nostra Casa, portava con sé profonde ferite emotive, paura, vergogna e un doloroso senso di disperazione. Attraverso la consulenza, l'accompagnamento, l'educazione, la preghiera e l'amorevole sostegno della nostra comunità, ho assistito gradualmente a una splendida trasformazione nella sua vita. Sperimentando accettazione e incoraggiamento, questa giovane donna ha riscoperto la sua dignità di figlia amata da Dio. Ha completato il biennio superiore con ottimi risultati e ha coraggiosamente intrapreso gli studi universitari. Il suo percorso mi ha insegnato che la vera speranza non si crea eliminando immediatamente ogni difficoltà, ma camminando fedelmente al fianco di un'altra persona finché non ritrova fiducia e crede nelle proprie possibilità. Questa esperienza continua ad arricchire la mia vocazione. Ogni volta che vedo qualcuno ritrovare fiducia, riscoprire la fede e ricominciare a sognare, vedo il nostro carisma congregazionale prendere vita. Ho imparato che nessuna ferita è irrecuperabile, nessuna persona è irredimibile e nessun futuro è privo di speranza quando diventiamo strumenti dell'amore compassionevole di Dio. Sr Shiny Thomas SUD INDIA
LIFE magazine/20 LA SPERANZA NON DELUDE L’Amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori La toccante testimonianza delle nostre Sorelle dello Sri Lanka che ispirate e rafforzate dal nostro Carisma hanno generato Speranza in mezzo alla gente segnata dal dolore e dalla perdita. I venti che si sono abbattuti su Nuwara Eliya non hanno solo scosso gli alberi; hanno scosso le fondamenta stesse della nostra comunità. Come insegnante qui in Sri Lanka, ho sempre conosciuto il nostro carisma congregazionale, incentrato sulla testimonianza del Mistero Pasquale – la morte e la risurrezione di Gesù Cristo – ponendo l'accento sulla speranza, la trasformazione e il servizio ai poveri. Eppure, quando le recenti forti piogge hanno portato inondazioni e frane devastanti, quel carisma è balzato “fuori dalle pagine” e si è immerso nel fango. È diventato una necessità vitale. La tempesta ha lasciato dietro di sé un profondo senso di paura. Le strade erano bloccate, le case danneggiate e molti dei miei studenti non hanno potuto venire a scuola. Quando i bambini sono finalmente tornati, portavano con sé un pesante silenzio, storie di perdita e ansia per il futuro. Eppure, come Suore della Santa Croce, siamo lì – a testimoniare e a offrire speranza. SRI LANKA
LIFE magazine/21 In quei giorni difficili, il mio cuore era affranto. Guardando i loro volti, ho compreso una profonda verità: la nostra missione non poteva limitarsi a libri di testo e lezioni. Eravamo chiamate ad accompagnare questi bambini con profonda compassione. Un carisma in azione Ispirate dal nostro carisma, abbiamo trasformato le nostre aule in spazi sicuri. Abbiamo ascoltato gli studenti, pregato con loro e li abbiamo aiutati a trovare la pace. Ma non potevamo rimanere chiuse in casa. Insieme alle Suore e all'intera comunità scolastica, ci siamo messi in contatto con le famiglie colpite. Non avevamo grandi soluzioni di fronte a quella distruzione, ma avevamo la nostra presenza. Ho imparato che la semplice presenza, la condivisione delle loro difficoltà, è diventata un segno potente dell'amore di Dio. Segni della presenza di Dio Questa esperienza ha riacceso in me la fiamma del nostro carisma. In mezzo alle macerie, ho visto miracoli di grazia; ho visto la speranza crescere semplicemente perché le persone hanno scelto di restare unite. I veri segni della presenza di Dio si sono manifestati nella splendida resilienza dei bambini, nella silenziosa generosità dei vicini e nella dedizione della nostra comunità scolastica: tutto ciò riflette la nostra missione condivisa. La nostra missione nell'ambito dell'educazione contribuisce a creare una speranza che non delude mai, perché è radicata in Cristo. Coltivando la fede e il coraggio nei giovani, li aiutiamo ad affrontare le sfide della vita. Attraverso il nostro servizio quotidiano, continuiamo a vivere il nostro carisma e a rimanere strumenti di speranza per le persone che serviamo. Sr Rency Lambert SRI LANKA
LIFE magazine/22 SRI LANKA Il ministero di cura della salute in Sri Lanka iniziò nel 1930, quando le prime Suore della Santa Croce arrivarono su richiesta del Vescovo di Jaffna per prestare servizio presso l'Ospedale Base di Kayts. Anche se erano conosciute come le "Suore Insegnanti della Santa Croce", furono invitate a servire come infermiere, in linea con la missione delle nostre suore in India. Grazie alla loro identità unica, al loro impegno incrollabile e alla loro attenzione ai bisogni della comunità, le prime suore introdussero uno spirito di innovazione ed eccellenza nell'assistenza sanitaria. Il loro ministero dedicato e compassionevole ha gettato basi solide, che continuano a portare benefici ad innumerevoli persone ancora oggi. Oggi, la nostra missione si realizza attraverso i nostri ospedali, la scuola per infermieri, le case di riposo per anziani e i programmi di assistenza alla comunità. All'interno dei nostri ospedali, il nostro obiettivo è fornire un'assistenza olistica che tocchi tutti gli aspetti della vita. Attraverso l'applicazione responsabile delle conoscenze e delle tecnologie mediche contemporanee, ci sforziamo di rendere visibile l'amore di Dio, che guarisce. Attraverso la nostra Scuola Infermieristica, formiamo futuri infermieri affinché diventino professionisti sanitari competenti, compassionevoli e con solidi principi etici, dediti al servizio e profondamente rispettosi della dignità intrinseca di ogni persona. Li prepariamo a rispondere in modo dinamico alle esigenze in continua evoluzione dell'assistenza sanitaria moderna. Il nostro impegno a favore degli anziani nelle nostre case di cura è una manifestazione vitale della nostra dedizione alla speranza e alla dignità umana. Offriamo cure attente, compagnia significativa e un ambiente di supporto, un rifugio per coloro che altrimenti rischierebbero solitudine e abbandono. "IL SIGNORE ALLONTANERÀ DA TE OGNI INFERMITÀ" Deuteronomio 7,15 Sr Immaculate Joseph & Sr Baptista Pathinathar
LIFE magazine/23 « Siamo tutti vite in cammino, a cui Dio continua a ispirare i suoi Sogni attraverso profeti di ieri e di oggi per liberare l’umanità… Il Signore non fa rumore, eppure il Suo Regno germoglia e cresce in ogni angolo del mondo » Papa Leone XIV°
LIFE magazine/24 Una comunità piena di speranza per la missione: questo è il nostro dono! In un piccolo cesto nel nostro garage, un codirosso ha covato le sue uova: tutti i pulcini sono volati via con la loro ritrovata forza, ma uno è rimasto indietro. Non riesce ancora a volare. Da tre giorni, i genitori volano vicino alla porta del garage, chiamando e chiamando, dall'alba al tramonto... Parlano con il loro piccolo con la lingua che capisce, gli portano da mangiare e lo chiamano. Lo chiamano e lo proteggono da potenziali pericoli, aspettando e sperando che il loro piccolo venga toccato nel cuore e che le sue ali diventino abbastanza forti da volare... Aspettano, chiamano, "soffrono" con lui... Una meravigliosa immagine di guida spirituale. Nella nostra comunità “Haus der Stille”ad Höngen, arrivano persone stanche, disorientate, smarrite, che non sanno più come andare avanti, spesso con storie spezzate, con delle ferite nel cuore, visibili anche nel loro aspetto fisico… Indipendentemente dal loro stile di vita, dalla loro appartenenza religiosa, dal loro posto nella società o dalla loro ricerca, queste persone entrano in uno spazio di quiete, di silenzio, e con cautela trovano la loro strada lungo il sentiero della preghiera. Le persone attendono e sperano di connettersi con lo spazio sacro nel profondo del loro cuore, libere dalle aspettative e dai giudizi altrui. Aspettano e sperano di trovare la vita attraverso la propria forza interiore, di scoprire ciò che risuona veramente con il loro essere. Cerchiamo di essere vicine a queste persone in ricerca…in cerca di risposte, con la profonda conoscenza del "fascino" di ciò che può toccare i loro cuori e le loro menti: "la Parola di Dio". Aiutare le persone a scoprire la Parola delle Scritture finché non diventi un'esperienza: "Questo è ciò che cerco, questo è, questo è il Signore, 'Posso volare'... 'Sono stato portato a Lui su ali d'aquila, portato a me stesso, portato alla vita' (cfr Es 19:4)”: questa è la nostra missione. ... Tornando alla storia dell'uccellino: sono tre giorni che cantano e non hanno smesso... Questo significa per il nostro cammino con l'umanità, "compassione - compassio" (Mistero Pasquale) Le persone si fidano del fatto che crediamo con loro, che crediamo che Dio trasformi ogni storia di sventura, ogni ricerca, in storie di salvezza; e che noi, come compagne, come comunità, ci dedichiamo con passione a questo. Sr. Elisabeth M. Sauter SVIZZERA Rispondere alla SETE di DIO presente in ogni CUORE VIVERE IL NOSTRO CARISMA IN SVIZZERA OGGI
LIFE magazine/25 SVIZZERA Per oltre 175 anni, siamo state attive in istituzioni sociali, scuole, ospedali e parrocchie, promuovendo l'istruzione di ragazze e donne. All'interno delle nostre comunità, le suore si sono anche impegnate in vari ruoli amministrativi e nella cura delle consorelle anziane e malate. Che bei tempi... Di tutto questo, siamo profondamente grate. Per noi suore della Provincia Svizzera, la situazione è cambiata significativamente negli ultimi anni. Siamo invecchiate, la nostra comunità si sta riducendo (130 suore, età media 87 anni). Non possiamo più definirci in base ai successi e ai traguardi raggiunti. Siamo sempre meno autosufficienti. Abbiamo bisogno di aiuto e sostegno dall'esterno. In questa specifica situazione, siamo chiamate a riconsiderare il nostro stile di vita, le nostre relazioni e la nostra vita comunitaria. Siamo comunità composte da molte sorelle e desideriamo impegnarci affinché questa realtà non sia vista solo come un peso, ma anche come un arricchimento. Questo richiede onestà, coraggio e la volontà di sopportare le tensioni. Questo cammino esige oggi il nostro pieno impegno. Questa, crediamo, è la nostra missione, il nostro scopo. La nostra vocazione si realizza dunque principalmente all'interno delle nostre stesse comunità, tendendo consapevolmente la mano le une alle altre, comprendendo le nostre consorelle, scambiandoci idee, ascoltandoci, sopportando i conflitti e cercando insieme soluzioni. Un atteggiamento positivo, se ci impegniamo a coltivarlo, si irradia anche all'esterno e assume un carattere missionario. La preghiera quotidiana in comune ci è di grande aiuto in questo. Preghiamo per noi stesse e per le preoccupazioni e i bisogni della Chiesa e del mondo. Siamo grate di avere ottimi collaboratori esterni per molti compiti. Desideriamo riporre in loro la nostra fiducia e trattarli con rispetto e benevolenza. Naturalmente, non ci isoliamo dal mondo esterno. Accogliamo con piacere gli incontri quotidiani con le colleghe, con gli abitanti del villaggio, con gli studenti della scuola cantonale e con coloro che visitano la tomba di Madre Bernarda. Siamo sempre pronte ad ascoltare chi è nel bisogno, sia di persona, per telefono o tramite lettera. Condividiamo la difficile situazione dei richiedenti asilo ospitati nella nostra casa, "Maria vom Berg". Le suore che operano in quel luogo aiutano i rifugiati ad imparare il tedesco, li accompagnano dal medico, li ascoltano e dedicano loro tempo e attenzione. Sono le cose apparentemente insignificanti che acquistano importanza. La missione che Dio ci affida oggi richiede silenzio, meditazione, preghiera, accettazione della nostra vulnerabilità, ma anche la speranza che Egli farà concorrere ogni cosa al bene, compreso il nostro futuro. Sr. Ursula M. Niedermann Lo Spirito di Dio continua a toccare le nostre vite e a trasformare le nostre comunità GRATE DEL PASSATO, VIVIAMO IN PIENEZZA IL PRESENTE. ABBRACCIAMO IL FUTURO CON SPERANZA.
LIFE magazine/26 Partecipiamo come possiamo, alla vita parrocchiale, siamo anche nel consiglio pastorale. Con la cooperativa che opera con noi ci troviamo bene, viviamo un clima di famiglia, ci aiutiamo, ci ascoltiamo e insieme ci sentiamo in missione. Il cuore della missione è la preghiera. Nell’adorazione quotidiana, davanti a Lui, cerchiamo di essere segno di presenza e di intercessione tra la gente. ESSERE IN MISSIONE ogni giorno della vita Nonostante il piccolo numero e le forze in declino, ci sentiamo in missione.Continuiamo a partecipare con semplicità ed amore al cammino della Chiesa in Italia Siamo una piccola comunità. Le forze non sono più quelle di un tempo, ma il desiderio di vivere la missione affidataci dal Signore è costante. Ci affidiamo a Lui che ci dona serenità e pace. La collaborazione con i laici è positiva; con la commissione catechesi ci occupiamo della formazione dei catechisti, attraverso l’apostolato biblico cerchiamo di aiutare le persone ad incontrare la Parola di Dio come luce e forza per la vita. ITALIA Sr Agnese Ambrosetti e Suore
LIFE magazine/27 Vivere la MISSIONE con SPERANZA da persone anziane La presenza di persone anziane nella nostra zona valtellinese è notevole, di frequente siamo in contatto con loro non solo nella nostra comunità religiosa ma anche in città dove ci sono più case di riposo e anziani soli. In questo contesto avvertiamo la necessità di impegnarci nella missione chiedendo al Signore il dono della saggezza e della Speranza, per noi e per chi ci vive accanto, ma anche per le persone che visitiamo con regolarità. Un’esperienza che viviamo settimanalmente è presso una casa di Riposo vicina alla comunità. È sempre un incontro di vita fragile, ma ricca; vita che attende e dona serenità, vita che genera SPERANZA perché sempre desiderosa di relazione umile: una stretta di mano, un sorriso, una vicinanza, un interessamento…. è vita che viene sottratta alla solitudine. La preghiera, il vangelo letto insieme, il canto, il dialogo guidato dalle volontarie, l’ascolto di una loro storia … rendono gli incontri familiari, favoriscono la conoscenza e la fraternità e aiutano gli ospiti a sentirsi meno soli e parte di una comunità più grande. Per gli ospiti è un momento scelto e atteso. Per me è un cammino inserito nel nostro Carisma entro il quale siamo chiamate a generare LA SPERANZA che non delude perché Dio ci precede sempre con il suo Amore. E dove c’è una persona anziana accolta con dignità, lì fiorisce la Speranza. Sr Anna Rabbiosi ITALIA
LIFE magazine/28 PROMUOVERE SPERANZA, ispirate dal nostro Carisma Offrire benedizioni e guida con la Parola di Dio nella Provincia della Germania Da trent’anni lavoro come direttrice spirituale. Attraverso incontri individuali regolari concordati - soprattutto attraverso vari tipi di ritiri spirituali - ho il privilegio di realizzare questa vocazione. Il nostro carisma “di speranza e di vita nuova” mi ha condotto a coltivare questo tipo di formazione e a dedicarmi a questo ministero al servizio degli altri. La mia esperienza mi dimostra che in uno spazio di fiducia, accoglienza ed ascolto attivo, le persone possono diventare un po' più se stesse. Vengono incoraggiate a prestare più attenzione alla vita ordinaria di tutti i giorni. Questo accompagnamento include le relazioni, le decisioni e anche il loro cammino personale davanti e con Dio. L’obiettivo nel mio ministero di direzione spirituale è aiutare le persone a non fermarsi alla superficie della vita ma a percepirla da una prospettiva più ampia e profonda. Guidare la persona nel cammino di "discernimento degli spiriti" è per me altrettanto importante. In questo percorso infatti, molti ritrovano una connessione più profonda con il "senso della loro vita": trovano maggiore equilibrio e direzione nelle situazioni difficili e nei momenti di crisi. Sempre più spesso, accompagno persone che hanno vissuto momenti ardui e hanno perso la speranza. Soprattutto durante i ritiri individuali con accompagnamento personalizzato - della durata di almeno sei giorni - vedo molte persone riscoprire la gioia nella propria vita, sperimentare una rinnovata speranza per il futuro e assistere a trasformazioni e guarigioni interiori attraverso la grazia di Dio. Anche le vite ferite possono rinascere. L’obiettivo nel mio ministero di direzione spirituale è aiutare le persone a non fermarsi alla superficie della vita ma a percepirla da una prospettiva più ampia e profonda. GERMANIA
LIFE magazine/29 SCOPRIRE IL TESORO PRESENTE IN OGNI PELLEGRINO Sperimentare la potenza della Parola di Dio, il Suo messaggio gioioso e vivificante, è per me un grande dono. Vedere come le persone siano pronte ad allineare la propria vita a Gesù Cristo, a volgere il loro sguardo sui Suoi pensieri e a rimanere con Lui nel loro cammino di vita mi motiva costantemente a condividere il nostro carisma con gli altri. Sono consapevole di quanto sia importante coltivare la dimensione contemplativa come Suora della Santa Croce, meditando regolarmente e vivendo profondamente la relazione con il Dio Trino, per poter offrire benedizioni e guida. Sr. Chiara Hoheneder Dalla fine del 2024, la mia attenzione si è spostata dai servizi "interni" alla nostra casa a quelli "esterni", dai quali scaturisce una nuova vita, sia per gli altri che per me stessa. Questo si realizza attraverso un incarico retribuito part-time presso un'associazione parrocchiale in un luogo di pellegrinaggio e attraverso il servizio pastorale volontario presso l'associazione di cure palliative e di supporto ai pellegrini. Il corso intensivo di base e avanzato in "Cura Pastorale e Consulenza" mi ha fornito strumenti utili per conversazioni incentrate sulla persona. Il principio fondamentale è incoraggiare l'auto-esplorazione, perché le risorse ed il tesoro risiedono nella persona con cui parlo! GERMANIA
LIFE magazine/30 Una volontaria del nostro territorio, molto affezionata, ha trovato in noi una “dimora spirituale” dopo la morte del marito. Durante la nostra formazione congiunta come volontarie in cure palliative, abbiamo avuto il piacere di scambiarci idee. L'ho informata di diverse opportunità (servizio di supporto ai pellegrini, studio biblico, catechesi biblica, ecc.). Tali opportunità la stanno aiutando a trovare sempre più il suo posto nella vita. Questo le dona appagamento, gioia e speranza. È uno scambio reciproco tra lei e la nostra comunità! Durante il periodo in cui ho lavorato con l'associazione per le cure palliative, ho assistito alla gioia che la mia assistita provava durante le visite. Un'esperienza davvero illuminante è stata quando le ho fatto dono di un piccolo presepe artigianale, offertomi da una consorella. Questo gesto ha commosso profondamente questa donna, affetta da una lieve demenza. Sentiva la mancanza del suo presepe, che non aveva potuto portare con sé quando si era trasferita nella casa di riposo. Spesso mi ricorda questo “scherzo del destino”. Mi vede come un tramite con Dio e condivide con me i suoi pensieri e sentimenti in tutta confidenza. Mi ha detto che sentirsi riconosciuta le dà un senso di identità. Negli ultimi 10 anni, ho lavorato anche come coordinatrice dei pellegrinaggi presso il santuario mariano di Altötting. Il mio servizio consiste nel creare un'atmosfera accogliente per i pellegrini che portano i loro fardelli di preoccupazioni e gratitudine alla Vergine Maria e che condividono con noi, se lo desiderano. Questo tipo di conversazioni si sviluppano anche all'interno del team. Ogni lunedì di Pentecoste, organizzo un programma per circa 350 pellegrini per un cammino a piedi. Quando i pellegrini ritirano i loro bagagli presso la nostra Casa Provinciale non vedono l'ora di gustare un gelato e vivere i meravigliosi incontri con le nostre consorelle. Sr Manuela Kollmannsberger GERMANIA
LIFE magazine/31 SEGNO DI SPERANZA per i Migranti In risposta ai bisogni del tempo operiamo a favore della Giustizia e della Pace in Inghilterra La nostra comunità si trova nel nord di Londra, dove convivono molte persone di diverse origini etniche. La parrocchia in cui ci riuniamo per il culto è multiculturale, con persone provenienti da molti paesi diversi, alcune delle quali (di questa generazione o di generazioni precedenti) sono arrivate in Inghilterra come rifugiati. Le congregazioni della maggior parte delle chiese cattoliche nelle nostre città inglesi sono molto simili. Ispirate dal carisma della Santa Croce e dalle parole di Padre Teodosio – "Le necessità del tempo sono la volontà di Dio" – abbiamo aderito al Gruppo Parrocchiale per la Giustizia e la Pace. Ogni terzo lunedì del mese, partecipiamo a una veglia di preghiera davanti al Ministero dell'Interno, vicino al Parlamento, per ricordare e onorare le vite dei rifugiati che non sono giunti a destinazione. Hanno lasciato la loro casa e il loro paese fuggendo da leggi ingiuste, dalla paura di persecuzioni, dalla povertà e da conflitti a causa della loro razza o religione. È risaputo che durante i loro viaggi sono stati sfruttati per ingenti somme di denaro, viaggiando solo via mare su gommoni sovraffollati e inadeguati. Ogni mese, molte vite di uomini, donne e bambini vengono perse. Durante la Veglia ascoltiamo la lettura del Vangelo, seguita da una riflessione, offriamo preghiere di intercessione e, cosa importante, leggiamo i dettagli di coloro che hanno iniziato il loro cammino ma non sono mai giunti a destinazione! Questi dettagli concreti hanno un profondo impatto: 12/05/2025: 3 donne e 3 bambini dall'Eritrea, 2 uomini dal Sudan, 4 persone dall'Egitto e 4 dal Pakistan, un uomo di 29 anni dal Pakistan che lavorava come migrante in Arabia Saudita, sono annegati in un naufragio al largo della costa di Alshad a Tripoli, in Libia: 5 sono sopravvissuti. INGHILTERRA
LIFE magazine/32 Ispirate dal nostro Carisma, promuoviamo la Speranza nella nostra missione tra le persone. Questa esperienza ci ha colpito così profondamente che, negli ultimi 3 mesi, abbiamo deciso di condividerli occasionalmente con i nostri parrocchiani che non fanno parte del Gruppo Giustizia e Pace. Al termine della nostra Messa domenicale principale, invitiamo tutti coloro che possono a riunirsi sui gradini della chiesa e leggiamo alcuni di questi dettagli concreti in piena vista di una strada trafficata, aprendo le menti, speriamo, non solo dei nostri parrocchiani ma anche di chiunque passi di lì. Sr Elizabeth O’Donohoe e Sr Bernie Morey L'educazione non si limita solamente alla trasmissione di informazioni. Madre Bernarda lo aveva intuito; ella concepiva l'educazione in un modo che si avvicina all'impareggiabile modello dei Greci. Questa visione è espressa da Tommaso d'Aquino. Nella sua opera "Sul Maestro", egli sostiene che l'educazione (o l'apprendimento) implica il passaggio dell'intelletto umano dal suo stato di potenzialità alla sua piena realizzazione e attività1. L'allegoria della caverna di Platone, nel settimo libro della Repubblica, illustra la natura umana in modo molto toccante. Platone afferma che gli esseri umani nascono in uno stato di schiavitù, ovvero siamo schiavi dei nostri sensi fisici e quindi incapaci di pensare in modo razionale2. È l'educazione che libera l'essere umano dalle pretese dell'ignoranza, permettendogli di allontanarsi dalle apparenze per volgersi alle verità della ragione3. INGHILTERRA
LIFE magazine/33 Si può quindi affermare che noi esseri umani, per natura, abbiamo bisogno dell'educazione per realizzare pienamente la nostra umanità come entità razionali. Nel mio attuale insegnamento di Filosofia, presso una scuola cattolica di Londra, mi propongo di aiutare gli studenti a distaccarsi dalle apparenze per abbracciare le verità della ragione4. Un esempio può illustrare questo concetto. Platone espone la sua Teoria della Conoscenza nella Repubblica. La vera conoscenza implica una profonda consapevolezza di "ciò che è". Questo significa che la vera conoscenza è ciò che è effettivamente reale. L'ignoranza implica la consapevolezza e l'accettazione di "ciò che non è". In altre parole, di "ciò che non è effettivamente reale". L'opinione rappresenta la consapevolezza di ciò che si trova tra la conoscenza di "ciò che è" e l'ignoranza di "ciò che non è". Propongo quindi agli studenti delle domande per aiutarli a riflettere sugli aspetti più complessi delle affermazioni di Platone: Come pensate che Platone intenda la conoscenza, l'opinione/credenza e l'ignoranza? Cosa pensate che significhino? Fornite cinque esempi di affermazioni che Platone classificherebbe come espressione di ignoranza; cinque esempi di affermazioni che classificherebbe come espressione di conoscenza; cinque esempi di affermazioni che dimostrano un'opinione. L'esame di "verità", "conoscenza", "ignoranza" e "opinione" è necessario nella nostra epoca più che in altre, perché alcuni politici e i media pongono un "velo" sul confine tra realtà e illusioni, tra ciò che è moralmente giusto e ciò che è moralmente sbagliato. L'educazione filosofica è quindi una forma di pre-evangelizzazione. Gli educatori possono accendere delle luci. Alcuni studenti mi hanno detto che, grazie a un esame rigoroso delle realtà ultime, tra cui l'esistenza di Dio, la natura della sofferenza e la moralità umana, la loro fede cattolica si è arricchita di una dimensione completamente nuova. Madre Bernarda e le suore fondatrici si dedicarono all'educazione dei giovani, promuovendo così la dignità umana nelle loro classi. Madre Bernarda credeva che gli esseri umani possiedano doni che necessitano di essere coltivati. Questa espressione educativa è parte integrante del nostro carisma. È la sua risposta al grande mandato di Gesù; è al tempo stesso la sua risposta a Dio Padre e Creatore, che infonde doni nelle menti e nei cuori degli esseri umani. Come insegnante, cerco di collaborare con Dio Creatore e Padre e gli chiedo di benedire gli sforzi degli studenti affinché tutti possano vivere una vita piena e appagante, frutto del riconoscimento di Lui, Padre Celeste. Il nostro carisma è un dono dello Spirito Santo, elargito da Dio a noi per il nostro servizio al Vangelo nel mondo. Sr M.Finbarr Coffey Insegnante di filosofia a livello avanzato (A-Level) presso la Cardinal Vaughan Memorial School di Holland Park, Londra _____________________________________ 1 Thomas Aquinas, ‘On the Teacher’, in Selected Writings, Ralph Mclnerny (trans.) (London, Penguin Books, 1998) 199. 2 Plato, ‘Republic’ in Complete Works, John Cooper (ed.) (Indianapolis, Hackett Publishing, 1977) 514a. 3 Plato, ‘Republic’, 518c. 4 Plato, ‘Republic’, 518c. INGHILTERRA
LIFE magazine/34 «Fai la tua piccola parte di bene dove ti trovi; sono queste piccole parti di bene messe insieme che riempiono il mondo» Desmond Tutu
LIFE magazine/35 In Cape Town stiamo affrontando tanti cambiamenti a vari livelli, ma come Madre Bernarda continuiamo a riporre la nostra fiducia in Dio e nella Sua Provvidenza A partire dal Capitolo Provinciale del Dicembre 2024, abbiamo iniziato un processo di discernimento con il Governo Generale riguardo la nuova struttura di governo più adatta alla nostra realtà. Con l’avanzare dell’età ed il diminuire delle suore ci ha in effetti portato a riconoscere che non avevamo più le energie e le risorse sufficienti per rimanere Provincia. Dopo più di un anno di condivisione e riflessione, abbiamo scelto di diventare “Casa in collaborazione con il Generalato ad experimentum” per avere il tempo sufficiente per sperimentare questa nuova forma di Leadership e rimanere nello stesso tempo aperte a nuove possibilità di vivere come Suore della Santa Croce nella Regione del Cape Town in relazione alle altre nostre Suore del Continente Africano. Le sfide che ci troviamo ad affrontare sono molte ma ciascuna di noi, per come può, continua a dedicarsi con amore ed impegno in vari ambiti di missione, attingendo energia al nostro Carisma che ci aiuta a vivere nella Speranza e portare Speranza a chi incontriamo. Un CARISMA che incarniamo nella nostra storia CAPE
LIFE magazine/36 Al momento siamo presenti nell’ambito educativo, nell’ambito pastorale e nella promozione delle donne che sono state vittima di violenza o di altre forme di disagio. Ci dedichiamo alla cura delle nostre suore anziane che con amore e semplicità sostengono la missione con la loro preghiera ed il sacrificio inevitabile del declino delle forze. Durante l’Assemblea di Marzo 2026 abbiamo riflettuto sull’unicità che ognuna di noi è, un’unicità amata e voluta da Dio. Siamo coscienti che siamo sempre preziose agli occhi di Dio, nonostante la nostra incompletezza. È stato significativo riflettere insieme su quell’invito che Dio ha fatto a S.Francesco d’Assisi: “Va e ripara la mia Chiesa”, perché sappiamo che ognuna di noi contribuisce alla costruzione della Chiesa e della società con la luce del Vangelo. Il Messaggio del Capitolo Generale ci invita infatti a trovare nuove vie per l’Evangelizzazione nella società odierna e noi desideriamo farlo, con ciò che siamo ed abbiamo. Sentiamo che è il “tempo favorevole” per discernere quello che il Signore vuole da noi per l’oggi. “Le cose di prima sono passate” (numeri, tante forze, sicurezze…”), ne sono nate di nuove”- ci dice la Scrittura. Ed è a questo “nuovo”, anche se misterioso, che vogliamo volgere il nostro sguardo, con la certezza che il Signore sa far “fiorire il deserto”. Lui ci è vicino e con Lui continuiamo il nostro cammino con quella Speranza che non delude…. Suore della “Casa Cape” CAPE La nostra esperienza missionaria ispirata dal nostro carisma: Il Mistero della Morte e della Risurrezione Il nostro carisma della Santa Croce ci invita continuamente a contemplare e vivere il Mistero della Morte e della Risurrezione. Ogni giorno ci troviamo di fronte a situazioni in cui la sofferenza, la perdita, la paura e la fragilità sembrano insormontabili. Eppure, con la grazia di Dio e la nostra semplice presenza in mezzo al Suo popolo, abbiamo il privilegio di assistere alla nascita di una nuova vita dalla disperazione, alla speranza che sostituisce lo scoraggiamento e al ripristino della dignità umana. È in questo quotidiano Mistero Pasquale che la nostra missione trova il suo significato più profondo.
LIFE magazine/37 CAPE Suor Clarissa ed io abbiamo la fortuna di vivere in un quartiere di colore, Elsies River, a Città del Capo. Nel nostro piccolo convento di due stanze, giovani donne vengono a trovarci per conoscere meglio il nostro stile di vita e come ci sforziamo di vivere un ritmo equilibrato di preghiera, servizio e vita comunitaria. Vivere tra i poveri e affrontare gli stessi rischi e pericoli che incontrano ogni giorno, ha approfondito la nostra consapevolezza di come la povertà si estenda ben oltre la privazione materiale. La violenza è uno dei suoi tragici frutti, che strappa la vita ai giovani con allarmante frequenza. Eppure la nostra presenza tra la gente diventa fonte di speranza e trasformazione. Attraverso semplici rapporti di buon vicinato, ascoltando le loro storie, condividendo cibo e vestiti donati e offrendo opportunità di lavoro temporaneo, cerchiamo di restituire dignità e di fornire segni concreti dell'amore e della cura di Dio. Sr Clarissa, la nostra suora juniores, completerà la sua laurea in Scienze dell'Educazione alla fine di quest'anno e inizierà il suo ministero come educatrice l'anno prossimo. Svolge anche il servizio parrocchiale come proclamatrice della Parola e, quando i suoi studi glielo permettono, mi accompagna al “Centro Santa Chiara” ad Atlantis, a circa un'ora di macchina dal nostro convento. Quest'anno, il Centro Santa Chiara ha celebrato il suo settimo anniversario. Il Santuario offre un programma residenziale a sostegno delle donne vittime e sopravvissute alla violenza domestica e di genere, un problema che il nostro Governo ha definito una "crisi nazionale" e una "seconda pandemia". Il Santuario offre una casa sicura e protetta, lontana dai carnefici, fornendo al contempo supporto spirituale, emotivo e pratico. Forniamo inoltre alle donne le risorse e le competenze necessarie per affrontare il trauma subito e ricostruire le proprie vite. Laddove il ricongiungimento con la famiglia e le persone care non sia possibile, le aiutiamo a prepararsi per una vita indipendente. Una delle più grandi benedizioni di questo ministero è assistere al profondo incontro che queste donne hanno con Dio nel loro cammino verso la guarigione e la completezza. La loro fede rinnovata, la crescente consapevolezza del proprio valore e la coraggiosa determinazione ad abbracciare un nuovo futuro sono una costante fonte di ispirazione. Anche io sono stata profondamente arricchita dal tempo trascorso con l’“Associazione delle Donne” nelle parrocchie in cui sono stata invitata a offrire supporto e accompagnamento spirituale. Le parole non bastano a esprimere la gioia, la gratitudine e il silenzioso stupore che proviamo nel vedere una nuova vita emergere da una profonda sofferenza. Ciò che rende questa trasformazione ancora più straordinaria è che si realizza all'interno di un programma residenziale di soli tre mesi: una potente testimonianza della grazia di Dio all'opera e della resilienza dello spirito umano. Promuovere la vita, risvegliare la speranza e contribuire alla trasformazione della società rimangono al centro della nostra missione, tutto per la maggior gloria di Dio. Sr Mary Quimpo
LIFE magazine/38 DONARE PROTEGGERE PROMUOVERE LA VITA Il carisma vivo nella terra del Lesotho LESOTHO Le scuole di Santa Croce sono state fondate per servire i bambini poveri e immigrati, e questo spirito continua ancora oggi. Ne è prova il fatto che le scuole di Santa Croce accolgono tutti i bambini, compresi i più poveri, gli studenti con difficoltà scolastiche e gli studenti non cattolici. L'obiettivo è donare e proteggere la vita. In Lesotho, affrontiamo molteplici sfide. Molte comunità lottano contro la povertà e molte famiglie sono guidate dai bambini; questo rende difficile per alcuni di loro frequentare la scuola con facilità. Un'altra sfida è l'abuso di sostanze stupefacenti tra la popolazione, soprattutto tra uomini e giovani. Nonostante queste difficoltà, c'è ancora speranza per coloro che continuano a pregare e a cercare una relazione con Dio. Un altro segno di speranza è il sostegno fornito dal governo attraverso l'istruzione primaria gratuita. Il mio carisma congregazionale mi ispira in vari modi nella mia missione. Al centro di questo carisma ci sono la morte e la risurrezione. Posso affermare che nella mia missione sperimento sia la morte che la risurrezione. Più e più volte, devo lasciare andare per fare spazio alla crescita. A volte, devo mettere da parte il mio ego ammettendo che, come insegnante, non so tutto. Altre volte, provo il dolore di vedere gli studenti fallire un compito in classe. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, dedico il mio tempo al recupero degli studenti che hanno bisogno di più tempo per comprendere. Attraverso queste esperienze, ho capito l'importanza di credere nelle seconde possibilità. Se uno studente fallisce, non devo arrendermi; al contrario, devo impegnarmi di più e riconoscere il suo potenziale. Questa consapevolezza mi guida nell'insegnamento, soprattutto verso gli studenti che incontrano difficoltà a livello scolastico. Mi impegno nell’aiutarli a rialzarsi e, soprattutto, per insegnare con compassione. Cerco di individuare i talenti nascosti negli studenti che potrebbero avere problemi a scuola. Questo sta già accadendo grazie al mio coinvolgimento in attività extrascolastiche come lo sport e il canto. Sr. Adelina Ts’ehla
LIFE magazine/39 LESOTHO Come Suore della Santa Croce, ispirate dal Mistero Pasquale, ci impegniamo a promuovere la vita e a dare potere alle persone emarginate attraverso l'istruzione, la cura pastorale e l'assistenza sanitaria. Dal 1908, le Suore della Santa Croce nella Provincia del Lesotho prestano servizio nei centri sanitari, offrendo cure compassionevoli e sostegno alle comunità vulnerabili. Ispirata dal messaggio del Capitolo Generale 2025, Suor Albertina Nkunyane, consulente professionista, ha dedicato il suo ministero al lavoro con i bambini emarginati affetti da HIV e AIDS. Si impegna a dare loro speranza fornendo loro competenze di vita, guida morale e la fiducia necessaria per affrontare le sfide e spezzare il ciclo della povertà. Durante i fine settimana e le vacanze scolastiche, Suor Albertina e il suo team aiutano i bambini a costruire relazioni sane con i coetanei, a praticare il lavoro di squadra e a sviluppare comportamenti sociali positivi. Offrono uno spazio sicuro dove i bambini possono esprimersi liberamente, coltivare l'autostima e nutrire la speranza interiore, nonostante lo stigma e il rifiuto che possono incontrare nella società. Rispondendo all'invito ad ascoltare con orecchio sinodale e ad abbracciare nuovi approcci pastorali, il Centro Sanitario Holy Cross è diventato più di una semplice struttura medica: è diventato un santuario di speranza. Questo carisma ricorda al personale sanitario che la loro identità fondamentale è promuovere la vita in modo olistico e infondere speranza nelle situazioni di sofferenza, tra le quali le sfide dell'HIV/AIDS, dell'abbandono infantile e della povertà estrema. Di fronte a sfide sistemiche come l'impatto persistente dell'HIV/AIDS e della grave malnutrizione, il Centro Sanitario Holy Cross ha risposto schierandosi al fianco dei bambini emarginati. Attraverso programmi di formazione professionale finanziati dal Peace Corps degli Stati Uniti, i bambini sono stati messi in condizione di prevenire la diffusione dell'HIV/AIDS e costruire un futuro migliore. Una di queste iniziative, chiamata GAME CHANGER, si è conclusa con la consegna di attestati ai bambini partecipanti a riconoscimento dei loro risultati. Il nostro servizio sanitario presso l'Holy Cross Health Centre genera una “speranza che non delude” (Romani 5:5) fondando l'assistenza clinica sull'amore permanente e incrollabile di Dio. Per i bambini emarginati, spesso colpiti da promesse non mantenute, povertà e abbandono sistemico, questa speranza teologica diventa tangibile attraverso un servizio incentrato su Cristo che afferma la loro dignità, fornisce cure costanti e promuove un'emancipazione che cambia la vita. Offrendo un ambiente amorevole e di supporto, la clinica funge da ancora terrena di speranza. Questa continuità nell'assistenza aiuta i bambini a superare le paure radicate di abbandono e rifiuto, dimostrando al contempo che sono membri preziosi della società, creati a immagine e somiglianza di Dio. Sr Sylvia Sekey MISSIONE PROFETICA NELL'ASSISTENZA SANITARIA: SOLIDARIETÀ CON GLI EMARGINATI
LIFE magazine/40 Ispirate dal nostro carisma PROMUOVIAMO LA SPERANZA TRA LE PERSONE ANZIANE nella Provincia del Sud Africa ONORARE I NOSTRI ANZIANI: IL CUORE DELL'ASSISTENZA “Alzatevi in presenza degli anziani, mostrate rispetto per loro” Lev 19, 32 Chi siamo? La Casa di Riposo della Santa Croce accoglie diverse categorie di anziani: laici, sacerdoti cattolici, suore della Santa Croce e suore di altre congregazioni. Questo ci offre una vasta esperienza, saggezza e la bellezza dell'invecchiamento. Ci sono diverse personalità, risate e sfide. Onoriamo ogni anziano rispettandone la dignità e i diritti attraverso un approccio olistico. LE NOSTRE ATTIVITÀ E ASSISTENZA QUOTIDIANE Assistenza quotidiana e salute fisica Offriamo un'assistenza personalizzata che migliora la qualità della vita. La nostra routine quotidiana comprende la somministrazione di terapie, un'alimentazione equilibrata, il supporto alla mobilità, un'attività fisica leggera e la stimolazione mentale per ogni residente. Assistenza mentale e ricreativa Creiamo un ambiente a misura di anziano in cui tutti si sentano liberi e apprezzati. La solitudine è una realtà, pertanto proponiamo attività che portano gioia e un senso di scopo, tra cui: Giocare-Ascoltare le loro storie e onorare la loro dignità, cantare e ballare per chi può e sessioni di narrazione per condividere saggezza e ricordi. Gli studenti universitari ci fanno visita due volte a settimana per condurre diverse attività di terapia occupazionale e attività coinvolgenti. Assistenza spirituale Speranza e pace negli ultimi anni di vita. Un responsabile spirituale ci fa visita ogni venerdì per offrire preghiera e sostegno spirituale. SUD AFRICA
LIFE magazine/41 Assistenza sociale e celebrazioni Celebriamo la vita insieme! Pasqua, Festa della Santa Croce, la Giornata mondiale contro l'abuso sugli anziani e importanti festività pubbliche come la Giornata della Gioventù, il Giorno dell'Indipendenza, la Giornata del Patrimonio, la Festa della Mamma e la Festa del Papà. Ci godiamo anche attività all'aperto. Diversi benefattori vengono a trovarci per benedire e trascorrere del tempo con i nostri anziani. Prendersi cura degli anziani è una benedizione: è più gioioso dare che ricevere. L’educazione. Una fonte di ispirazione Le nostre suore anziane sono i pilastri della preghiera nella nostra Provincia. Pregano incessantemente per noi. La loro presenza, la loro fede e la loro fiducia in Dio sono palpabili. Sono le custodi della saggezza, della fede e della storia della congregazione. Attraverso le loro vite e le loro storie, continuano a insegnarci, guidarci e benedirci. Sr Alice Matyatini Direttrice della Casa della S.Croce, Pretoria, Sudafrica Dopo ogni Capitolo Generale, il nostro Messaggio viene condiviso con i dirigenti di tutte le nostre scuole durante la Conferenza annuale sull'Istruzione della Santa Croce, dove si riuniscono i rappresentanti di ciascuna delle nove scuole. Questi dirigenti comunicano poi il messaggio all'interno delle rispettive comunità scolastiche. La Conferenza sull’Educazione è un'importante opportunità per i direttori scolastici di riunirsi come un'unica famiglia della Santa Croce. La Provincia dell'Africa Meridionale comprende nove scuole distribuite in tre paesi: Namibia, Sudafrica e Zimbabwe. I nostri studenti provengono da diversi tipi di comunità: da quelle più emarginate a quelle più benestanti. Sebbene ogni scuola operi in un contesto unico, tutte condividono la missione e l'etica della Chiesa Cattolica, espresse attraverso il carisma della Santa Croce. Il Ministero dell'Istruzione svolge un ruolo fondamentale nel coltivare e promuovere questo carisma. SUD AFRICA
LIFE magazine/42 Condividono buone pratiche, celebrano i successi, discutono le sfide e si sostengono a vicenda scambiandosi idee e risorse. In questo modo, il carisma della Santa Croce diventa una realtà vissuta, ispirando e preparando i dirigenti a riportarne lo spirito nelle loro scuole. Fiamma riaccesa Una delle esperienze più stimolanti per me negli ultimi anni è stata assistere alla profonda fiducia della nostra Provincia nella Divina Provvidenza attraverso la creazione di una nuova scuola in Namibia per gli studenti delle comunità Okongo. Nonostante le risorse finanziarie molto limitate, la Direzione Provinciale, sostenuta dalla generosità di benefattori che Dio ha posto sul nostro cammino, ha costruito la scuola in un tempo incredibilmente breve. Ha aperto l'anno scorso come scuola diurna con soli 19 studenti. Da allora, la scuola è cresciuta oltre ogni aspettativa. Sono stati completati altri edifici e quest'anno si è ampliata con l'aggiunta di un convitto, che ora ospita 111 studenti. Questo straordinario percorso ha riacceso la fiamma della speranza in me. Ha rafforzato la mia convinzione che il carisma della Santa Croce non solo è vivo, ma profondamente rilevante oggi. Ci ricorda che, quando riponiamo la nostra fiducia nella provvidenza di Dio, possono accadere cose straordinarie. Generare una speranza che non delude mai I genitori ci dicono costantemente di scegliere le nostre scuole per la qualità dell'istruzione che offriamo e per il nostro impegno verso i valori del Vangelo. Essi riconoscono che l'educazione impartita presso la Holy Cross va oltre il semplice successo accademico; si tratta di formare giovani di fede, integrità, compassione e spirito di servizio. Di conseguenza, una delle principali responsabilità dei nostri dirigenti scolastici è quella di coltivare e incarnare questi valori evangelici in ogni aspetto della vita scolastica. Guidare una scuola oggi è al tempo stesso impegnativo e gratificante. A volte, le richieste possono sembrare insormontabili e le difficoltà spesso sembrano superare i successi. Eppure, in mezzo a queste sfide, ci sono molti segnali di speranza. Gli ex alunni tornano spesso per sostenere e incoraggiare le loro scuole, a testimonianza dell'impatto duraturo dell'educazione impartita presso le Scuole della Santa Croce. Allo stesso modo, sebbene il mondo digitale offra straordinarie opportunità di insegnamento e apprendimento, presenta anche sfide significative che richiedono saggezza, discernimento e resilienza. Nonostante queste realtà, rimane un profondo privilegio essere incaricati dell'educazione e della formazione dei giovani. Abbiamo l'opportunità di contribuire a plasmarli in cittadini responsabili che daranno un contributo positivo alla società. Credo fermamente che, attraverso le nostre scuole, partecipiamo alla missione di Gesù, il quale ha detto "Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Gv 10,10) È questa missione che continua a ispirarci a generare una speranza che non delude mai. Sr Flora Matavire SUD AFRICA
LIFE magazine/43 IN CERCA di una vita migliore Promuovere la speranza attraverso la missione tra i lavoratori migranti nella Provincia dello Zambia Il messaggio del Capitolo Generale 2025, "Suore della Santa Croce, Generare Speranza – Una Speranza che non delude", risuona profondamente nel mio ministero tra i lavoratori migranti. Come Suora della Santa Croce al servizio di Talitha Kum Zambia (TAKUZA), in collaborazione con la Rete Internazionale di Talitha Kum, vivo questa chiamata ogni giorno. La nostra missione è quella di opporci con coraggio e speranza allo sfruttamento, accompagnare le vittime della tratta di esseri umani e i migranti vulnerabili, e difendere la dignità che Dio ha donato a ogni persona. Il nostro carisma della Santa Croce, ispirato da Madre Bernarda ci chiama a riconoscere la sacralità della dignità di ogni persona. Questa speranza si concretizza quando visitiamo i migranti nelle carceri, facilitiamo l'accesso alla giustizia, assistiamo nel rimpatrio e ci battiamo per una migrazione sicura. Ricordo in particolare i bambini etiopi non accompagnati il cui sogno di una vita migliore si è imbattuto nella detenzione. Hanno abbandonato la scuola perché gli era stato promesso un lavoro in Sudafrica e soldi facili. ZAMBIA
LIFE magazine/44 Durante il viaggio, sono stati abbandonati dagli adulti che li accompagnavano. In seguito, sono stati fermati dagli agenti dell'immigrazione perché sprovvisti di documenti validi.La loro vulnerabilità mi ha spinto a diventare una voce più forte per la sensibilizzazione e la difesa dei loro diritti. Una delle maggiori sfide rimane la limitata protezione, l'assistenza psicosociale e i servizi a misura di bambino disponibili per i migranti minori vulnerabili, che lasciano molti a rischio di tratta, abuso e sfruttamento. Gesù ci ricorda: "Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Gv 10,10). Allo stesso modo, Papa Francesco ci ricorda che "I migranti sono nostri fratelli e sorelle in cerca di una vita migliore". Rispondere a questa chiamata richiede una maggiore collaborazione per garantire protezione e accesso alla giustizia per i migranti. Ci invita inoltre a investire nell'istruzione, nel ricongiungimento familiare laddove possibile e nell'assistenza psicosociale basata sulla consapevolezza del trauma, affinché i bambini vulnerabili possano riscoprire la speranza e la dignità. Ogni atto di accompagnamento, misericordia e sostegno rivela la presenza di Cristo e rinnova la mia fede, ispirandomi a continuare a generare una speranza che non delude mai (Romani 5:5). Sr Ethel Munsaka
LIFE magazine/45 EDUCARE è credere nella RESURREZIONE L'educazione come missione sacra L'educazione non è una semplice trasmissione di conoscenze. È la formazione integrale della persona, ovvero mente, cuore e anima. Come giovane Suora della Santa Croce, non considero l'insegnamento una semplice professione. È una missione sacra radicata nel nostro carisma. Ispirata dalla Croce di Cristo, credo che ogni studente affidatomi rifletta l'immagine di Dio e porti con sé uno scopo unico. Il nostro carisma della Santa Croce si fonda sulla speranza e sull'amore. Mi chiama a stare ai piedi della Croce con coraggio, confidando che anche nella lotta la grazia di Dio possa donare nuova vita. Questo plasma il mio modo di insegnare: risvegliare la speranza, rafforzare la fede, coltivare la compassione e perseguire l'eccellenza in ogni bambino. Educazione olistica Educhiamo la persona nella sua interezza: mente, corpo e spirito. Nella tradizione della Santa Croce, formiamo studenti che pensano in modo critico, agiscono con giustizia, amano con tenerezza e vivono con coraggio. Le nostre classi sono luoghi in cui le domande sono benvenute, l'impegno è valorizzato e il carattere cresce insieme alla competenza. Attraverso la matematica, la musica, le scienze o il servizio, aiuto gli studenti a comprendere che ogni verità riconduce a Dio. Una missione di speranza Ciò che inizialmente mi ha attratto alle Suore della Santa Croce è stata la mia passione per l'insegnamento. Una passione che oggi si concretizza nel mio impegno a fornire un'educazione olistica agli studenti della nostra scuola. Insegnare nello spirito della Santa Croce significa credere nella resurrezione: che con la grazia di Dio, ogni mente può essere illuminata, ogni cuore guarito e ogni vita può portare frutto. La mia preghiera è che i nostri studenti se ne vadano non solo con un attestato, ma con la convinzione di essere amati, di essere preziosi e di essere chiamati a essere portatori di speranza nel mondo. Sr Esther Monde Mwiya Essere appassionati dell’insegnamento come possibilità di generare vita… ZAMBIA
LIFE magazine/46 «Con lo sguardo rivolto all’ORIZZONTE, camminiamo nella SPERANZA, abitando le frontiere e generando VITA» Piano Clar America del Sud 2026-2029
LIFE magazine/47 DARE DIGNITÀ E VALORIZZARE LA VITA IN OGNI ETÀ Il messaggio del Capitolo Generale del 2025 ci invita a promuovere la speranza negli anziani. È una grande gioia poterli accompagnare nel dolore, nella solitudine, nella sofferenza e nella vulnerabilità sociale. Li accogliamo con l'intento di dare dignità e valorizzare la vita, favorendo la loro riconciliazione con Gesù Risorto, che li ama incondizionatamente. Come Suore della Santa Croce che guidano questo gruppo di 24 anziani, abbiamo anche accolto la sfida di vivere in sinodalità. Ciò ha comportato la creazione di reti di collaborazione a livello regionale per fornire una migliore assistenza e promuovere il benessere fisico, emotivo e spirituale di coloro che fanno parte della nostra comunità. In ambito culturale, rafforziamo i legami con la comunità locale, invitando le persone a conoscere e condividere alcuni momenti con gli anziani attraverso attività artistiche, danza, laboratori e terapie individuali e di gruppo. Queste iniziative promuovono l'integrazione, l'incontro e la valorizzazione di ogni persona. Inoltre, nella nostra missione, promuoviamo la speranza insieme al personale che si prende cura degli anziani e li sostiene quotidianamente. Ci impegniamo a rafforzare la loro fiducia, la loro vocazione al servizio e la loro speranza in se stessi e in Dio attraverso programmi di formazione e aggiornamento in ambito sanitario che promuovono sia la cura degli altri che la cura di sé tra i colleghi. In ambito sacramentale, una stanza è stata adibita a cappella, dove le persone possono recarsi liberamente, sia individualmente che in comunità. Viene offerta loro anche la possibilità di ricevere i sacramenti della Riconciliazione, dell'Unzione degli Infermi e dell'Eucaristia. È importante sottolineare che recitano quotidianamente il Santo Rosario, offrendo le loro intenzioni per le vocazioni e per la nostra Congregazione Sr Carmen Ortega CUNCO Esperienze nella Provincia di Cunco
LIFE magazine/48 EDUCARE PER RENDERE VISIBILE L’AMORE DI DIO CUNCO Ogni giorno ringrazio Dio per il dono di vivere il carisma delle Suore della Santa Croce attraverso l'educazione. In ogni comunità educativa, scopro che la nostra missione va ben oltre l'insegnamento: siamo chiamate a rendere visibile l'amore di Dio laddove la speranza sembra svanire. Perciò, sento che io, e tutti noi, siamo invitati a essere veri generatori di speranza, e questo si trasmette a chiunque entri in contatto con noi in questa missione: gli insegnanti, le famiglie e, naturalmente, i nostri studenti. Il nostro carisma illumina il mio servizio quando accompagno uno studente che ha bisogno di riscoprire la fiducia in se stesso, quando una famiglia trova un senso di comunità nelle nostre comunità educative, uno spazio accogliente, o quando un educatore rinnova il senso della propria vocazione. Sono esperienze semplici ma profondamente trasformative che ci ricordano che l'educazione è un cammino privilegiato per formare gli individui, rafforzare le comunità e annunciare il Vangelo attraverso la nostra vita. Ciascuna delle nostre comunità educative, dalla sua prospettiva unica e nella sua specifica collocazione, è un riflesso della presenza di Dio. In questi luoghi si coltivano i valori, si costruiscono legami fraterni e si creano opportunità concrete affinché bambini, giovani e famiglie scoprano che è sempre possibile ricominciare, che le opportunità ci sono sempre; basta saperle cercare. Lì, lo spirito della nostra Congregazione continua a influenzare le vite e a trasformare le comunità con la forza discreta del servizio, della vicinanza e dell'amore. Ravvivo la fiamma del nostro carisma ogni volta che assisto alla crescita di coloro che sono stati accompagnati con pazienza e fiducia. È allora che confermo che la speranza non delude mai, perché si fonda su Cristo. Alla luce della nostra missione educativa, sogno che continueremo a camminare insieme, generando speranza, seminando con gioia e fede semi di speranza che porteranno frutti abbondanti nelle generazioni presenti e futuro. Sr Yilda Vidal Poza
LIFE magazine/49 CARISMA che diventa realtà NELLA VITA di tante giovani LATINO AMERICA “Padre Teodosio diceva: Il vostro convento è il mondo intero.” Non mi è facile esprimere a parole ciò che ho vissuto con tanta intensità nella mia vita religiosa. Il tempo è passato e oggi condivido la mia esperienza di missione con giovani studentesse che non hanno la possibilità di proseguire gli studi superiori. La nostra congregazione offre alloggio a 90 ragazze provenienti da famiglie di agricoltori delle zone circostanti il Comune di Panguipulli, dove vive una numerosa popolazione indigena. È qui che il nostro carisma diventa realtà, radicandosi nei cuori di queste giovani donne, che hanno accolto con gioia ed energia la guida e la cura che abbiamo offerto loro. L'anno è iniziato con l'organizzazione delle studentesse per età, in modo che potessero essere sistemate nei rispettivi dormitori con le rispettive responsabili. La nostra principale preoccupazione è sempre stata quella di preparare pasti deliziosi, dormitori con letti, riscaldamento, bagni e docce. Abbiamo offerto a queste giovani ragazze vicinanza, affetto e sostegno spirituale e sociale - sostegno grande per coloro che non avevano risorse sufficienti a casa – tanto che esse sono arrivate a considerare il convitto la loro seconda casa. Le aspettavo sempre all'ingresso per salutarle e chiedere loro come fosse andata la loro vita al liceo. La Congregazione mi ha accompagnata in diverse attività di formazione integrale, in particolare mi ha aiutato ad approfondire la vita e l'opera dei nostri fondatori. Questo ha motivato i giovani ad integrarsi nella comunità e a partecipare ai vari incontri e attività offerti dalla Congregazione. Diversi studenti hanno potuto proseguire gli studi universitari e frequentare istituti di istruzione superiore. Sono grata a Dio perché ho visto come, condividendo la nostra vita piena di speranza, gioia e semplicità, il carisma si rinnova e si apre ai nuovi segni presenti in questo tempo. Sr María Garrido Bustos È qui che il nostro carisma diventa realtà, radicandosi nei cuori di queste giovani donne, che hanno accolto con gioia ed energia la guida e la cura che abbiamo offerto loro.
LIFE magazine/50 Il Movimento dei Laici Santa Croce. Ispirati dal Carisma dei nostri Fondatori, desiderano nutrirsi della Parola di Dio e della nostra Spiritualità per portare nella loro vita quotidiana il sapore del Vangelo Accompagnando il Movimento dei Laici Santa Croce della Provincia LatinoAmericana, condividendo con loro la fede in Cristo crocifisso e risorto - fondamento e forza motrice della nostra vita e missione, significato a ciò che siamo e a ciò che facciamo - ho potuto sperimentare che tutto ciò che dono si ripercuote positivamente su di me. Infondendo speranza negli altri, si riaccende la mia, perché nel dare si riceve, e nell'aiutare gli altri a risvegliarsi, si risveglia se stessi. … CONDIVIDERE IL NOSTRO CARISMA CON I LAICI Latino America Condividere il nostro carisma con i laici del Movimento S.Croce significa aiutarli ad abbracciare lo spirito della Congregazione delle Suore della Santa Croce, affinché, crescendo nella spiritualità di Madre Bernarda e Padre Teodosio, possano essere oggi una presenza di Cristo che trasforma le loro vite, le vite delle loro famiglie e la società, come hanno fatto i nostri fondatori e le Suore che sono succedute. Quando i membri del movimento giungono a conoscere la nostra spiritualità e il nostro carisma, ne sono ispirati. Mi commuove profondamente quando parlano del "nostro carisma", della "nostra spiritualità" e dei "nostri fondatori. Partecipano alla missione evangelizzatrice della nostra Congregazione, portando il carisma della Santa Croce alle comunità attraverso la testimonianza, il servizio, la preghiera e l'accompagnamento fraterno. Questo è ciò che apprendono attraverso gli incontri, le assemblee, i ritiri e le visite da parte delle Suore Consigliere. I laici a loro volta replicano questi incontri nei loro ambienti ecclesiali, a cominciare dalle proprie famiglie. Sanno di essere radicati in Cristo e nel suo Vangelo, nella vita di Padre Teodosio e Madre Bernarda e nella vita delle prime Suore. In questo cammino di condivisione impariamo a portare la croce con speranza. Aiutiamo inoltre gli altri a portare la croce, a vivere la vita quotidiana con fede e gioia, a condividere la fede nel reciproco sostegno nei momenti belli e in quelli difficili, servire la Chiesa in diversi apostolati e incoraggiare il lavoro pastorale nella Parrocchia. Un cammino di Speranza e Futuro Sr Mariela Sandoval LATINO AMERICA
LIFE magazine/51 NUOVI ORIZZONTI di MISSIONE « È questo radicamento in Cristo che ha portato chi ci ha preceduto – uomini e donne come noi, con doti e limiti come i nostri – a fare cose che forse mai avrebbero pensato di poter realizzare, permettendo loro di lanciare semi di bene che, traversando secoli e continenti, oggi hanno raggiunto praticamente tutto il mondo… » Papa Leone XIV° 30 giugno 2025
LIFE magazine/52 ANCORARSI NELLA SPERANZA PER UN DOMANI TRASFORMATO A Roma, presso il Nemi, ventitré teologhe provenienti da tutto il mondo si sono riunite su invito dell'UISG (Unione Internazionale Superiore Generali) dopo un anno di dialogo online. Ogni partecipante, in possesso di dottorati in diverse facoltà, si è ritrovata per riflettere sul futuro della vita consacrata attraverso tre temi centrali: (1) Vita consacrata e mondo digitale, (2) Abuso, potere e obbedienza e (3) Sinodalità. Il simposio ha creato un raro spazio intellettuale libero dalla rigidità tradizionale, consentendo un dialogo aperto tra culture e continenti. Questa atmosfera ha favorito l'unità, l'incoraggiamento e il sostegno reciproco, rafforzando la convinzione che la vita consacrata rimanga un canale vitale per la diffusione del Regno di Dio. Vita consacrata e mondo digitale: ispirate dal documento della Commissione Teologica Internazionale del Vaticano, "Quo Vadis Humanitas?" (Dove stai andando, umanità?) e dalla Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, le partecipanti hanno esaminato come l'intelligenza artificiale, il trans-umanesimo e il post-umanesimo mettano alla prova l'identità e la dignità umana. Mentre un tempo la tecnologia era concepita per supportare la vita umana, oggi l'intelligenza artificiale spesso sostituisce i ruoli umani, con conseguenze negative per la società, soprattutto per i poveri e i vulnerabili. Abuso, potere e obbedienza: le discussioni non si sono concentrate sugli abusi sessuali, bensì sull'abuso di autorità all'interno degli istituti religiosi. Alcuni casi di studio hanno rivelato come il potere possa essere esercitato per tornaconto personale anziché per il bene comune, ponendo serie sfide al futuro della vita consacrata. Sinodalità: esperienze condivise provenienti da diversi continenti hanno mostrato come le pratiche sinodali offrano speranza e rinnovamento. Promuovendo la partecipazione e il dialogo, la sinodalità rappresenta un antidoto alla rigidità gerarchica e apre la strada alle giovani generazioni per abbracciare la vita religiosa.
LIFE magazine/53 Il simposio si è quindi trasformato in un movimento ispirato dallo Spirito Santo, affermando che "il bisogno del tempo è la volontà di Dio". Discernendo i segni dei tempi, noi donne consacrate siamo chiamate a rinnovare la nostra missione a livello nazionale, continentale e internazionale. La nostra speranza collettiva non è mero ottimismo, ma una solida convinzione che la vita consacrata, vissuta autenticamente, possa ispirare la società e la Chiesa verso un futuro più umano. La nostra vita consacrata deve essere al contempo ancorata e trasformativa. L'ancoraggio ai valori del Vangelo, al carisma dei fondatori e agli insegnamenti della Chiesa garantisce stabilità in mezzo alle turbolenze sociali. Tuttavia, la trasformazione è altrettanto essenziale; senza di essa, la vita consacrata rischia la stagnazione. Insieme, ancoraggio e trasformazione creano un equilibrio dinamico. Sr Sandhya Manjaly- Provincia del Sud India Promuovere la VITA CONSACRATA nell'Arcidiocesi di Monaco e Freising con la SPERANZA della Risurrezione La profonda convinzione che la vita abbia l'ultima parola e non la morte - poiché Gesù è risorto dai morti - mi infonde grande speranza nel mio ministero a favore della vita consacrata nell'Arcidiocesi di Monaco e Freising. Alcune comunità di suore anziane sono costrette a vendere le proprie case e a trasferirsi in case di riposo. La mia presenza, il mio ascolto e il mio incoraggiamento infondono loro nuova speranza. Una comunità in un monastero di adorazione è ora composta da sole tre suore, di 88, 89 e 50 anni. Il Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata di Roma ha revocato l'autonomia di questa comunità e l'ha affidata alla nostra arcidiocesi. Ogni volta che vado a trovare queste suore, ne traggo arricchimento. Le due suore più anziane non si lamentano. Desiderano solo trovare la loro ultima dimora nella cripta delle suore all'interno del monastero e che l'adorazione continui. In questo, scopro un grande spirito di speranza.
LIFE magazine/54 Con l'approvazione del nostro Cardinale, farò in modo che un gruppo di suore provenienti dalle Filippine si stabilisca in questo monastero, affinché il culto e la vita monastica possano proseguire. Insieme ai miei colleghi del Dipartimento dell’edilizia stiamo valutando come adattare e riutilizzare i grandi edifici. Ciò richiede coraggio, fiducia e una speranza lungimirante. Ad aprile, queste suore sono venute nella nostra casa provinciale di Altötting per un fine settimana. Lì, hanno tratto ispirazione da Sr Sandhya Shency della Provincia del Sud. Durante la Messa domenicale hanno deliziato noi, Suore della Santa Croce, con danze e percussioni africane, musica di chitarra filippina, bellissimi canti e una processione con fiori, luci e danze in lingua malayalam. La vibrante diversità della Vita consacrata nella Chiesa universale ci ha donato nuova speranza. Sr Franziska Mitterer Provincia della Germania Un altro gruppo importante è costituito da suore provenienti dall'Africa e dall'Asia, la maggior parte delle quali lavora nel settore sanitario. Attraverso incontri, conversazioni e sostegno reciproco, si offre incoraggiamento a vivere la loro vita religiosa con gioia, anche in una società molto secolarizzata come Monaco.
LIFE magazine/55 La Provincia Svizzera si trova ad affrontare sfide significative. A causa della mancanza di nuove vocazioni e dell'età media elevata delle suore (87 anni), dopo una lunga fase di pianificazione guidata da professionisti, si è deciso di destinare le ali est e sud della Casa Madre ad un nuovo uso. Oltre ad alloggi a prezzi accessibili per persone single e famiglie, l'ala nord-est ospiterà un complesso di appartamenti condivisi, pronti per essere occupati la prossima primavera. Attraverso un processo di selezione a più fasi, abbiamo trovato una giovane persona molto motivata a fondare una comunità. Ha già iniziato a coinvolgere persone interessate. La comunità avrà accesso a 11 monolocali con cucina, soggiorno, lavanderia e sala di meditazione in comune. Le persone interessate parteciperanno ad un primo workshop il 4 luglio. Ecco le linee guida di questa comunità: - Siamo cristiani di diverse confessioni e diverse generazioni che vivono sotto lo stesso tetto. Plasmiamo la nostra vita quotidiana insieme ponendo Gesù Cristo al centro. Svolgiamo le professioni che abbiamo già intrapreso. - Siamo ispirati da un ecumenismo vissuto e da uno stile di vita comunitario. Cerchiamo Dio in questo luogo di preghiera e di comunione. Per dare speranza nel mondo di oggi VITA CHE RIFIORISCE NEGLI SPAZI VUOTI DELLE NOSTRE CASE Un nuovo sogno negli spazi della Casa Madre in Menzingen
LIFE magazine/56 - Ci impegniamo per la pace, la riconciliazione e l'unità nella diversità. Impariamo gli uni dagli altri e ci incoraggiamo a vicenda nel nostro cammino personale. Le conversazioni con le persone coinvolte, così come i principi guida della comunità, ci mostrano che la nostra eredità, tramandata fino ai nostri giorni, viene ora comunicata agli abitanti di questo complesso residenziale. Sta nascendo un luogo in cui comunità, spiritualità e vita quotidiana si fondono. Noi suore siamo felici di poter offrire uno spazio affinché nuove forme di vita comunitaria e di preghiera possano crescere. In questo percorso, una frase di Suor Simona Brambilla mi è particolarmente cara: ci incoraggia ad assumere un nuovo ruolo nella Chiesa.: “…vogliamo imparare (…) ad essere aperti, a stare nella comunità delle altre stelle e ad essere pronti ad abitare il cielo di un’unica comunità.” Sr Ursula Wyss Provincia della Svizzera Ci sono luoghi che custodiscono un’anima, ricordi, esperienze e storie di vita La bellezza e forza di un Carisma che sa incarnarsi nelle nostre case. Esperienza di «rinascita» nell’Istituto S.Croce in Sondrio-Italia Ci sono luoghi che custodiscono un’anima, ricordi, esperienze e storie di vita. Uno di questi è lo storico Collegio dell’Istituto Santa Croce di Sondrio, uno spazio nato per proteggere, educare e accogliere. Oggi, quelle stesse mura si preparano a scrivere un nuovo capitolo grazie ad Ananthea, un progetto della Cooperativa Sociale Apanthesis: un’iniziativa di economia civile che si intreccia profondamente con l'identità spirituale e l'ideale originario delle Suore della Santa Croce, il cui mandato è, da sempre, portare vita. Ananthea non è solo una struttura ricettiva; è il frutto di un cammino di cura reciproca, di relazioni curate e cresciute nel tempo ( nato dalla collaborazione tra la coordinatrice Monia Copes e Valeria, oggi dipendente della cooperativa e già sua collega alla Caritas di Como). Il nome "Ananthea" ("fiorire") è la promessa di non lasciare che gli spazi della cura si spengano, ma di trovare nuove strade affinché continuino a servire l’essere umano. Questo spirito si respira anche nel meraviglioso giardino interno, un'oasi di pace che potrà diventare spazio per gli ospiti della casa.
LIFE magazine/57 Il cuore della casa ha iniziato a battere nell’estate del 2025, accogliendo 25 ragazzi ucraini del progetto Caritas “È più bello insieme”. Oggi, la struttura si prepara alla sua veste definitiva legata al turismo sociale. Trasformando un'ala dell'Istituto S.Croce in una Casa per Ferie a canone sociale con 24 posti letto, Apanthesis offre un’ospitalità inclusiva, accessibile e aperta a chiunque cerchi un soggiorno carico di valore umano, rispondendo con flessibilità ai bisogni emergenti della Valtellina. Custodire e accogliere chi attraversa il territorio è il modo più puro per generare nuova vita e stabilità. Inoltre, la riapertura delle sale storiche per gli incontri delle Fondazioni locali renderà la struttura un focolaio permanente di sinergie e di idee per il bene comune. Apanthesis è una cooperativa sociale nata il 28 gennaio 2004 con un obiettivo preciso: trasformare l’assistenza in accoglienza. Fin dall’apertura della nostra prima comunità, il 15 febbraio 2004, lavoriamo ogni giorno per offrire dignità, supporto e calore umano a chi attraversa momenti di fragilità. Crediamo in un’assistenza che non sia solo gestione di bisogni, ma costruzione di legami. La nostra storia è fatta di volti, di ascolto e di un impegno costante sul territorio di Sondrio, dove operiamo con professionalità e dedizione. Monia Copes, Responsabile della Cooperativa & Valeria Giulaieva
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LIFE magazine/59 In risposta all'appello rivoltoci dal Capitolo Generale: “Siamo chiamate ad abbracciare uno stile di leadership sinodale, radicato nel nostro carisma, guidato dal discernimento spirituale e nutrito da un clima di fiducia reciproca, libertà interiore ed ascolto attento” ci siamo impegnate a rafforzare un cammino comune, capace di riflettere questo spirito. In effetti ci sentiamo invitate a promuovere una comunicazione reciproca tra le Province dell'America Latina e di Cunco, con lo scopo di continuare a rafforzare i processi collaborativi che favoriscono la comunione, ravvivano il nostro carisma e consolidano la nostra missione sia a livello comunitario che apostolico. Nel corso del 2025, entrambi i Concili Provinciali si sono riuniti per pianificare, con speranza e gratitudine, la celebrazione del 125° anniversario della presenza delle Suore Insegnanti della Santa Croce in America Latina. In questo processo, entrambe le Province hanno contribuito con iniziative e proposte che hanno dato forma a un programma comune per commemorare questo importante evento. Le attività organizzate congiuntamente sono state fonte di incontro, gioia e rinnovamento. Allo stesso tempo, ci hanno posto di fronte alla sfida di rafforzare il nostro senso di appartenenza e di continuare a camminare insieme in uno spirito di sinodalità. Questo processo ci ha invitato ad aprire i nostri cuori, a coltivare l'ascolto attento, a promuovere il dialogo fraterno e ad accogliere con rispetto la ricchezza di ciascuna Provincia. Nell'ambito di questo percorso, abbiamo programmato due incontri con le superiore delle comunità di entrambe le Province: uno a Nielol e l'altro a Cunco. Il tema centrale era la leadership in una prospettiva sinodale, che è stato accolto con grande interesse ed esplorato in profondità attraverso il dialogo fraterno e il discernimento condiviso. Questi incontri sono stati un'esperienza molto arricchente, rafforzando la comunione tra le suore e riaffermando il nostro impegno a esercitare una leadership sempre più partecipativa ed evangelica, radicata nel nostro carisma. Abbiamo anche tenuto un incontro con i leader laici – direttori e rappresentanti legali delle nostre scuole e strutture sanitarie – per riflettere sul messaggio in tre aree chiave: Visione Comune, Leadership Sinodale e Costruzione di Comunità per la Missione. L'incontro è stato accolto con grande apertura e dialogo, generando un impegno concreto nelle comunità che guidano. Insieme, come Superiore Provinciali, ci siamo dedicate alla preparazione e all'accompagnamento di questi incontri, che ci hanno permesso di rafforzare la nostra leadership in modo molto promettente. Sr Francisca Cossio e Sr Gloria Poblete Muñoz CAMMINARE INSIEME NELLA COLLABORAZIONE SINODALE
LIFE magazine/60 Camminare insieme come Provincia dell'America Latina e di Cunco mi invita a valorizzare l'esperienza condivisa. Questi incontri sono stati arricchiti dall'apertura, dalla disponibilità al dialogo e da un sentimento condiviso in cui la spiritualità è presente. Mi sento ispirata, con rinnovata speranza e gioia, a continuare a camminare insieme a loro per accompagnarci a vicenda nella missione e ravvivare il nostro carisma. Hna. Valeska Quinan Sánchez, Consigliera Prov. Latinoamérica INCONTRI delle dei Governi Provinciali, delle SUPERIORE e delle EQUIPES DIRETTIVE DELLE SCUOLE DELLE PROVINCE DI CUNCO E LATINO AMERICA Da più di un anno, Sr M.Pius Lesaoana, suora della Provincia del Lesotho, sta collaborando con le suore del Cape nell’accompagnare le suore anziane. È anche la formatrice della suora junior, Sr Clarissa. Qui troviamo un articolo scritto da lei e sr Elizabeth, suora della Casa Cape. Cercando di superare le barriere culturali ci descrivono insieme come la loro missione condivisa può generare speranza nella vita quotidiana. UN MINISTERO SACRO AFFIDATOCI DA DIO Il carisma delle Suore della Santa Croce è incentrato sul portare nuova vita e speranza attraverso il mistero della Croce e la Risurrezione di Gesù Cristo. Siamo chiamate a promuovere la vita ovunque essa sia “minacciata”. Sappiamo che l’anzianità può portare solitudine, fragilità, e la sensazione di perdere l'indipendenza…
LIFE magazine/61 Promuovere la vita significa dunque proteggere la dignità di ogni suora anziana e affermare che la sua vita rimane preziosa e feconda. Siamo consapevoli che prendersi cura delle nostre suore anziane è un ministero sacro affidatoci da Dio. È un ministero che richiede pazienza, compassione, tenerezza e un cuore amorevole. Ogni giorno ci offre una nuova opportunità per accompagnarle con amore e rispetto. Semplici gesti di gentilezza, come aiutarle nella routine quotidiana (cucinare e pulire le loro stanze), ascoltarle con attenzione, offrire un sorriso rassicurante e camminare al loro fianco al loro ritmo, diventano una potente espressione della presenza compassionevole di Cristo. Siamo convinte che, anche se si muovono lentamente o dimenticano le cose di famiglia, continuino a ispirarci con la loro fede, la loro perseveranza e la testimonianza di vite fedelmente dedicate a Dio. Il nostro ministero va oltre la cura fisica. Il supporto emotivo è altrettanto importante: dedicare del tempo all'ascolto, incoraggiarle e aiutarle a sentirsi apprezzate e incluse porta conforto e gioia ai loro cuori. L'accompagnamento spirituale rimane il cuore del nostro servizio. Preghiamo insieme, leggiamo la Parola di Dio, celebriamo l'Eucaristia, facciamo l’adorazione una volta alla settimana. Riflettiamo e approfondiamo il nostro rapporto con Dio, aiutandole a essere consapevoli che anche nei momenti di debolezza e fallimento, la grazia di Dio continua a sostenerle, riempiendo i loro cuori di pace e speranza. Prendendoci cura di loro, sentiamo che attraverso questo ministero le nostre suore anziane ci insegnano pazienza, umiltà, gratitudine e una fiducia incrollabile nella provvidenza di Dio. Le loro vite ci ricordano che ogni fase della vita ha una bellezza e uno scopo: crediamo che porterà frutto. La cura delle suore anziane è una delle espressioni più autentiche del nostro carisma, perché riflette il nostro impegno a stare ai piedi della Croce per promuovere la vita e annunciare la speranza della risurrezione. Sr Elizabeth W.& Sr M.Pius Lesaoana
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LIFE magazine/63 Per oltre 30 anni sono cresciuta sotto l'ala protettrice di questa comunità, dove ho imparato che educare significa servire e che il Vangelo prende vita nell'amore, nella speranza e nella generosità. Anche i miei figli sono stati educati in questa scuola, ricevendo valori che hanno plasmato le loro vite. In questi 125 anni, la Congregazione ha accompagnato generazioni di studenti e famiglie, dal vecchio convitto, che è stato una vera casa per molte ragazze, alle sfide della coeducazione e dell'inclusione, rispondendo sempre con vicinanza e accoglienza. Tutto questo è stato possibile grazie alla vocazione e alla dedizione delle prime quattro suore arrivate in questa città, che hanno coraggiosamente risposto alla chiamata di Dio a seminare speranza dove ce n'era più bisogno. Tornare oggi nel luogo dove tutto ebbe inizio significa riconnettersi con le radici di una missione che risveglia l'impegno, rafforza l'identità e ci ispira a continuare a costruire la sua eredità. Il suo carisma e la sua spiritualità mi hanno profondamente ispirato e mi hanno portato a sentire quest'opera come mia. Nella mia storia, è stata la Scuola Santa Croce a vedermi crescere fin dal momento in cui ho varcato per la prima volta la sua soglia. Qui sono stata formata, guidata e accolta; qui ho scoperto la mia vocazione al servizio. Per questo motivo, è nato un amore profondo che ora sento mio, un amore che mi spinge a prendermi cura di quest'opera, a servirla e a dare il meglio di me ogni giorno. Sono profondamente grata perché la Santa Croce ha plasmato la mia vita familiare, professionale, lavorativa e spirituale. Oggi celebro questi 125 anni con la certezza che la missione delle Suore della Santa Croce è una missione condivisa, una parte inseparabile di ciò che sono oggi. Gilda Pérez Bustos Ex Direttrice e Responsabile del Management e della Leadership Parlare delle Suore della Santa Croce a Rio Bueno significa parlare anche della mia vita.
LIFE magazine/64 PRESENZA CREATIVA DEI LAICI NELLA MISSIONE Lo Spirito Santo, attraverso la concretezza della storia ci sta aprendo nuove strade per svolgere la nostra missione attraverso una più profonda collaborazione con i laici. Insieme con i laici vogliamo generare nuova vita attraverso il dono specifico ed unico del nostro carisma….
LIFE magazine/65 Come ex studente, genitore, ho ricevuto l'onore di guidare il De La Salle Holy Cross College come Preside laica a nome delle Suore della Santa Croce e dei Fratelli De La Salle; ho avuto così la fortuna di sperimentare il carisma della Santa Croce da molteplici prospettive. Ho visto che il suo dono più grande non è semplicemente l'istruzione, ma una speranza che viene vissuta, testimoniata e, per grazia di Dio, tramandata di generazione in generazione. Agli occhi del mondo, l'influenza viene spesso misurata in base al numero dei seguaci, alla popolarità e agli algoritmi. Le Suore della Santa Croce hanno comunicato alla nostra comunità una certa influenza ed eredità. La loro profonda fede, il servizio umile e l'incrollabile impegno verso gli altri continuano a influenzare e ispirare, offrendo un esempio tangibile di altruismo e autentica devozione a Dio. Come San Francesco d'Assisi, otto secoli fa, e San Carlo Acutis ai nostri giorni, le Suore della Santa Croce ci ricordano che la vera influenza si misura da come la nostra vita è vicina a Cristo. Il motto della nostra scuola, "Sii il primo nell’offrire il tuo servizio", è più di una semplice aspirazione: è il modo in cui la speranza si manifesta ai nostri bambini. Vedo questo, quando ci riuniamo per la Santa Messa, recitiamo il Rosario, celebriamo le feste e diamo vita ai valori del Vangelo nelle attese e nelle attività quotidiane. Lo sento quando la preghiera e la compassione diventano il cuore pulsante della nostra scuola. Lo riconosco quando i nostri alunni si spingono volontariamente oltre la propria zona di comfort per servire coloro che sono ai margini della società. In quei momenti, i giovani affidati alle nostre cure scoprono che la speranza cresce quando viene condivisa. Le scuole devono sempre adattarsi ed evolversi, ma non devono mai trascurare le radici da cui germogliano i loro frutti. Con tanti cambiamenti intorno a loro, i giovani hanno bisogno di quei punti di riferimento costanti nella loro vita, che possono trovare negli adulti di cui si fidano e nella santità della Chiesa. SPERANZA VISSUTA, TESTIMONIATA E COMUNICATA ALLE NUOVE GENERAZIONI
LIFE magazine/66 Come custodi del nostro carisma, dobbiamo ricordare che i bambini imparano la fede, la pace e la speranza meno da ciò che diciamo e più da ciò che viviamo. Abbiamo visto come un accompagnamento sincero e la fiducia creino l'ambiente in cui la speranza viene nutrita e lasciata fiorire. Questo è un ambiente specifico che va oltre l'istruzione. Ogni preghiera nella nostra scuola inizia con: "Ricordiamoci che siamo alla Santa Presenza di Dio". La Sua presenza è la nostra speranza. Ci assicura che la luce è sempre più forte delle tenebre e che la perseveranza nasce dalla fede. Se i giovani lasciano la scuola con ottimi risultati ma non scoprono mai di essere figli amati di Dio, capaci di non perdere la speranza, abbiamo davvero raggiunto il nostro obiettivo? Come ho sperimentato personalmente, forse la più grande eredità e influenza di una scuola della Santa Croce risiede nell'aiutare i bambini a vedere il mondo con gli occhi di Cristo, desiderosi così di impegnarsi a diventare portatori della stessa speranza agli altri. Mr Neil Berndsen De La Salle Holy Cross College, Victory Park, Johannesburg, South Africa Il carisma della Santa Croce vive attraverso i laici In qualità di Segretaria dell'Associazione Laica della Santa Croce in Sri Lanka, io, Santhanalnayaki Croos, sono lieta di condividere con la vostra rivista le nostre esperienze. Vi scrivo dal bellissimo villaggio costiero di Thalvupadu, situato nell'isola di Mannar, in Sri Lanka. L'Associazione delle laiche della Santa Croce è stata fondata in Sri Lanka nel 2016. Oggi, la nostra associazione conta circa 150 membri in cinque diocesi. Come laiche, siamo felici di servire al fianco delle Suore con assoluta dedizione.
LIFE magazine/67 Ricche di profonde attività spirituali, le nostre sessioni regolari includono la recita del Rosario, la lettura del Vangelo e la riflessione sulla Parola di Dio sotto la guida delle Suore della Santa Croce. Inoltre, per tre giorni, in preparazione alla Festa dell'Esaltazione della Santa Croce, si tengono celebrazioni di preghiera in vari conventi. Questo triduo si conclude con l'Esposizione del Santissimo Sacramento e la benedizione dei Reverendi Padri: un periodo di profonda devozione che riflette splendidamente la vita esemplare delle Suore. Celebrare la Santa Messa insieme a loro nel giorno della festa rimane un'occasione di profonda ispirazione per tutti noi. Oltre ai nostri incontri spirituali, siamo attivamente impegnate in opere apostoliche. Visitiamo ospedali, case di riposo e le abitazioni private dei malati per offrire conforto, conversare e pregare con loro. Grazie al modesto contributo delle Suore, dei nostri membri e di generosi benefattori, individuiamo e offriamo aiuto a persone abbandonate, anziani soli e bambini orfani. In ogni luogo, una Suora dedita al servizio guida e svolge con eccellenza queste responsabilità. Inoltre, visitare le case dei malati di cancro per pregare e trascorrere del tempo di qualità con loro è un esempio stimolante della nostra missione. Questi servizi sono una vera testimonianza del nostro ministero laicale. Queste attività spesso ci commuovono profondamente, aiutandoci a trasformare le nostre vite e a portare speranza a chi non ne ha più nella nostra società. Per mantenere vivo il carisma delle Suore della Santa Croce, riteniamo fondamentale: • Offrire supporto psicologico e spirituale alle persone colpite dalla guerra e a coloro che lottano contro la dipendenza, con particolare attenzione ai giovani e ai bambini. • Promuovere il dialogo interreligioso per favorire l'armonia tra le diverse comunità. • Offrire un'educazione morale per guidare e dare solide basi alle giovani generazioni. • Vivere come una gioiosa testimonianza per attrarre nuove vocazioni alla vita religiosa. Insieme alle Suore, lavoreremo instancabilmente per raggiungere queste persone e avvicinarle al nostro Signore Gesù Cristo. Mrs. Santhanalnayaki Croos
LIFE magazine/68 In qualità di insegnante presso il Liceo Politecnico d'Eccellenza Bicentenario di Santa Cruz de Cunco, situato nella regione dell'Araucanía in Cile, vorrei sottolineare come la collaborazione con le suore mi abbia permesso di vivere la fede in un modo che forse non sarebbe stato possibile in altre circostanze. Questo perché, inizialmente, la mia esperienza di insegnamento all'interno di un istituto religioso mi ha avvicinato a Dio. Dal 1990, la mia carriera presso la scuola è stata una costante espressione di vocazione e servizio, con 36 anni di esperienza nell'istituto. Ho iniziato come insegnante di Arti Visive, dove ho anche ricoperto ruoli di responsabilità, coordinando le specializzazioni di Artigianato e, successivamente, di Design e Moda. Dopo la ristrutturazione di questi settori all'interno del sistema scolastico, mi sono specializzata con un master in "Tecnologia e Ambiente" e attualmente insegno Tecnologia e Arti Visive. Come collaboratrice laica, la mia filosofia educativa si concentra sulla trasformazione sociale attraverso i valori fondamentali. Credo fermamente che l'istruzione sia lo strumento principale per cambiare la vita dei giovani più vulnerabili, a condizione che abbiano famiglie impegnate in un'educazione basata sui valori. Riconoscendo che le strutture familiari si sono evolute – oggi vediamo nonni o fratelli maggiori assumersi responsabilità genitoriali – il nostro ruolo è quello di rafforzare questi spiriti vulnerabili. L'obiettivo è che non rimangano intrappolati nel dolore, ma che vedano Dio come una fonte di energia capace di trasformare la sofferenza in obiettivi chiari per un futuro migliore. Come suggerimenti, sarebbe utile aprire il nostro lavoro alla comunità in cui siamo immersi, coinvolgendola nei nostri successi. Se necessario, potremmo ridurre la durata della giornata scolastica in modo che gli studenti possano partecipare alle attività della comunità e diffondere il messaggio attraverso azioni concrete. Potremmo anche contribuire enfatizzando il rafforzamento dei valori familiari, poiché le famiglie sono il pilastro fondamentale della società e della formazione dei nostri giovani. La missione che condividiamo con le suore mira ad estendere il Regno di Dio attraverso un'educazione olistica che unisca l'eccellenza accademica ai valori del Vangelo. Per approfondire questo impatto, è essenziale integrare i laici nei ruoli di leadership e nella vita della comunità, promuovendo una fede coerente e impegnata. Infine, propongo di dare priorità alla formazione umana rispetto al mero contenuto tecnico, lavorando con piccoli gruppi di studenti motivati affinché possano diventare i veri "agenti di cambiamento positivo" di cui la società ha bisogno. Mireya Arzola Escobar PROMUOVERE “VERI AGENTI DI CAMBIAMENTO” NELLA SOCIETÀ
LIFE magazine/69 Tutti siamo profondamente colpiti dal lavoro svolto dalle Suore negli ultimi 182 anni. È straordinario ciò che hanno costruito, come hanno plasmato intere regioni e come hanno lasciato un'eredità duratura di bontà. Continuare quest'opera è un grande privilegio, ma comporta anche una grande responsabilità. Il nostro compito, come laici, è quello di proseguire l'opera delle Suore e i progetti che ne sono derivati, gestendoli in qualità di fiduciari e in conformità con il loro spirito e la loro visione. Ciò vale sia per la gestione del loro patrimonio temporale (ad esempio, la vendita oculata di immobili, investimenti sostenibili di capitale, ecc.) sia per il suo sviluppo responsabile, nonché per i valori che sono importanti per le suore e che esse stesse hanno incarnato per tutta la vita. Il filo conduttore che ci unisce – dipendenti e suore – è la nostra dichiarazione di missione. Essa racchiude i nostri valori e guida la nostra gestione di beni, persone e capitale. Sarà il nostro “metro di giudizio”, che continuerà a guidarci anche in futuro. Thomas Odermatt Direttore Generale, Istituto Menzingen L’EREDITÀ DEL CARISMA delle SUORE della S.CROCE Negli ultimi sette anni ho avuto il privilegio di gestire le attività delle Suore della Santa Croce, note anche come Suore dell’ “Istituto Menzingen”. Le mie responsabilità includono l'amministrazione e lo sviluppo delle diverse attività e aree operative, in particolare l'assistenza alle persone anziane, la gestione sanitaria, il settore immobiliare, la gestione del capitale e le riserve fondiarie. Attualmente, più di 130 persone lavorano all'interno dell'organizzazione. La gestione e l'organizzazione quotidiana sono fondamentali. Sono supportato da un team di gestione competente, ciascuno responsabile di questi compiti nel proprio ambito di competenza. CUSTODIRE È FAR FRUTTARE
LIFE magazine/70 "Conosco le suore come donne di straordinaria visione, sostenute da coraggio e da una forza silenziosa ma palpabile. Mi commuove il modo in cui, anche in un'epoca in cui l'istruzione per le donne non era affatto scontata, abbiano creato spazi in cui l'apprendimento, la crescita e l'autentica autodeterminazione sono diventati possibili. Così facendo, non solo hanno plasmato vite individuali, ma hanno anche dato un contributo significativo allo sviluppo del ruolo delle donne nella comunità. Trovo particolarmente impressionante il fatto che le loro azioni siano sempre orientate al benessere della comunità. Non si tratta mai solo del singolo individuo, ma sempre del quadro generale, della creazione di un reale valore aggiunto per molti. Questo atteggiamento mi sembra chiaro, responsabile e profondamente umano. Ciò che mi affascina anche è la loro apertura alle novità. Non affrontano il cambiamento con riluttanza, ma con notevole lungimiranza e il coraggio di plasmare attivamente il futuro. In questo modo, coniugano naturalmente tradizione e innovazione." Nel loro lavoro vedo delle vere pioniere per una donna moderna, lavoratrice e autodeterminata. Il loro esempio mi ispira e dimostra quanto potere risieda nel promuovere l'istruzione, rafforzare la comunità e guardare al futuro con una mente aperta.» Seraina Rissi Direttrice della Casa di Riposo St Franziskus- Menzingen Coniugare naturalmente tradizione e innovazione Le suore non stanno affrontando il cambiamento con riluttanza, ma con notevole lungimiranza e il coraggio di plasmare attivamente il futuro
LIFE magazine/71 «La Chiesa oggi vi chiede di essere testimoni speciali nelle diverse dimensioni della vostra vita, in primo luogo camminando in comunione con tutta la grande Famiglia di Dio» Papa Leone XIV° Giubileo Vita Consacrata 2025
LIFE magazine/72 La tecnologia è uno strumento potente, ma non deve mai sostituire la saggezza, la compassione, la libertà e la profondità spirituale che sono al centro della nostra umanità. Per noi, Suore della Santa Croce, questo invito solleva un interrogativo importante: come possiamo riaccendere la fiamma del nostro carisma in questa nuova realtà? I nostri fondatori hanno risposto con creatività e coraggio alle esigenze del loro tempo. Oggi siamo chiamate a fare lo stesso. Le sfide e le opportunità offerte dall'intelligenza artificiale ci invitano a non fuggire per paura, né ad abbracciare l'innovazione acriticamente, ma a discernere come il nostro carisma possa continuare a servire la missione di Dio nel mondo. In un'epoca in cui molti vivono solitudine, disinformazione, esclusione e smarrimento, la nostra vita consacrata è chiamata a testimoniare valori che la tecnologia non può generare: comunione, compassione, saggezza e speranza. La fiamma del nostro carisma si riaccende ogni volta che poniamo la dignità umana al centro della missione, quando promuoviamo relazioni autentiche, accompagniamo i più vulnerabili e creiamo spazi in cui le persone possano incontrare Dio e gli altri. Guidati dallo Spirito e ispirati dalla visione di Magnifica Humanitas, siamo incoraggiati a essere persone sagge, capaci di promuovere la conoscenza digitale, la consapevolezza etica, il pensiero critico e un impegno responsabile nei confronti delle tecnologie emergenti. Papa Leone XIV ci interpella: «Questa è una scelta non solo per il nostro futuro, ma anche per il nostro presente, poiché l'intelligenza artificiale e le altre tecnologie emergenti sono già parte integrante della nostra quotidianità». Sr Betty Mukonkela Consigliera Generale Ad aprile, come Consiglio Generale, abbiamo partecipato al webinar, "Un tempo di ascolto sulla missione educativa della Chiesa", Simposio internazionale organizzato dalla UISG, dall'USG e dal Dicastero per la Cultura e l'Educazione (Roma 30 aprile 2026). Il relatore principale è stato il Cardinale José Tolentino de Mendoza, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l'Educazione. Durante il Simposio sono state riconosciute le sfide che l'educazione si trova ad affrontare nel nostro tempo, specialmente in ambito spirituale. Alla luce dell'enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, la Chiesa è invitata a riflettere profondamente sul ruolo della persona umana in un'epoca sempre più plasmata dall'intelligenza artificiale e dalle tecnologie digitali. Il Santo Padre ci ricorda che ogni progresso tecnologico deve rimanere al servizio della dignità umana, del bene comune e dell'autentica fioritura umana. IL NOSTRO CARISMA & LA MAGNIFICAT HUMANITAS SOGNARE NUOVI MODI DI EDUCARE ED EVANGELIZZARE
LIFE magazine/73 Siamo stati invitati allo stesso tempo a scoprire che queste difficoltà rappresentano un'opportunità per coltivare fiducia e speranza, credendo nella forza dei carismi presenti in ogni Congregazione e nella Chiesa. Si apre dunque davanti a noi un orizzonte di possibilità se sogniamo nuovi modi di educare, rispondendo così a ciò di cui la società ha bisogno oggi: ascolto, incarnazione di nuove modalità di relazione, nuove forme di presenza, una visione condivisa, educazione alla pace e coltivazione della vita interiore. Siamo chiamati ad evangelizzare attraverso l'educazione, traducendo in modo creativo l'ispirazione originaria dei nostri fondatori in un linguaggio chiaro e comprensibile per la società odierna. La scuola deve essere lo spazio in cui il Vangelo si vive e dove si creano le condizioni per trasformare la vita delle persone – non solo quella degli studenti, ma anche quella dei laici con cui condividiamo la vita, la vocazione all'educazione e la trasmissione del nostro carisma. Oggi abbiamo bisogno di immaginazione e passione per iniziare cose nuove, per rinnovare ciò che già esiste. Vi invitiamo a condividere con gli altri gli echi, le idee e i desideri che questo tema suscita nella vostra mente e nel vostro cuore. Sr Orfilia Mendoza Consigliera Generale Papa Leone XIV° invita i giovani ad ancorare la propria vita in un'autentica e personale relazione con Gesù. La vera testimonianza cristiana – osserva - non nasce da obblighi esterni o da una rigida propaganda ideologica, ma fiorisce organicamente da una trasformazione interiore che scaturisce dalla quotidiana comunione e amicizia con Cristo. I giovani si trovano in una posizione privilegiata per costruire una cultura di fraternità. Non si può essere testimoni senza essere in comunione con la propria comunità. La missione evangelizzatrice si realizza al meglio laddove la testimonianza individuale è nutrita dal reciproco sostegno della comunità. Pertanto, ogni giovane ha un ruolo da svolgere nella Chiesa che cammina insieme, ascolta e accompagna. I giovani sono quindi invitati, nella fede e nella speranza, ad affrontare le realtà del mondo con coraggio, creatività e un amore che non si accontenta della comodità, ma agisce. La Chiesa è da sempre chiamata a riflettere sulla formazione dei giovani e sull’accompagnamento nel loro discernimento della vocazione. In un contesto di molteplici tensioni: la cultura dominante, le ideologie contrapposte, l'individualismo e la pressione dell'instabilità virtuale e morale, la generazione giovanile di oggi attira l'attenzione del mondo. I GIOVANI: POTENTE TESTIMONIANZA DI SPERANZA
LIFE magazine/74 Infatti, uno dei cinque temi che saranno discussi durante l'incontro convocato da Papa Leone XIV° a Roma, in Vaticano, dal 7 al 14 ottobre 2026 - con i capi delle Chiese cattoliche orientali e i presidenti delle Conferenze episcopali - è dedicato all'ascolto dei giovani e a come guidarli alla scoperta del valore della loro vocazione al matrimonio. Come donne impegnate della Famiglia Religiosa della Santa Croce, troviamo la forza motrice della nostra testimonianza cristiana nella Speranza, che genera nuova vita laddove i sogni di ogni giovane vulnerabile vengono infranti e feriti nei momenti di turbolenza della vita. Desideriamo accompagnare ogni giovane affinché sia "un forte testimone che genera speranza!". Sr Prisca Michael Consigliera Generale Le nostre sorelle anziane possono essere in effetti le nostre maestre, perché ci rivelano che la santità fiorisce attraverso la perseveranza, il sacrificio e la silenziosa fedeltà. Le loro mani fragili hanno sostenuto generazioni nella preghiera, e la loro fedele testimonianza continua a ravvivare il “fuoco” nella nostra missione. In un mondo che spesso misura il valore in base alla produttività e alla velocità, siamo chiamate a creare comunità in cui le suore anziane siano accolte, ascoltate e amate. Camminando al loro fianco, coltiviamo una relazione viva con Dio e tra di noi, permettendo a una nuova vita di fiorire in noi stesse, nelle nostre comunità e nella nostra missione. Possa questa Giornata Mondiale rinnovare il nostro impegno ad essere una famiglia sinodale che non lascia mai indietro nessuno. Diventiamo segni viventi della promessa di Dio e portatori di speranza. "Io invece non ti dimenticherò mai". Onorando i nostri nonni e gli anziani, riaccendiamo la fiamma dell'amore, della gratitudine e della speranza che mantiene vivo il nostro carisma e rende visibile la presenza compassionevole di Cristo nel mondo di oggi. Sr Robina Paulin Consigliera Generale La Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani ci invita a riscoprire una bellissima verità al centro della nostra fede cristiana: nessuno è dimenticato agli occhi di Dio. Papa Leone XIV° ci ricorda che ogni persona anziana è incisa sul palmo delle mani di Dio e abbracciata dal Suo amore incrollabile. Le vite degli anziani non sono storie sbiadite del passato, ma capitoli viventi della fedeltà di Dio, che continuano a ispirare la Chiesa con la loro saggezza, preghiera e speranza. “IO INVECE NON TI DIMENTICHERÒ MAI” (Isaia 49,15)
LIFE magazine/75 Un grazie di cuore… Immagini pubblicate La maggior parte delle foto ed immagini pubblicate sono state fornite dagli autori/autrici degli articoli. Altre sono state prese da pixabay, sito con foto libere da copyright. Alcune sono state elaborate dai programmi Chatgpt e Copilot «Noi siamo chiamati a non difendere un’eredità, ma a esplorare un futuro. Il nostro carisma non è un tesoro da seppellire, ma un seme da gettare nel terreno» Card. Timothy Radcliffe *A tutte le Sorelle dei vari Continenti che hanno offerto il loro contributo a nome della loro Provincia/Casa. *A tutti i laici collaboratori che hanno condiviso con noi le loro riflessioni ed ispirazioni *Alle nostre care traduttrici: Daniella Persia, Sr Antje Eichhorn OSB e Jennifer Neuhann *Alle lettrici delle bozze: Sr Ursula Wyss, Sr Margaret Donovan, Sr Agnese Ambrosetti, Sr Elia Cumiquir e Daniella Persia LIFE MAGAZINE 2026 Editor della Rivista: Governo Generale delle Suore della Santa Croce
LIFE magazine/76 Suore della Santa Croce Generatrici di Speranza