poemi omerici

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poemi omerici e mitiCosa rimane nei modi di direMaestra Sara - Teaching in high gear Lampo di scrittura

Il termine epica deriva dal greco ἔπος (épos: “narrazione”, “parola”) e indica il racconto in versi (quindi in forma di poema) delle imprese straordinarie compiute da eroi con qualità eccezionali. I poemi epici greci su cui si fonda la cultura classica occidentale sono l’Iliade e l’Odissea, trasmessi oralmente, che ruotano attorno al mito della guerra di Troia e agli eventi successivi ad essa. Appartiene alla tradizione latina successiva, invece, l’Eneide di Virgilio. I poemi epici avevano una duplice funzione: divertire e intrattenere il pubblico; trasmettere valori, modelli di comportamento e la memoria condivisa della comunità. Le storie venivano tramandate oralmente da cantori: gli aedi componevano e cantavano i racconti epici, spesso accompagnandosi con uno strumento musicale; i rapsodi, in epoca successiva, recitavano e tramandavano i poemi della tradizione. epica classica

iliade, odissea ed eneide L’Eneide narra la storia dell'eroe troiano Enea, che riuscì a fuggire dopo la caduta della città di Troia e viaggiò per il Mediterraneo fino ad approdare nel Lazio, diventando il progenitore del popolo romano. L’Iliade narra alcuni eventi del decimo e ultimo anno della guerra di Troia che vede lo scontro tra Achei (sostenuti dalle divinità Poseidone, Atena ed Era) e Troiani (sostenuti dalle divinità Afrodite, Apollo e Ares). l’Odissea narra le avventure di Odisseo (Ulisse), nel suo lungo viaggio per ritornare in patria ad Itaca, dopo aver combattuto nella guerra di Troia.

Nella nostra cultura e nel nostro linguaggio spesso si fa riferimento a figure o situazioni legate alla mitologia greca e romana. Eccone alcuni esempi: Il tallone d’Achille Ercole Cupido Il tocco di Re Mida Nemesi l’Odissea Il vaso di Pandora Prometeo Scilla e Cariddi Il cavallo di Troia

Il tallone d’achille Secondo una tradizione successiva ai poemi omerici, Teti immerse il figlio Achille nelle acque del fiume Stige per renderlo invulnerabile. Lo tenne però per il tallone, che rimase così l’unico punto vulnerabile del suo corpo. Durante la guerra di Troia Achille divenne il più valoroso e temuto dei guerrieri achei. La sua morte non viene raccontata nell’Iliade: secondo tradizioni successive, Paride lo uccise con una freccia che, in alcune versioni, fu guidata dal dio Apollo e lo colpì al tallone. OGGI Ancora oggi usiamo definire “tallone d’Achille” un punto debole, un difetto, una debolezza, un elemento di fragilità di una persona.

Cupido Nella mitologia romana Cupido (corrispondente a Eros nella mitologia greca) è il dio dell’amore e del desiderio. Quando le persone sono colpite dalle sue frecce, si innamorano. OGGI Si dice che qualcuno “faccia da Cupido” quando cerca di favorire l’avvicinamento o l’innamoramento tra due persone. Anche l’immagine delle “frecce di Cupido” viene ancora utilizzata per parlare dell’innamoramento.

ercole Ercole, versione latina di Eracle, era figlio di Zeus e della mortale Alcmena. È conosciuto per la sua forza pari a quella di un dio e per aver portato a termine dodici “sfide”, note come le “dodici fatiche di Ercole” OGGI Si definisce qualcuno Ercole, quando è dotato di una forza straordinaria. Si dice “affrontare le fatiche di Ercole” quando qualcuno è posto di fronte a sfide talmente complesse, da sembrare impossibili.

il tocco di re mida Nella mitologia greca, il re Mida aveva ricevuto in dono da Dioniso il potere di trasformare in oro tutto ciò che toccava. Si rese presto conto, però, che quel dono era in realtà una condanna: anche i cibi e le bevande si trasformavano in oro. Mida chiese quindi a Dioniso di liberarlo da quel potere e il dio esaudì la sua richiesta. OGGI Re Mida è simbolo di ricchezza e avidità. Si dice che qualcuno “abbia il tocco di re Mida” quando sembra riuscire a trasformare ciò di cui si occupa in successo o ricchezza.

Nemesi Nella mitologia greca, Nemesi era la dea della giustizia divina, vendicatrice e riparatrice di torti subiti. Era responsabile di creare equilibrio, infliggendo perdite e tragedie a chi commetteva atti di hybris (un atteggiamento di tracotanza e superbia che portava gli esseri umani a sfidare i propri limiti e l’ordine stabilito dagli dei). OGGI Oggi la parola “nemesi” può indicare una punizione o una conseguenza che sembra ristabilire un equilibrio dopo un’ingiustizia. Nell’uso contemporaneo si è diffuso anche il significato di “acerrimo nemico” o “principale avversario”, soprattutto per influenza dell’inglese.

odissea L’Odissea racconta il ritorno a casa di Odisseo (Ulisse), eroe della guerra di Troia. Secondo la tradizione, il suo lungo viaggio di ritorno a Itaca durò dieci anni e fu costellato di ostacoli, pericoli e avventure. OGGI Il termine “odissea” oggi indica un lungo e avventuroso viaggio, che può essere reale o metaforico, costellato di peripezie e disavventure.

Secondo il mito raccontato dal poeta greco Esiodo, Pandora aprì un grande recipiente, chiamato in greco pithos, dal quale si diffusero tra gli esseri umani i mali (la vecchiaia, la gelosia, la malattia, il dolore, la pazzia ed il vizio) che fino ad allora erano rimasti rinchiusi al suo interno. Solo la speranza rimase nel recipiente. Nella tradizione successiva il pithos è diventato il celebre “vaso di Pandora”. il vaso di pandora OGGI Oggi “aprire il vaso di Pandora” significa compiere un’azione che fa emergere o scatena una serie di problemi e conseguenze difficili da controllare.

prometeo Nel mito greco Prometeo rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, offrendo loro uno strumento fondamentale per lo sviluppo della civiltà. Zeus, adirato, lo condannò a una durissima punizione. OGGI Oggi Prometeo è diventato simbolo dell’ingegno umano, del desiderio di conoscenza e della sfida ai limiti imposti dall’autorità. Per questo il suo mito viene spesso collegato anche alle opportunità e ai rischi del progresso scientifico e tecnologico.

scilla e cariddi Quando Ulisse e la sua ciurma giunsero nel tratto di mare tra Scilla e Cariddi, per proseguire furono costretti ad attraversare uno stretto passaggio. Da un lato si trovava Scilla, un terribile mostro marino; dall’altro Cariddi, un pericoloso gorgo capace di inghiottire le acque e le imbarcazioni. OGGI Essere “tra Scilla e Cariddi” significa trovarsi tra due pericoli o tra due alternative entrambe difficili, senza avere una soluzione semplice, oppure correre un grande rischio senza la possibilità di evitarlo.

cavallo di troia Durante la guerra di Troia gli Achei ricorsero a uno stratagemma per riuscire a entrare nella città: costruirono un grande cavallo di legno, all’interno del quale si nascosero alcuni guerrieri, tra cui Ulisse. I Troiani, credendo che fosse un dono lasciato dagli Achei, lo portarono dentro le mura. Durante la notte i guerrieri uscirono dal cavallo e permisero all’esercito acheo di entrare nella città, contribuendo così alla caduta di Troia. OGGI Il cavallo di Troia è usato per indicare un inganno, uno stratagemma per penetrare le difese avversarie.

Parti da un modo di dire o da un personaggio che è entrato a far parte del nostro linguaggio e fatti ispirare dalla mitologia greca e romana per raccontare qualcosa di te e della tua vita. Ad esempio: “Il mio tallone d’Achille, cioè il mio punto debole, è…(spiega qual è la tua debolezza. Quando hai capito che era un tuo punto debole? Riesci a compensare con un elemento di forza o stai lavorando per fare fronte a questa tua debolezza?...)” oppure “Il mio viaggio a…. è stato una vera odissea (quali disavventure hai vissuto? Cosa ha rappresentato un ostacolo o un elemento che ha rallentato il tuo percorso? Come hai vissuto questa esperienza?...)” tocca a te! lampo di scrittura

Puoi scegliere uno qualsiasi dei riferimenti presentati nelle pagine precedenti. Cerca di non dare nulla per scontato, raccontando con ricchezza di dettagli la tua esperienza e il tuo punto di vista. Scrivi liberamente per alcuni minuti, lasciando spazio ai ricordi, alle idee e ai dettagli che ti vengono in mente. In questa fase non preoccuparti di correggere ogni errore: l’obiettivo è far emergere qualcosa che valga la pena raccontare. Quando hai finito, rileggi ciò che hai scritto e individua un passaggio o un’idea che potresti sviluppare ancora. tocca a te! lampo di scrittura