Buonaiuto Cristrina Cristofari Chiara De Cristofaro Claudia di Martino Fabiana
DOSSIER 8 Questo dossier mostra i progetti che ha creato il gruppo 8 del corso A del Co.De durante il corso di Cultura visiva per il design. All'internosi raccol- gono i lavori fatti e tutto il percorso che ci ha por- tato ai risultati finali, cercando di mettere in prati- ca quello è stato appreso a lezione. Buonaiuto Cristrina Cristofari Chiara De Cristofaro Claudia di Martino Fabiana
1 2 3 4 5 6
È forse la più iconica imma- gine della fine della Guerra: un marinaio che bacia un'in- fermiera, accompagnandola in un casqué, durante i festeggiamenti della Giorna- ta della vittoria sul Giappo- ne. Fu scattata dal fotografo Alfred Eisenstaedt, duran- te le manifestazioni sponta- nee di gioia per la fine della guerra a New York. Fu pubblicata dalla rivista LIFE, diventando l’immagi- ne simbolo del giubilo degli americani per la fine della Seconda Guerra Mondiale. I due non si conoscevano, ma si incontrarono durante la festa in strada. »Non era proprio un bacio - ha rivelato la Friedman - era solo qualcuno che festeg- giava, non era un evento romantico. Ma solo un modo per ringraziare Iddio che la guerra fosse finita». La celebre fotografia è diventata nel tempo una delle immagini più iconiche della cultura visiva del Novecento.Nel corso degli anni questa scena è stata reinterpretata in molti modi. È stata trasformata in scul- tura con l’opera “Uncondi- tional Surrender” di Seward Johnson, che porta l’immagine nello spazio urbano, ed è stata citata anche nella pubblicità, come nello scatto realizzato negli anni Novanta da David LaChapelle per Diesel, dove viene reinterpretata in chiave provocatoria. 5 6 IL BACIOClaudia De Cristofaro
The Shining è un film horror del 1980 diretto da Stanley Kubrick e tratto dal romanzo di Stephen King. La storia racconta di Jack Torrance, uno scritto- re che si trasferisce con la famiglia nell’Overlook Hotel per lavorare come custode durante l’inverno. L’isolame- nto e le presenze misteriose dell’hotel lo portano lentamente alla follia. Una delle scene più famose del film è quella delle gemelle nel corridoio, incontrate dal piccolo Danny mentre gira con il triciclo. Questa scena è diventata iconica perché Kubrick usa una composizione molto simmetrica e inquietante. Le gemelle rappresenta- no il contrasto tra innocenza e violen- za e il tema del “doppio”, che crea un forte senso di inquietudine. 7 8 Nel film Ready Player One di Steven Spielberg viene ricrea- ta l’ambientazione dell’Overlo- ok Hotel e compaiono anche le gemelle. In questa scena i protagonisti entrano virtual- mente nel mondo di Shining e devono attraversare le stanze dell’hotel, incontrando alcune delle sequenze più famose. Anche la serie animata The Simpsons ha parodiato questa scena nello speciale di Halloween “The Shinning”. In questo caso l’atmosfera horror viene trasformata in chiave comica. Inoltre, il riferi- mento è stato usato anche nella pubblicità, ad esempio in uno spot della bibita Moun- tain Dew e in una pubblicità di IKEA a Singapore. A rendere il disco del 1911 un'icona di quegli anni non sono solo pezzi ma anche la copertina dell'al- bum stesso. A partorire l'idea per la cover fu Kurt Cobain: ebbe l'ispirazione giusta mentre guardava un programma televisivo in cui si parlava dei parti in acqua Il fotografo Kirk Weddle trovò una piscina nelle vicinanze e il bambino, Spencer Elden, per scatta- re la foto in questione. In seguito, la Geffen protestò di nuovo di fronte all'idea di mostrare i genitali del bimbo e fece di tutto per far cambiare idea ai Nirva- na. Cobain accettò di coprirli, a patto che sopra ci fosse messo un adesivo con su scritto "Se questo vi offende, allora forse siete dei pedofili latenti". Alla fine i discografici furono costretti a capitolare, preferendo di mostrare i genitali del bambino piutto- sto che inserire una frase del genere. La copertina, divenuta iconica insie- me all'album, rappresenta a pieno quella stessa volontà di ribellione. E una cover davvero carica di signifi- cato. Riassume esattamente ciò che la società si aspetta da ciascun uomo, ossia passare l'intera vita a inse- guire i soldi, dalla nascita fino alla tomba, un tema che i Nirvana hanno affrontato spesso nelle loro canzoni. Per la sua iconicità è stata parodiata molte volte, come da Weird Al Yankovic, dallo stesso Spencer Elden da adulto per i vari anniversari, dai Simpson, da associazioni di volontariato e da tanti altri. LE GEMELLEFabiana di Martino NEVERMINDCristina Buonaiuto
La scena della pillola rossa e della pillola blu in Matrix (1999) è uno dei momenti più iconici del cinema contemporaneo. Il film è stato scritto e diretto dalle sorelle Lana e Lilly Wachowski, e nasce in un contesto storico caratterizzato dalla diffusione di Internet, dalla crescente presenza della tecnologia nella vita quotidiana e dal dibattito culturale sul confine tra realtà e simulazione. Alla fine degli anni Novanta, queste tematiche erano al centro dell’immagina- rio collettivo, e il cinema di fantascienza rappresentava uno strumento per esplorarle in maniera visivamente spettaco- lare. Questo specifico filone, noto come cyberpunk, trovava nel film la sua massima espres- sione, unendo l'azione asiatica alle riflessioni filosofiche occi- dentali. Nella scena, ambientata in una stanza spoglia e piovosa che amplifica il senso di isolamen- to, Morpheus offre a Neo due pillole: la blu, che gli permette di restare in una vita sicura ma illusoria, e la rossa, che apre alla verità sulla natura della realtà e sulla liberazione dalla Matrice. L’immagine è pensata per rappresentare simbolica- mente la scelta tra ignoranza e consapevolezza, tra comodità e libertà. La composizione della scena, semplice ma potente, il contrasto dei colori, che si riflettono ipnoticamente sulle lenti specchiate degli occhiali di Morpheus, e la calma autoritaria del mentore rendono il momento immedia- tamente riconoscibile e carico di tensione. La notorietà della scena deriva sia dalla sua forza simbolica sia dalla sua capacità di essere adattata a contesti diversi. La scelta tra le due pillole è diven- tata una metafora culturale universale per decisioni impor- tanti e momenti di consapevo- lezza, richiamando da vicino concetti classici come il Mito della Caverna di Platone. 9 10 PILLOLA ROSSA PILLOLA BLU Chiara Cristofari
11 12 Ad oggi, con il crescente potere dei social media, sempre più spesso si assi- ste a un uso dei social da parte dei politici che mescola intrattenimento e comunicazione istituziona- le. Temi complessi e delica- ti vengono trattati con leggerezza, talvolta trasfor- mati in contenuti “virali” costruiti su trend musicali o formati ironici. Un esempio precoce ed estremamente è il celebre videomessag- gio con cui Silvio Berlu- sconi annuncia la sua "discesa in campo" nel gennaio del 1994. Nel video, Berlusconi appare seduto dietro una scrivania, in un ambientee- legante e rassicurante. L’inquadratura è fissa, la luce è calda e uniforme, e il tono della voce è calmo e sicuro. Tutto contribuisce a costruire un’immagine precisa: quella di un uomo affidabile, più simile a un imprenditore di successo. La celebre frase iniziale, “L’Italia è il paese che amo”, attiva immediatamente nello spettatore un profondo sentimento di appar- tenenza e di orgoglio nazionale. Berlusconi sceglie di non parlare come il rappresentante di un vecchio partito, ma come un cittadino comune e vincente che si rivolge direttamente ad altri cittadini, creando un rapporto personale, quasi intimo, con chi lo guarda dall'altro lato dello schermo. Chiara Cristofari “L’ITALIA È IL PAESE CHE AMO”
Il rito si svolgeva annualmente: militanti e dirigenti della Lega Nord si recavano alla sorgente del fiume Po, dove veniva simboli- camente raccolta dell’acqua in un’ampolla. Questa veniva poi trasportata fino a Vene- zia, dove si celebrava una sorta di “battesi- mo” della Padania, con gesti solenni, discorsi e scenografie cariche di simboli- smo. L’uso di elementi quasi sacri (l’acqua, il viaggio, la cerimonia finale) trasformava un messaggio politico (l’autonomia o indipendenza del Nord Italia) in un evento emotivo e spettacolare. Dal punto di vista politico e propagandistico, il rituale serviva a consolidare la base elettorale, a distinguere la Lega dagli altri partiti e a semplificare il proprio programma in immagini forti e memorabili. In questo senso, l’ampolla del Po non era solo folklo- re, ma uno strumento strategico di comuni- cazione politica, pienamente coerente con la dinamica descritta da Benjamin: la politica che si fa spettacolo per ottenere consenso. Inoltre nella scena cult del film Cado dalle nubi (2009), Checco Zalone partecipa a una riunione della Lega Nord a Milano. Qui, ironizzando sugli stereotipi politici, si assiste all'arrivo dell'ampolla contenente l'acqua del Po... è in realtà l'urina di Checco. 13 14 Un esempio emblematico è l’account TikTok della Casa Bianca, che in diverse occasioni ha pubblicato video legati a temi geopolitici, persino la guerra , montati con musiche popolari o strutturati come trailer cinemato- grafici, trasformando eventi dram- matici in contenuti facilmente consumabili. Questa evoluzione apre interroga- tivi importanti: se da un lato rende la politica più accessibile, dall’altro rischia di banalizzare temi com- plessi, riducendoli a pochi secon- di di contenuto pensato più per ottenere visualizzazioni che per stimolare una riflessione critica. Se nei vertici internazionali la regola aurea è sempre stata quella di mantenere un atteggia- mento controllato e istituzionale, la cosiddetta poker face, fatta di espressioni neutre e pochis- sime reazioni visibili, in quanto chi governa rappresenta l’intero Paese e non solo se stesso, Giorgia Meloni si distingue in modo netto per uno stile radicalmente diverso. La Presidente del Consiglio italiana ha infatti fatto delle sue espres- sioni facciali molto marcate e delle sue reazio- ni visibili un vero e proprio tratto distintivo del suo brand politico, portando questa spontaneità anche nei contesti solitamente più ingessati del mondo. Un esempio lampante è diventato il celebre eye-roll (il gesto di alzare gli occhi al cielo) cattu- rato dalle telecamere durante un vertice della NATO, un frammento visivo che ha fatto imme- diatamente il giro del web globale. Cristina Buonaiuto INFORMAZIONE O SPETTACOLO? Claudia De Cristofaro SMORFIE DI STATO Fabiana di Martino IL RITUALE DELL’AMPOLLA DEL PO
LA PUBBLICITÀ PRATICA Le pubblicità non si limitano a promuovere un bene o un servizio, ma costruiscono veri e propri immaginari. Attraverso strategie visive e comunicative, la pubblicità riesce a orientare le scelte del pubblico. Secondo il teorico Jean-Marie Floch, un prodotto può essere valorizzato in quattro modi: pratico, utopico , ludico e critico. 15 16 Auricolari Nothing Cristina Buonaiuto La pubblicità degli auricolari del brand Nothing rappresenta un esempio di valorizzazione pratica, perché mette al centro l’utilità concreta del prodotto. Mastro Lindo Claudia De Cristofaro La pubblicità pratica di Mastro Lindo mostra ambienti sporchi e mette in evidenza come il prodotto renda le superfici brillanti veloce- mente e senza fatica. Tantum Verde Chiara Cristofari Lo spot di Tantum Verde si concentra intera- mente sull'efficacia del farmaco contro i proble- miquotidiani. Il prodotto viene presentato come la soluzione pragmatica a un fastidio fisico. Sunsilk Fabiana di Martino La pubblicità di Sunsilk mostra come il prodot- to sia in grado di rendere i capelli lisci e morbi- di evidenziando anche la sua funzione protet- tiva durante l’asciugatura.
17 18 Nuova Suzuki Vitara Hybrid Fabiana di Martino Questa pubblicità si configura come utopica, poiché trasporta lo spettatore in un universo high-tech in cui l’auto si trasforma simbolicamen- te in una vera e propria “navicella spaziale”. Dior J’adore Claudia De Cristofaro La pubblicità utopica di Dior costruisce un mondo ideale e di lusso. Le immagini dorate e l’atmosf- era quasi irreale, trasmettono un senso di bellez- za superiore e senza difetti. Cornetto Algida Chiara Cristofari Lo spot associa il gelato al concetto di amore, al primo bacio e alla bellezza dell'estate. Il consumo del prodotto è presentato come un momento magico e trasformativo. Qui il gelato serve a cele- brare un rito di connessione emotiva e un ideale di giovinezza. Parmigiano Reggiano Cristina Buonaiuto Nello spot del Parmigiano Reggiano il dipendente Renatino dichiara di lavorare felicemente 365 giorni l'anno, normalizzando così lo sfruttamento. La pubblicità rappresenta un fallimento di "valo- rizzazione utopica". Airbnb Cristina Buonaiuto La pubblicità “Welcome” non si concentra su aspetti funzionali o economici, ma sull’esperi- enza dilettevole e piacevole del viaggio. Per fare ciò mostra un itinerario magico fatto su binari mentre intorno si innalzano mondi e castelli. Snickers Claudia De Cristofaro Nella pubblicità ludica di Snickers, il prodotto viene presentato in modo divertente, trasforman- do la fame in una situazione comica. “A volte basta un morso di Snickers per tornare se stessi” Idealista Fabiana di Martino La pubblicità di Idealista “La prendiamo” punta principalmente sull’ironia e sul divertimento per catturare l’attenzione dello spettatore. Lo spot gioca sull’idea che, a volte, quando una casa colpisce davvero, la decisione è immediata. Vodafone x Ghali Chiara Cristofari La collaborazione tra Vodafone e Ghali punta tutto sullo stile, sul ritmo e sulla creatività. L'este- tica del video, la musica trap e l'invito al "remix" enfatizzano il piacere di creare qualcosa di proprio, rendendo la scelta commerciale un atto ludico e di tendenza. LA PUBBLICITÀ UTOPICA LA PUBBLICITÀ LUDICA
Anrhropic per Claude Cristina Buonaiuto La pubblicità di Anthropic per Claude si fonda su un confronto implicito con altri sistemi di intelli- genza artificiale. Lo slogan “Ads are coming to AI. But not to Claude.” mette in evidenza un criterio razionale di scelta: l’assenza di pubblicità. In questo modo, il messaggio non punta su elementi mitici o emozionali, ma invita il pubblico a valutare il prodotto in base a un aspetto specifi- co e funzionale, cioè l’esperienza d’uso libera da interruzioni commerciali. Pepsi Fabiana di Martino La pubblicità “The Choice” di Pepsi è un esempio di pubblicità critica, perché mette al centro il confronto diretto tra prodotti concor- renti, spingendo il consumatore a riflettere sulla propria scelta. Lo spot suggerisce impli- citamente che il prodotto Pepsi sia preferibile rispetto agli altri. In questo modo, non si limita a promuovere le caratteristiche del prodotto, ma invita il pubblico a prendere posizione, stimolando un confronto mentale. Apple Claudia De Cristofaro Nella pubblicità critica di Apple, il computer entra in una bussta da lettere per mostrare la sua estrema sottigliezza. Il messaggio crea un confronto implicito con i concorrenti, comunicando in modo semplice la superiorità del brand. Poltrone&Sofà Chiara Cristofari Gli spot di Poltronesofà bombardano lo spettato- re con dati oggettivi: prezzi specifici al centesimo e scadenze temporali precise. L'obiettivo è convincere il consumatore che l'acquisto è una scelta razionale, un "affare d'oro". 19 20 LA PUBBLICITÀ CRITICA
21 22 NUOVA UNITÀ DONNE ANTI-NORD Il movimento N.U.D.A. nasce con l'obiettivo programmatico di promuovere un "Me- ridione al femminile" attraverso una radicale critica storica e politica. Il nome stesso del movimento racchiude un profondo significato intersezionale: "NUDA" simboleggia infatti un Sud che è stato storicamente spogliato delle proprie risorse, della propria dignità e della narrazione su sé stesso. Riappropriarsi di questa nudità significa ritornare a una condizione originaria, autentica e non mediata. L'eco femminista del progetto sovverte la logica coloniale che ha visto il Mezzogiorno rappresentato come un corpo da possedere, civilizzare e coprire sotto il manto dell'identità nazionale settentrionale. Nel logo, la figura nuda che sorregge una spiga capovolge questo paradigma, mentre il seme diverso diventa l'emblema della non conformità con il resto d'Italia, unendo in un'unica lotta il riscatto di genere e quello territoriale contro gli oppressori.
23 24 Unità o sottomissione? L'analisi storica del movimento parte da un interrogativo cruciale sul Risorgimento: l'unificazione del 1861 rappresentò una vera unità o una sottomissione? Secondo la tesi presentata, il Sud dopo il 1861 ha subito un sistematico processo di sfruttamento, smantellamento e controllo fiscale a esclusivo vantaggio del Settentrione, dove si concen- trarono risorse, capitali e investimenti. Questo meccanismo portò al drastico ridimensionamento delle eccellenze industriali meridionali, come le Officine di Pietrarsa e i cantieri navali di Napoli e Castel- lammare, mentre l'Opificio di San Leucio perse la sua centralità a causa dell'apertura forzata al mercato nazionale. A ciò si aggiunse un pesante controllo fiscale con tasse imposte dall'alto, tra cui la famigera- ta tassa sul macinato del 1868, costringendo il Sud a pagare un debito piemontese che non aveva minimamente contribuito a creare. Le brigantesse In questo contesto di sottomissione, il movimento intende restituire dignità e voce alle brigantesse, definite come "una storia cancellata". Le donne del Sud che imbracciarono le armi dopo il 1861 costituirono l'unica vera forma di resistenza armata espressa dal territorio contro la colonizzazione piemontese. Il termine "brigantessa" viene conte- stato in quanto etichetta criminale adottata dalla storiografia ufficiale per privarle della loro valenza di soggetti politici. Figure come Maria Oliverio e Filo- mena Pennacchio combatterono per anni in prima linea; dopo la cattura subirono l'umiliazione di essere uccise e fotografate in posa con i propri fucili. Quelle immagini, vendute al Nord come cartoline del "selvaggio meridione da civilizzare", rappresentano paradossalmente l'unica testimonianza rimasta della loro esistenza. Le brigantesse vengono così elette a modello per una nuova sovranità economica e politica del Sud, che poggia sui concetti di economia della cura e su un'ideale di monarchia femminile legata all'eredità del Regno delle Due Sicilie.
25 26 Il maschio cis-nordico Un pilastro fondamentale dell'azione di N.U.D.A. è la decolonizza- zione dello spazio urbano e della memoria collettiva. Attualmente, le città meridionali parlano la lingua dei vincitori: ogni statua di Garibal- di o via intitolata a un generale piemontese rappresenta una cica- trice visibile imposta sul territorio. Il movimento non chiede un semplice ampliamento della toponomastica, ma una vera e propria sostituzione: i monumenti agli oppressori devono cedere il passo ai volti e ai nomi di chi ha resistito, come le madri del Mezzogiorno, le operaie e le brigantesse, affinché la città torni a riflettere l'autentica memoria del suo popolo sotto lo slogan "Contro il garibaldino e il maschio alpino". Questo messaggio e la chiamata all'azione per una nuova realtà autonoma e sovrana vengono diffusi attraverso canali digitali e social, invitando tutte le donne a riunirsi e a fare rete attorno alla causa anti-nordista.
BALENCIAGA 27 28 La parzialità delle immagini può manifestarsi anche attraverso la distorsione dei codici visivi associati a categorie vulnerabili, come l'infanzia. Un esempio d'impatto è la campa- gna Balenciaga Gift Shop (2022), in cui alcuni bambini sono stati ritratti con orsetti di peluche rivestiti di accessori bondage e BDSM. In questo caso, la parzialità agisce per "distorsione e danno" del soggetto: l'universo dell'infanzia viene decontestualizzato e sovrapposto a codici di sessualizzazione adulta. L'immagine perde così la sua neutrali- tà commerciale, trasformando i bambini in un mero espediente estetico provocatorio. Claudia De Cristofaro
DEL MONTE & SNIKERS 29 30 Questo celebre annuncio pubblicitario degli anni ’50, realizzato per promuovere il tappo svita-facile "Alcoa Twist-Off" su una bottiglia di ketchup Del Monte. Di questa pubblicità colpisce maggiormente la forte carica sessista dello slogan, sottoli- nea che persino una donna può aprire il tappo sottoline- ando la parola "woman" per rimarcare il concetto. Il mes- saggio fa leva sul radicato stereotipo della fragilità fem- minile, partendo dal presup- posto che una donna non avesse la forza per compiere un gesto banale come svita- re un tappo. Nel 2021, Snickers ha ritirato uno spot in Spagna accusato di omofobia. Il video mostra- va un influencer dai modi effeminati che, dopo aver mangiato lo snack, si trasfor- mava in un uomo virile, secondo lo slogan "Non sei tu quando hai fame". L'epi- sodio rappresenta un caso di parzialità discriminatoria: riducendo l'identità queer a una caricatura causata dalla fame e la mascolinità tradi- zionale all'unico stato natura- le, la pubblicità ha utilizzato i mass media per normalizza- re pregiudizi ed esclusione sociale. Molti film occidentali usano la correzio- ne colore per creare stereotipi geogra- fici: scelgono toni freddi e azzurri per l'Occidente (associati a ordine e modernità) e un filtro giallo o seppia per i paesi in via di sviluppo (come il Messico o il Medio Oriente). Questa scelta grafica altera artificial- mente l'ambiente per trasmettere un'idea implicita di arretratezza, pover- tà o pericolo, trasformando un elemen- to tecnico in un pregiudizio visivo. Fabiana di Martino & Cristina Buonaiuto Chiara Cristofari YELLOW FILTER
31 32 Se c’è un simbolo che incarna il capi- talismo globale, la standardizzazione e il consumismo di massa, sono i famosi "Archi Dorati". Li vedi da chilometri di distanza, impressi in un rosso e giallo ipnotici che promettono felicità a basso costo. Ma cosa succe- de se usiamo quegli stessi codici visivi per raccontare un’altra verità? È da questa domanda che è nato il nostro ultimo progetto di Culture Jam- ming, una campagna di sabotaggio culturale ed estetico che si appropria del linguaggio visivo di McDonald's per metterne a nudo le contraddizioni più profonde. Non abbiamo inventato nuovi loghi; abbiamo semplicemente preso i loro, ribaltandone il messaggio. Attraverso un ecosistema di media che comprende un manifesto, un flyer, un billboard e una serie di sticker, ogni componente del nostro collettivo ha deciso di esplorare e scoperchiare una specifica area d'ombra della multina- zionale. Il nostro viaggio visivo si articola su tre binari tematici, tanto provocatori quanto drammaticamente reali: Il bina- rio della dipendenza, dell’inganno e della geopolitica. IL MCDONALD’S
33 34 Geopolitica Billboard La critica non si ferma all'aspetto nutrizionale o ambientale. Abbiamo voluto estendere il raggio d'azione alla responsabili- tà etica e politica del brand. McDonald's non è solo un colosso del cibo, è un attore geopolitico. Attraverso i nostri interventi visivi, abbiamo denunciato il ruolo dell'azienda come promo- trice e finanziatrice di dinamiche di guerra, con un focus esplicito sui finanziamenti e sul supporto legato ai bombarda- menti sulla striscia di Gaza. Gli archi dorati, in questo conte- sto, smettono di essere un portale verso un parco giochi e diventano il simbolo di una complicità internazionale che si consuma dietro le quinte del profitto. Per portare questa contro-narrazione agli occhi della gente, abbiamo diversificato i supporti. Il billboard (il cartellone pub- blicitario) serve a colpire lo sguardo distratto dei passanti nelle grandi arterie urbane, mimando in tutto e per tutto la magnifi- cenza della pubblicità istituzionale.
35 36 TUTTO É CRESCIUTO MA LA QUALITÀ? . . . . . PER UNA GRANDE, SCADENTE 100% CARNE PROCESSATA SMALL MENU . . . 4,50€ MEDIUM MENU . . . 5€ LARGE MENU . . . 6€ EXTRA LARGE MENU . . . 6,50€ BUON APPETITO!(FORSE) Patatine croccanti, panini giganti e… colesterolo alle stelle! Il paradiso del gusto veloce, ma anche un biglietto di sola andata per obesità, diabete e pressione alta. Ogni anno milioni di persone muoiono per problemi legati all’alimentazione, e il junk food non aiuta di certo. Aggiungiamo pure pubblicità accattivanti per i bambini, ěONNGĚĚCěG FK PĚCSěKEC G MTEEJG SPRGMTěG ĂNO CĚĚ¥TĚěKMC bistecca. Sarà anche “I’m lovin’ it”, ma il nostro corpo forse un po’ meno. Ingrassa con noi! Inganno Flayer Qui l'arma scelta è l'ironia tagliente. Sotto lo strillo "Ingrassa con noi!", il flyer decostruisce la cinica progressione commerciale dei menu, mostrando come le dimensioni crescano (dal menu Small a 4,50€ fino all'Extra Large a 6,50€) a fronte di una qualità che crolla verticalmente. La promessa gastronomica viene ridotta a ciò che è davvero: "100% carne processata" per una proposta "grande e scadente". Augurando un provocatorio "Buon appetito! (Forse)". Il testo del flyer elenca gli ingredienti nascosti dietro il marketing: colesterolo alle stelle, obesità, diabete e pressione alta. Una critica che si esten- de dalle pubblicità accattivanti per i bambini fino all'impatto ambientale delle tonnellate di plastica e dello sfruttamento intensivo del bestiame. Dipendenza Manifesto Il celebre slogan "I’m lovin’ it" si trasforma in un più onesto ed esplici- to "I'm addicted to it". Nel poster, l'illusione ottica è immediata: il tipico packaging rosso con gli archi dorati non contiene patatine fritte, ma sigarette pronte a consumarsi, mentre dalla bibita spunta una sigaretta al posto della cannuccia. Il titolo lancia una provocazio- ne diretta: "McDonald's o sigarette? Cambia il gusto, non il rischio". Il copy del manifesto mette lo spettatore con le spalle al muro: "Non ti sogneresti di offrire una sigaretta a un bambino. E allora perché un Happy Meal?". Mangiare regolarmente questo tipo di junk food crea una dipendenza biochimica che si traduce in una delle princi- pali cause di morte a livello globale, esattamente come il tabacco.
37 38 E allora perché un Happy Meal? Mangiare fast food regolarmente, come quello di McDonald's, può essere dannoso quanto fumare. Entrambi creano dipendenza e sono tra le principali cause di morte. Gli sticker Per portare questa contro-narrazione direttamente nella quotidianità delle persone e strapparla dai confini puramente accademici o esposi- tivi, abbiamo sviluppato una linea di sticker, che come si vede nell’immagine, rappresenta il vero motore di guerriglia e l'estensione tattica dell'intero progetto. Se il billboard occupa lo spazio pubblico impositivo e istituzionale, lo sticker fa l'esatto opposto: agisce dal basso, in modo molecolare, virale e imprevedibile. L'importanza cruciale degli adesivi sta nella loro capacità di agire come "glitch" permanenti nel Matrix del consumismo urbano. Posso- no essere applicati ovunque, sui pali della luce, sui mezzi pubblici, sui menu fisici o persino su oggetti personali come un laptop, trasforman- do qualsiasi superficie in un micro-avamposto di resistenza culturale.