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I MECCANISMI DEL SISTEMA ECONOMICO PREINDUSTRIALE Docente: Ivan Paris Ricevimento: Giovedì 12:30-13:30 (consigliato appuntamento via mail) E-mail: ivan.paris@unibs.it Programma e obiettivi Ricostruire e interpretare le diverse tappe dello sviluppo economico occidentale: I meccanismi del sistema economico preindustriale Le dinamiche dell'Europa preindustriale La rivoluzione industriale La crescita dell'economia mondiale e l'imperialismo Le due guerre mondiali e la Ricostruzione I nuovi protagonisti: la Cina L'Italia dall'Unità a oggi L'interesse per la Storia La Storia: «riguarda gli uomini viventi, e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi, non può che piacerti più di ogni altra cosa» [Antonio Gramsci, Lettera al figlio Delio] Disciplina scientifica, ancorata al presente, dinamica No nozioni, ma connessioni (complessità) La differenza tra Storia (capire) e Memoria (ricordare) Bibliografia Studenti frequentanti: Appunti delle lezioni Rondo Cameron e Larry Neal, Storia economica del mondo. Dalla preistoria a oggi. Bologna: Mulino (capp. VII-XVI) Vera Zamagni, Introduzione alla storia economica d'Italia. Bologna: Mulino Studenti non frequentanti: Carlo M Cipolla, Storia economica dell'Europa pre-industriale. Bologna: Mulino Rondo Cameron e Larry Neal, Storia economica del mondo. Dalla preistoria a oggi. Bologna: Mulino (capp. VII-XVI) Vera Zamagni, Introduzione alla storia economica d'Italia. Bologna: Mulino E' altresì vivamente consigliata la consultazione di un manuale di storia generale relativamente ai secoli XIV-XX. Come seguire le lezioni e Valutazione 1) Rivedere gli appunti delle lezioni precedenti, 2) integrarli con quanto scritto sui libri consigliati in modo da 3) partecipare attivamente alla lezione successiva. L'esame si svolge in forma scritta (Test Moodle, domande a scelta multipla e domande aperte, 40 minuti) — vedi syllabus I meccanismi del sistema economico preindustriale Pagina 1
SEZIONE I: INTRODUZIONE E STORIA ECONOMICA La storia economica Disciplina a cavallo tra Economia e Storia L'economia non è solo finanza (tutto ciò che ha a che fare con la produzione e il consumo di beni e servizi) Storia, non storia (mera narrazione): la Storia come scienza sociale La Storia per capire la complessità del presente (e prevedere il futuro?) La prospettiva storica: previsione e revisione La Storia economica può fornire: «più fatti economici reali, fatti economici più chiari e meglio analizzati, una migliore teoria economica, una migliore politica economica e migliori economisti» [Donald N. McCloskey, 'Does the past have useful economics?' Journal of Economic Literature XIV, n. 2, 1976: 434-61] La storia economica come base per ogni buon economista: «non esistono una teoria economica o modelli economici onnicomprensivi che illuminano la storia economica [...] per gli storici economici, aggrapparsi a un'unica teoria è fuorviante e in generale sbagliato» [Charles P. Kindleberger, Economic law and economic history. Cambridge, 1989] C'è altro oltre la «sintesi neoclassica-keynesiana» Teorie economiche figlie del periodo storico in cui sono state concepite Es. Economisti classici e fattori di produzione Es. L'imprenditore e le teorie collegate Storia economica e sviluppo economico Perché alcuni paesi sono ricchi ed altri poveri? Perché i paesi poveri non riescono a cambiare la loro condizione imitando modelli e politiche dei primi? Non c'è un consenso generale sugli elementi responsabili dei redditi più elevati Metodi e politiche analoghi non hanno ovunque gli stessi effetti Non esiste ancora una teoria dello sviluppo economico applicabile in ogni circostanza Esistono diversi approcci che si integrano. La storia economica consente di capire le diversità di percorso e offrire strumenti di intervento più precisi (le origini e gli elementi fondamentali dello sviluppo economico). La storia (economica) è una scienza (sociale). Una piccola precisazione La politica (e a volte anche certa economia) e la storia economica Senza la prospettiva storica si rischia di confondere i sintomi di un problema con le sue cause (ES. La bolla dei subprime esplosa nel 2008) I meccanismi del sistema economico preindustriale Pagina 2
SEZIONE II: LINGUAGGIO, INDICATORI E CONCETTO DI PIL L'importanza del linguaggio e il significato dei termini Cos'è il PIL? PIL = Consumi + Spesa dello Stato + Investimenti + (Esportazioni - Importazioni) Per misurare la ricchezza di un paese si usa il PIL Misura il valore di tutti i beni e i servizi finali prodotti all'interno di un paese in una unità di tempo (anno) Il valore dei beni finali è la misura del valore che le imprese hanno aggiunto ai beni intermedi (Valore Aggiunto) Dinamica del PIL nel lunghissimo periodo Numeri indice (anno 1 = 100) – scala lineare 0 10 000 20 000 30 000 40 000 50 000 70 000 1 1000 1500 1600 1700 1820 1870 1913 1950 1973 2015 popolazione PIL PIL pro capite Figura 2 Popolazione, PIL e PIL pro capite, 1-2015. Fonti: Maddison, 2010; TED, 2015. I difetti del PIL «Il PIL misura qualunque cosa, tranne ciò per cui vale la pena vivere» [Robert Kennedy, 1979] «La Coca Cola non sarebbe in affari oggi, se avesse misurato le sue performance di business, ignorando completamente l'ammortamento dei beni così come le nazioni fanno quando misurano le loro performance economiche utilizzando il PIL. Il PIL è come una calcolatrice difettosa in grado di considerare solo le transazioni economiche senza tener conto dei vantaggi e dei costi in termini di capitale reale, naturale, umano e sociale, che sono la base per un welfare vero e proprio» [Mark Anielski, 2001] Limitazioni principali del PIL: Non attribuisce un valore all'ambiente e non lo protegge Non considera il tempo libero Considera solo scambi monetari e non i lavori socialmente utili (e quelli gratuiti) Non c'è distinzione tra prodotti buoni e non buoni Tratta tutte le transazioni come positive, cosicché entrano a farne parte, per esempio, i danni provocati dai crimini (riciclaggio di denaro), dall'inquinamento, dalle catastrofi naturali Ignora i diritti umani e le libertà Non considera beni e servizi offerti dal settore pubblico Il PIL non ci dice nulla a proposito della distribuzione del reddito Considera l'economia sommersa [...] Come del resto tutti gli altri indicatori, non è strumento neutro ma è espressione del paradigma teorico (e quindi dei suoi obiettivi) da cui ha origine. I meccanismi del sistema economico preindustriale Pagina 3
Alla ricerca di indici alternativi L'idea che il PIL sia un numero relativamente poco significativo è sempre più condivisa Esigenza è quella di andare oltre al PIL e rimettere al centro la persona e il concetto di benessere (economico, ma anche sociale, standard di vita, etc) A partire dagli anni novanta sono stati proposti i primi indici di benessere alternativi al PIL Dagli anni 2000 il numero di questi indici è cresciuto in maniera esponenziale (proposti da ONG, economisti e fondazioni profit e no profit) Qualche esempio di indice alternativo Felicità interna lorda (GNH) (1972) Introdotto dal Re del Bhutan in alternativa al PIL come indice da massimizzare nel processo di crescita del paese. Parametri caratterizzanti: Benessere ambientale Benessere fisico Benessere mentale Benessere lavorativo Benessere sociale Benessere politico Il GNH cerca di distaccarsi dai valori occidentali dell'economia per uniformarsi con quelli tipici delle culture buddiste orientali. Limiti: troppi parametri e rilevazioni effettuate su valutazioni morali soggettive. Indice di Sviluppo Umano (HDI) (1990) Utilizzato dall'ONU a partire dal 1993 parallelamente al PIL per valutare la qualità della vita nei paesi membri. Basato su tre indicatori principali: Indice di aspettativa di vita (LEI) Indice di istruzione (EI) Indice di reddito (II) È il risultato della media geometrica dei tre indicatori. Valore e significato degli indicatori E' una pura illusione ottica, che cambia le statistiche senza cambiare la realtà sottostante? No. I numeri che noi scegliamo per capire l'economia hanno una loro "vita" autonoma: influiscono sulle percezioni ed entrano nel gioco delle dottrine e delle ideologie. I numeri non sono neutrali, la politica li usa come obiettivi. Gli indicatori sono solo una sintesi. Crescita, sviluppo, progresso Tre diversi concetti distinti: 1) Crescita economica, 2) Sviluppo economico, 3) Progresso economico. Determinanti dello sviluppo economico I fattori di produzione: L'economia classica e la classificazione tripartita rappresentano una classificazione limitata in cui altri fattori (alcuni tra i più dinamici) sono esclusi; è più utile utilizzare categorie più ampie: Popolazione: va considerata nella sua dinamica (crescita, fertilità, distribuzione) e nella sua composizione (età, sesso, livello culturale). Risorse: non solo la terra (condizioni climatiche, fertilità), ma anche le risorse del sottosuolo, la disponibilità di acque e la facilità di accesso alle stesse. Tecnologia: l'innovazione tecnica/tecnologica è un fattore chiave dello sviluppo; consente incrementi di produttività a fattori costanti. Istituzioni: definizione diversa a seconda del contesto di riferimento (spesso contrastante); classificazione in istituzioni informali e formali. I meccanismi del sistema economico preindustriale Pagina 4
Struttura e mutamento economico I vari settori dell'economia: primario, secondario e terziario Agricoltura principale occupazione della razza umana fino a fine XIX Passaggio da società agricola a industriale: mutamento economico strutturale Dal lato dell'offerta: aumento produttività agricola; dal lato della domanda: legge di Engel; ruolo chiave della tecnologia Che cos'è lo sviluppo economico? «Lo sviluppo economico è l'aumento nel lungo periodo della capacità di fornire beni economici sempre più diversificati alla popolazione e tale capacità si fonda sullo sviluppo tecnologico e sugli aggiustamenti sia istituzionali che ideologici che esso rende necessari» [Simon Kuznets, Popolazione, tecnologia, sviluppo, Mulino, 1990] Aumento del reddito pro capite Diversificazione dei beni economici che compongono il reddito Mutamento istituzionale Processo di lungo periodo Sviluppo tecnologico e aggiustamenti istituzionali (tecnologia, istituzioni, cultura) La Teoria degli stadi di Rostow (1960) reddito medio pro-capite Reddito pro capite in aumento Fase 1: La società tradizionale Fase 2: La precondizione del decollo Fase 3: Il decollo Fase 4: La spinta verso la maturità Fase 5: L'era dei consumi di massa 1700 1750 1800 1850 1900 1950 Il Modello di Rostow è uno dei più importanti modelli storico economici che trattano dello sviluppo. Tuttavia, non è l'unico e non è esente da critiche. SEZIONE III: IL SISTEMA ECONOMICO PREINDUSTRIALE – LA DOMANDA Domanda e offerta (Un'approssimazione statica) Ogni sistema economico può essere analizzato da due differenti punti di vista: Domanda e Offerta (distinzione che vale solo a fini descrittivi). Popolazione e demografia La demografia è una variabile centrale (Uomini, bisogni e desideri, domanda) Importante per conoscere i contorni quantitativi della domanda (dato difficile da conoscere prima del XVIII sec.) Riferimenti storico-demografici: European Urban Population in Medieval Europe, c. 1300 (source: Jotischky, Hull 2005 - Durham University / Marie Curie ArMedEa) e Population Density in Europe, ca. 1600 ("Most people lived in the western part of the continent on its coastal areas"). I meccanismi del sistema economico preindustriale Pagina 5
Dinamiche della popolazione Tasso di natalità e tasso di mortalità [Flussi migratori] Mortalità ordinaria e catastrofica Bisogni e desideri Distinzione tra bisogni (needs) e desideri (wants) Totale e struttura della popolazione Fattori geofisici e socio-culturali Domanda effettiva e reddito Bisogni e desideri alimentano la domanda, ma non rappresentano la domanda effettiva Il potere d'acquisto, struttura e livello della domanda Reddito speso non solo per sé; reddito della popolazione attiva, bisogni e domanda totale Domanda effettiva e struttura della produzione; salario, profitto e interesse, rendita Salario reale basso e bassa produttività del lavoro Primo punto fermo delle società preindustriali: scarsità, bassa produttività dei fattori, uso non sempre efficiente delle risorse disponibili Distribuzione del reddito e della ricchezza Concentrazione di reddito (flusso) e ricchezza (stock) variano notevolmente Distribuzione di reddito e ricchezza sempre state fortemente ineguali Secondo punto fermo delle società preindustriali: enorme contrasto tra miseria estrema della massa e l'opulenza della minoranza Distribuzione del reddito in Inghilterra (1688) Classe socio-economica Famiglie (%) Reddito (%) Nobili, gentiluomini, alto clero, professioni liberali 4% 23% Mercanti, uomini d'affari 1% 5% Piccoli proprietari 24% 39% Bottegai e artigiani 7% 10% Ufficiali (esercito e marina) e basso clero 2% 2% Soldati, marinai, salariati 62% 21% Distribuzione della ricchezza (Inghilterra) Pari (Lords): 200 famiglie Gentry: 16.000 famiglie } 70% Proprietà posseduta Fittavoli: 180.000 famiglie Contadini: 364.000 famiglie Lavoratori, servitori: 400.000 famiglie Braccianti e poveri: 150.000 famiglie } 30% Proprietà posseduta I meccanismi del sistema economico preindustriale Pagina 6
Mendicità e redistribuzione del reddito Gran massa di mendicanti Il circuito della carità (trasferimento di reddito) Trasferimento volontario di reddito: è parte integrante della logica del sistema pre-industriale (chi effettua la carità: tutti; stima difficile; effetti sulla redistribuzione variabili; ruolo centrale della Chiesa) Trasferimento del reddito e della ricchezza: trasferimenti volontari e coatti (Ladrocinio e dono i casi più comuni in età preindustriale) Forme di scambio e il mercato Più si rimonta nel tempo, più il dono è una parte importante degli scambi Ruolo preponderante del mercato in epoca moderna Il mercato diventa prevalente solo con il fiorire delle città a partire dal XII-XIII secolo Tipi e classificazione della domanda La domanda effettiva si divide in: 1) Di beni di consumo, 2) Di servizi, 3) Di beni capitali. Ciascuna suddivisa in: Domanda interna privata, Domanda interna pubblica, Domanda estera. Domanda privata Domanda privata di beni di consumo: Alimentazione Vestiario Abitazione (riscaldamento, mobilio, giardinaggio, candele, etc) Beni di sussistenza Elasticità inferiore a 1 (Legge di Engel) Alimentazione: Gli 'anni normali' e la loro eccezionalità. Cause dell'instabilità: inelasticità della domanda, agricoltura poco produttiva, fattori esogeni. Conseguenze: estrema variabilità dei prezzi, valore simbolico del cibo. Vestiario: Consumi ostentati e leggi suntuarie; l'abito era un lusso ed aveva un forte valore simbolico in età preindustriale; le leggi suntuarie servivano ad evitare eccessi nei consumi di abbigliamento. Domanda privata di servizi: Per i più poveri poco rimaneva per vestiario e abitazione, figurarsi per il resto! Per i ricchi e i benestanti vitto-alloggio-vestiario interessavano il 65-75% del reddito (il consumo dei ricchi comunque non era molto vario; capacità di risparmio). Domanda privata di beni capitali (Il risparmio): Risparmio: differenza tra reddito e spesa in beni di consumo e servizi. Risparmio, investimento e beni capitali (indispensabili per alimentare il processo produttivo). Relazione Y = C + S. Elementi di fragilità del sistema: tesaurizzazione e assenza di meccanismi che mettano in contatto risparmiatore e investitore; bassi livelli di investimento. I meccanismi del sistema economico preindustriale Pagina 7
SEZIONE IV: LA DOMANDA PUBBLICA Le determinanti della domanda pubblica Per i secoli precedenti il XVIII è difficile distinguere tra settore pubblico e privato Reddito del potere pubblico Bisogni dello stesso e della comunità che rappresenta Struttura e andamento dei prezzi Reddito pubblico Imposizione fiscale (trasferimento coatto) Debito pubblico (a volte coatto) Sfruttamento del patrimonio demaniale (concessioni per l'utilizzo di una risorsa) Signoraggio Imposizione fiscale Tassazione indiretta e diretta (la tassazione indiretta prevale su quella diretta) L'imposizione fiscale nel lungo periodo è sempre cresciuta (< 5-6%) L'azione fiscale del potere pubblico incontrò sempre molte resistenze Carico fiscale espresso in giornate lavorative in alcuni Stati (1550-1789): Periodo Inghilterra Francia Olanda Castiglia 1550-1559 3 5 4-5 - 1590-1599 3 14 - - 1620-1629 4 15 - - 1630-1639 9 15 - - 1660-1669 6 - 11-13 - 1680-1689 7 16 - - 1700-1709 11 26 - - 1720-1729 12 26 - - 1750-1759 12 31 - - 1780-1789 16 37 - - Debito pubblico e Signoraggio Debito pubblico: Invenzione delle città italiane del medioevo; prestiti che privati cittadini facevano allo Stato dietro pagamento di un interesse; il credito poteva essere ceduto; la carenza di liquidità era un fatto frequente. Signoraggio (Diritti di monetazione): M = P + [C + S] M è l'intero ammontare di moneta coniata; P è la moneta consegnata a chi aveva portato il metallo (prezzo); C sono i costi di produzione; S è il signoraggio (imposta fiscale per il servizio di monetazione). Bisogni e composizione della spesa pubblica Guerra e difesa (eserciti, fortificazioni, etc) Amministrazione (polizia, sanità, burocrazia, spese di rappresentanza, etc) Vita di corte (es: Spagna nel '500) Festività e cerimonie (valore pratico e simbolico delle festività) Beni di consumo (scorte alimentari fin dal XII sec ) e beni capitali (costruzioni militari/civili cannoni navi da guerra I meccanismi del sistema economico preindustriale Pagina 8
SEZIONE V: I FATTORI PRODUTTIVI – LAVORO, CAPITALE E RISORSE I fattori produttivi Fattori produttivi (input) indispensabili per la produzione (output) Economisti classici e neoclassici: terra, lavoro, capitale (+ organizzazione) Rispecchiava la divisione (arbitraria) della società dell'epoca: proprietari fondiari, ceto medio (capitalisti), massa dei lavoratori Il Lavoro Popolazione attiva e popolazione dipendente (l'assetto dipende dalla composizione per età: natalità, mortalità, migrazioni) In epoca preindustriale gran parte della popolazione dipendente era in età 0-14 Giovani e anziani al lavoro: bassa produttività del lavoro; largo uso del lavoro femminile Distribuzione della popolazione per classi d'età: la Svezia Classi d'età 1750 (%) 1950 (%) 0-14 anni 33% 24% 15-64 anni 61% 66% 65 anni e oltre 6% 10% Totale 100% 100% Popolazione attiva e settori occupazionali: Agricoltura: settore principale (65-90% della popolazione attiva); bassa produttività agricola (7-8 contadini faticavano a mantenere altre 3 persone). Manifattura e servizi: Tessile-abbigliamento e costruzioni (reddito basso e beni di sussistenza); servizi più diffusi (domestici, religiosi, professionali). Validità delle stime: stime probabilmente sopravvalutate del lavoro effettivo; poche informazioni su qualità del lavoro e livello del capitale umano. Capitale umano e Corporazioni L'istruzione e la formazione hanno un costo Ruolo delle Corporazioni e dell'istituto dell'apprendistato (nei servizi professionali: dall'apprendistato alla formazione universitaria) Funzioni delle Corporazioni: Trasferimento della conoscenza, Mutualità e assistenza tra i membri, Controllo della qualità, Riduzione della concorrenza Il Capitale e le Risorse Naturali Capitale fisico: beni economici reali utilizzati nel processo produttivo (se riproducibile: capitale fisico riproducibile, distinto in fisso e circolante). Capitale fisso: necessario per iniziare l'attività; prima del Mille trascurabile e distribuito inegualmente; dopo il Mille si moltiplicano mulini ad acqua/vento, cascinali, grange, edifici maggiori, attrezzi migliorati, canali d'irrigazione e bestiame. Bestiame: capitale fisso, circolante, bene di consumo e materia prima. Settori: trasporti (rilevante); manifattura (scarsa importanza, tranne miniere, cantieristica, tessile). Capitale circolante: scorte (materie prime, semilavorati, prodotti finiti); percentuale elevata sul totale del capitale; presenta costi e volatilità. Risorse naturali e energia: Capitale non riproducibile (terra, boschi/foreste, acqua). Fonti energetiche: forza muscolare umana, piante/animali, energia inanimata. Energia come vincolo allo sviluppo. I meccanismi del sistema economico preindustriale Pagina 9
SEZIONE VI: L'ORGANIZZAZIONE PRODUTTIVA AGRICOLA E MANIFATTURIERA L'organizzazione del mondo agricolo in età preindustriale Europa preindustriale: area economicamente non omogenea con alcuni tratti comuni; panorama poco dinamico ma non immobile Il sistema curtense (la curtis): prevalente nel Medioevo; origini dal tardo impero romano, assestatosi nei sec. VIII- IX. Rappresentava sul piano economico ciò che il feudalesimo era sul piano politico. Quadro storico: Invasioni dell'Impero Romano (100 - 500 d.C.) tra Impero d'Occidente e d'Oriente (Angli, Sassoni, Franchi, Goti, Visigoti, Ostrogoti, Unni, Vandali; centri: Chalons 451, Adrianopoli 378, Roma, Costantinopoli, Cartagine). Caratteristiche: microcosmo economico a direzione centralizzata, autosufficiente, divisione del lavoro e scambio monetario minimi, suddivisione per ordini. Declino (sec. XIII): per pressione delle forze di mercato; sostituito da mezzadria, affittanza, ecc. L'organizzazione della manifattura in età preindustriale Forme organizzative principali: Industria domestica: svolta nell'unità famigliare (soprattutto contadina) per la produzione di beni non agricoli destinati all'autoconsumo; caratterizzata da unità di funzioni (utensili, tessile, alimentari). Bottega artigiana: forma principale, svolta da lavoratore specializzato (maestro, apprendisti gratuiti e lavoranti salariati) in centri urbani; separazione delle funzioni per il mercato; spiccata tendenza associativa (Corporazioni). Manifattura a domicilio (Putting-out system / Industria disseminata / Verlagssystem):** dal tardo Medioevo al XVII sec. nelle campagne; produzione nell'abitazione dei lavoranti per il mercato; lavoratore con strumenti propri retribuito a cottimo (tessile, metallurgico); ruolo chiave del mercante-imprenditore. Vantaggi: flessibilità produttiva e libertà del mercante-imprenditore. Svantaggi: difficile controllo del lavoro (qualità/quantità) e difficili aumenti di produzione. Protofabbrica (Manifattura accentrata): attività produttiva o di trasformazione svolta in forma accentrata con tecnologie elementari (metallurgia, cantieristica, tessile, miniere, manifatture statali); separazione delle funzioni spinta, spesso combinata con l'industria a domicilio. Approfondimento sul costo del lavoro: Manifattura a domicilio vs Bottega artigiana — caratterizzata da lavoro non specializzato, attività integrativa rispetto a quella agricola e basso costo della vita in campagna. Produzione e produttività Tutto il processo economico è un problema di scelte vincolate dalla scarsità delle risorse rispetto ai bisogni (la scelta impone un sacrificio) La bassa produttività nell'agricoltura preindustriale L'età preindustriale: produzione positiva e negativa • Bassa produttività implica bassi livelli di produzione positiva • Produzione negativa: incide negativamente su fattori e produzione • Capacità di produzione negativa molto inferiore a quella delle società industriali Meglio una guerra o la peste? I meccanismi del sistema economico preindustriale Pagina 10