Racconto I Quello che è stato e quello che sarà. Se oggi mi guardo intorno faccio quasi fatica a riconoscere il posto in cui sono nato. I ragazzi che vedo passare davanti alla mia stalla parlano di treni, di banche, di fabbriche e di città sempre più grandi, come se il mondo fosse sempre stato così. Li ascolto discutere di progresso con quella sicurezza che solo chi non ha conosciuto il passato può avere, e ogni volta mi viene da sorridere. Se solo avessero visto il West che ho visto io… capirebbero che queste terre, un tempo, erano completamente diverse. Quando ero ragazzo non esistevano binari che attraversavano le praterie per centinaia di miglia, né uomini d'affari che compravano intere vallate con una stretta di mano. C'erano sentieri battuti dagli zoccoli dei cavalli, diligenze che impiegavano giorni per raggiungere la città successiva e piccoli paesini come Strawberry costruiti con il sudore di uomini che non avevano altro se non le proprie mani. Si viveva lentamente, forse con meno comodità, ma ogni cosa sembrava appartenere davvero a chi la conquistava. Ricordo ancora la vecchia Valentine, molto prima che qualcuno decidesse di trasformarla in quella che vedete oggi. Bastava un temporale perché la strada principale diventasse un fiume di fango nel quale uomini e cavalli affondavano fino alle caviglie. Le ruote dei carri rimanevano bloccate per giorni, e le persone giravano scalze per non rovinare i loro unici stivali di cuoio… che ricordi. Era il prezzo da pagare per vivere in una città di frontiera. Non c'erano marciapiedi eleganti né pietre squadrate a rendere tutto più ordinato. C'erano polvere d'estate, fango d'inverno e l'odore del bestiame e della merda che si mescolava a quello del whisky sul pavimento in legno marcio del saloon.
Le cose cominciarono a cambiare quando la puzza dei bigliettoni ci raggiunse. Sempre più commercianti arrivavano da est, convinti che queste terre avessero ancora molto da offrire, e con loro arrivarono ingegneri, banchieri e politici e altri stronzi con la puzza sotto al naso. Fu proprio in quegli anni che il sindaco Max Croft, accompagnato dalla moglie Maeve, decise che Valentine non poteva più rimanere ancorata al passato. Investì gran parte delle ricchezze della città in un'opera che molti giudicavano folle: far sparire quel fango che aveva accompagnato generazioni e ricostruire il cuore della città con strade in pietra e ciottolato. Molti borbottarono che stava buttando via il denaro dei contribuenti e delle attività, altri dicevano che stava cercando di trasformare Valentine in una città dell'est. Io, a dire il vero, non sapevo da che parte stare… non me n’è mai fregato un cazzo della politica e del denaro, ma vedere quelle vecchie strade fangose scomparire mi faceva piangere il cuore. La trasformazione, però, non riguardava soltanto le città. Furono le ferrovie a cambiare davvero il destino del West. Ricordo ancora l’inaugurazione della Stazione di Valentine, quel rumore infernale delle metallo e la puzza di carbone bruciato.. Prima di allora il commercio si svolgeva solamente con carri e diligenze. Ogni spedizione richiedeva giorni di viaggio, uomini armati pronti a difendere il carico e cavalli abbastanza resistenti da attraversare montagne, fiumi e pianure, per non parlare dei sacchi a pelo, cibo in scatola, e tutto il necessario per sopravvivere almeno qualche settimana. Bastava una ruota crepata o un ponte crollato per ritardare un'intera consegna di mesi. Poi arrivò il Treno, quel mostro d’acciaio fumante, e con lui tutto sembrò improvvisamente più vicino.
Merci, bestiame, petrolio, acciaio e perfino il denaro iniziarono a viaggiare da una città all'altra in tempi che nessuno avrebbe creduto possibili. Per i commercianti fu una benedizione, per molti cocchieri, come me, invece significò vedere il proprio mestiere diventare sempre meno richiesto. E’ ovvio a tutti che dove si concentra la ricchezza, è il luogo perfetto per accattoni e banditi. Le vecchie bande di fuorilegge se ne accorsero prima di chiunque altro, negli ultimi anni le città strinsero rapporti di “collaborazione” con le bande. Loro ci lasciavano in pace e in cambio, noi gli fornivamo quello che gli serviva gratuitamente. Le diligenze, ormai sempre più rare, non valevano più il rischio di una sparatoria. I veri tesori viaggiavano sui vagoni blindati delle locomotive e nelle cassaforti, e così anche i banditi impararono ad adattarsi ai tempi. Gli assalti ai treni divennero sempre più frequenti e sempre più violenti, trasformando quelle enormi macchine d’acciaio nel nuovo bersaglio perfetto. Quando ero giovane bastava conoscere il nome dello sceriffo della contea. Era lui a decidere chi fosse un uomo onesto e chi meritasse una corda. Oggi non è più sufficiente. Sono comparsi investigatori che non appartengono a nessuna città, uomini ben equipaggiati che possono inseguire un ricercato per settimane senza fermarsi mai. Pinkerton e altre agenzie simili non ragionano come gli sceriffi che conoscevo; raccolgono informazioni, studiano i movimenti delle bande e aspettano il momento giusto per colpire. È anche per questo che i grandi accampamenti dei fuorilegge sono ormai soltanto un ricordo. Le bande non possono più permettersi di mettere radici. Si spostano continuamente, dormono una notte in una foresta e quella successiva ai piedi di una montagna, sempre con la paura che qualcuno segua le loro tracce.
Qualcuno dice che il west per come lo conosciamo sia morto, ma io non ci credo. Penso soltanto che abbia cambiato volto e abitudini. Gli uomini continuano a essere gli stessi di cinquant'anni fa, stronzi, approfittatori o buoni di cuore. C'è ancora chi lavora onestamente per costruire qualcosa con il sudore della propria fronte, chi rincorre il denaro a qualsiasi costo, chi indossa una stella sul petto per difendere la città e chi invece preferisce vivere con una revolver nella fondina e una taglia sulla testa. Sono cambiate le strade, sono cambiati i mezzi e sono cambiate le regole, ma il cuore dell'uomo è rimasto esattamente lo stesso. Se c'è una lezione che tutti questi anni di vita mi hanno insegnato è che nessuna epoca dura per sempre. Il mondo continua ad andare avanti, con o senza il consenso di chi lo abita, e l'unica vera scelta che rimane a ciascuno di noi è decidere quale posto occupare nella storia.