I N T R O D U Z I O N E La memoria è il punto di partenza di tutta la mia ricerca artistica. Partendo da esperienze personali — la città di Chongqing, il sistema educativo, la vita da studente internazionale a Firenze — i miei progetti trasformano il ricordo in scultura, in materiale, in gesto. Non cerco di descrivere la realtà, ma di renderne visibile la stratificazione: ciò che resta, ciò che si trasforma, ciò che si perde. La ceramica è il materiale che meglio esprime queste contraddizioni: fragile ma duratura, plasmabile ma imprevedibile nella cottura. A essa affianco il gesto performativo e gli oggetti d'uso quotidiano per portare la memoria fuori dal privato e farla entrare nello spazio condiviso dell'installazione. Il mio lavoro attraversa due geografie — la Cina delle origini e l'Italia di oggi — e interroga la condizione di chi vive tra più appartenenze.
Fantasmagoria Urbana è un omaggio a Chongqing, la mia città natale: una metropoli montuosa della Cina, vasta e moderna, segnata insieme dalla meraviglia e dalla complessità. Sono nato e cresciuto qui, e ho voluto creare un'opera che altri potessero guardare per scorgere la bellezza della città attraverso i miei occhi. Ho scelto la ceramica perché è il linguaggio che ho studiato in Accademia. La parte ceramica anteriore accoglie un punto di vista insolito del ponte: ne ho distillato la forma mediante la prospettiva, per restituire il fiume di Chongqing e la sua struttura. L'installazione unisce due elementi — un ponte ridotto alle sole linee portanti e un bassorilievo che attraversa gli edifici moderni con la monorotaia — e li tiene insieme una struttura in ferro dal linguaggio geometrico, ispirata ai ponti della città: il confronto tra i due materiali, e tra il colore scuro del ponte e quello chiaro del rilievo, racconta il dialogo tra la città antica e quella che continua a nascere.
Pressatura dello stampo esperimento di smalto e colore Modellazione a colombino
All'inizio non volevo le staffe: avevo appoggiato il ponte su tavoli di altezze diverse e sospeso il bassorilievo alla parete, ma le due parti non si univano, e la sola ceramica appariva monotona. Ho scelto infine staffe di rinforzo in ferro per sostenere ogni elemento. Il loro linguaggio, che richiama lo strutturalismo russo, mi dà un senso di stabilità; è il materiale con cui si costruiscono gli edifici moderni.
I n L a D o m a n d a s o n o i o i l p r o t a g o n i s t a dell'installazione. Seduto su una sedia davanti a un banco di scuola, chiuso dentro una struttura di rete, tengo la mano destra alzata. La performance dura quaranta minuti, durante i quali non abbasso mai il braccio. L'opera intende rappresentare la condizione dello studente in Cina: la grande quantità di ore di studio, un apprendimento per lo più passivo, la pressione sociale per essere sempre migliori in una competizione serrata, le aspettative dei genitori che vogliono figli eccellenti. Lo studente cinese trascorre molto tempo a studiare e poco a coltivare il resto della vita. Lo sforzo estremo di mantenere la mano alzata per quaranta minuti è insieme la metafora di questa tensione e un invito: trovare un equilibrio tra lo studio e la vita.
La performance dura quaranta minuti. Seduto sul banco, tengo la mano alzata senza mai abbassarla: un gesto di richiesta che, ripetuto senza tregua, diventa una forma di resistenza e di fatica.La performance dura quaranta minuti. Seduto sul banco, tengo la mano alzata senza mai abbassarla: un gesto di richiesta che, ripetuto senza tregua, diventa una forma di resistenza e di fatica.
Dieci mesi fa sono giunto da solo a Firenze. Dopo qualche tempo, ho cominciato a mancare la mia città, i suoi sapori, la mia famiglia. Ho voluto allora dare forma a questa nostalgia. Mi sono avvicinato al pensiero dell'Arte Povera, che si serve dell'oggetto quotidiano per costruire un'opera compiuta. Così ho scelto cinque scarpe diverse che ho portato dalla Cina, ognuna custode di un significato, e le ho avvolte con la benda medicale: quell'azione e quella benda significano per me curare la solitudine. Su ogni scarpa ho scritto una parola: la distanza da Chongqing a Firenze, 8145 km; piccante, il gusto dei cibi di Chongqing; calore, la gentilezza dei suoi abitanti e il caldo dell'estate; montagna, la città che si arrampica; famiglia, il legame che non conosce distanza. Ho scelto infine una stazione ferroviaria per fotografare le scarpe: la stazione è la partenza di ogni viaggio e insieme il ritorno. Oggi che sono in Italia, è come il filo che mi tiene legato alla mia città natale.
Le scarpe avvolte nelle bende giacciono immobili nella stazione, luogo di transito per eccellenza. I fischi dei treni e la folla sulla banchina sono insieme il rumore di fondo della mia partenza e il grido più profondo verso la mia città natale. Le scarpe stanno in silenzio sulle scale, come ogni studente errante.
Oltre 8000 km — 8145 km separano Firenze da Chongqing: la misura della nostalgia. Piccante — Il sapore di Chongqing, memoria corporea più viscerale. Calore — Cordialità della gente e caldo estivo indelebile. Montagna — Ricordo d’infanzia: weekend in montagna con i genitori, impresso su una scarpa. Famiglia — Scarpa donata da mamma. Il sostegno dei genitori mi ha permesso di studiare all’estero, è la mia motivazione
I L S P A Z I O 2022, installazione rinforzo di ferro,profilato angolare,vernice 75 X 55 X 45CM Altri lovori
Selezione di fotogrammi dalla video installazione a tre canali. L A V I T A D I L O T O 2024, ceramica rinforzo di ferro,profilato angolare,vernice 45 X 65 X 50CM
P A D R E E F I G L I O 2022, Scultura in vetroresina 65 X 45 X 40CM
A N N I G L O R I O S I 2023,rilievo di ceramica 1200 X 1750CM
D E N G K A I Y U N P O R T F O L I O 2 0 2 6